sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Perché anche De Luca se ne andrà
Pubblicato il 13-11-2015


La corruzione oggi è anche stupida. Viviamo in un mondo governato da tecnologie che hanno annullato i segreti. Capita così che il controllo esercitato su di noi non conosca barriere. Il Vaticano é sull’onda di uno scandalo e ai veleni dello Ior, che non sono recenti, si sono aggiunti quelli di cardinali dalla vita principesca, con attici ristrutturati a spese di enti di beneficienza e addirittura sottratti dalle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Mafia capitale è stata svelata grazie alle intercettazioni telefoniche. Il caso De Luca esplode a causa di dichiarazioni ugualmente intercettate tra collaboratori di De Luca e il marito del magistrato che doveva emettere la sentenza a suo carico.

Forse non è peggiorata la situazione, è solo diventata assai più permeabile a tutte le iniziative giudiziarie e giornalistiche. Come facciano a non accorgersene è davvero, questo sì, misterioso. La corruzione è anche stupida, fuori dai tempi. Fuori dal mondo. Eppure svelandola emerge in tutta la sua drammaticità. Ammettiamo anche che De Luca dica il vero. Che sia stato oggetto di un tentativo di ricatto da parte del marito del magistrato Anna Scognamiglio. Avrebbe dovuto denunciarlo agli organi competenti, altrimenti la sua complicità diventa colpevole. E ammettiamo anche che non fosse a conoscenza dei colloqui tra Guglielmo Manna e i suoi collaboratori (Nello Mastursi e l’avvocato Brancaccio). Questa seconda eventualità è piuttosto remota. Restano ugualmente evidenti le sue responsabilità. Willy Brandt per colpa di una segretaria ci rimise il cancellierato.

Lasciamo perdere i mefitici odori di un magistrato che mette in vendita una sentenza. Anzi accetta che il marito approfitti della sua disponibilità per accaparrarsi un posto importante, da dirigente, in una Asl. Che vi siano magistrati che possano arrivare a questo non ci stupisce, e la nostra lotta per introdurre penalità al magistrato che sbaglia partono dal presupposto che questo ordine non solo non sia infallibile, ma purtroppo non sia affatto immune da infiltrazioni corruttive che dovrebbe invece perseguire. D’altronde tutti i poteri incontrollati sono soggetti a tali tendenze. Cioè che resta evidente è la precarietà della situazione di De Luca.

Intendiamoci. Partiamo dal presupposto che De Luca sia un ottimo amministratore. Aggiungiamo che a Salerno si è saputo conquistare una considerazione e anche un consenso generali e che mentre Napoli, a cinquanta chilometri di distanza, affogava nei rifiuti, la sua città volava al primo posto per raccolta differenziata (attorno al 70 per cento, un vero record nazionale). Non dimentichiamo neppure che De Luca ha vinto primarie ed elezioni e che la legge Severino che lo sospende è chiaramente anticostituzionale. Dunque da rivedere, lo prevedesse o meno il patto del Nazareno? Cala però oggi sulla sua testa questa spada di Damocle di un ricatto accettato e di un avviso di garanzia per concussione in induzione che è altra cosa rispetto al reato di abuso d’ufficio che gli era stato contestato e dopo la condanna in primo grado era divenuto ostativo della sua posizione di governatore della Campania.

Non penso che il Pd campano possa reggere, dopo il caso Marino, fatto decadere senza essere coinvolto in nessuna vicenda giudiziaria, una situazione così delicata. Alla fine con le buone o con le cattive anche De Luca se ne andrà. E dopo avere consegnato Roma all’approdo dei Cinque stelle, rischierà di riconsegnare la Campania al suo predecessore, Stefano Caldoro, o addirittura al predecessore del predecessore, quell’Antonio Bassolino, che è già pronto a candidarsi a Napoli e perché no, anche alla guida della Regione. E che capeggerà la rivolta contro il partito di Renzi e di De Luca. Magari per rottamarli entrambi, riciclando se stesso. Anche questo sarebbe, come quello di Salerno, un record nazionale…

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro direttore, anche a non volerlo tutti gli eventi politici di rilievo, stanno portando acqua al mulino di cinque stelle.
    Anche a non volerlo si sta segnando il destino di questo povero Paese.
    Anche a non volerlo può sorgere il sospetto che concause convergono in un progetto sovvertitore (orchestrato da chi?) che prima o poi ci lascerà in braghe di tela.
    Siamo ancora in tempo a sventare questo eventuale tentativo?
    Il P.d. e gli alleati compreso noi non mi sembra che stiano reagendo adeguatamente.

  2. Non vorrei essere una voce fuori dal coro, ma da Salernitano di adozione e avendo conosciuto di persona il Sindaco De Luca per come ha operato quale Amministratore nella citta’ di Salerno, ritengo, a prescindere dalle indagini in corso ad opera della Procura, riuscira – non so’ come – a farla franca – e non darla vinta ne’ a Caldoro ne’ a Bassolino gia’ pronti sulla griglia di partenza.

Lascia un commento