lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

PIÙ PIL PER TUTTI
Pubblicato il 05-11-2015


PIL 2008 IN CALO - SOLDI E BANCONOTEOgni tanto una buona notizia ci vuole. La Commissione europea infatti alza le stime di crescita per l’Italia e migliora le previsioni per l’occupazione. Una notizia che non arriva da sola ma che si accompagna alle previsioni delI’Istat oggi più ottimista su Pil e lavoro rispetto alle previsioni precedenti anche se avverte che “il quadro previsivo delineato è soggetto a rischi al ribasso, connessi a un eventuale più pronunciato rallentamento del commercio internazionale e all’impatto delle clausole di salvaguardia nel 2017″. L’Ue, nelle “previsioni economiche di autunno”, stima un Pil per quest’anno in aumento dello 0,9%, e dell’1,5% nel 2016. La previsione sull’Italia è più positiva rispetto a quella di sei mesi fa (+0,6% nel 2015 e +1,4% nel 2016) e leggermente inferiore rispetto a quella del governo, secondo il quale il Pil crescerà dell’1,6% nel 2016. La disoccupazione nel nostro Paese scenderà sotto il 12% nel 2016: secondo la Commissione europea, il dato sarà pari al 12,2% nel 2015 per calare all’11,8% l’anno prossimo. La stima precedente, del maggio scorso, era del 12,4% in entrambi i casi. Più cauta sul deficit: si avrà nel 2016 un rapporto deficit/Pil pari al 2,3% (stima, più alta rispetto alla precedente di sei mesi fa, 2%). Per quest’anno il deficit è confermato al 2,6% del Pil, per l’anno prossimo scenderà “solo leggermente”, e solo nel 2017 registrerà, a politiche economiche invariate, una flessione più marcata all’1,6%. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi scrive su Facebook il suo ottimismo: “Siamo finalmente tornati. Si moltiplicano giorno dopo giorno i dati positivi sulla nostra economia. In un contesto europeo non esaltante, per usare un eufemismo, siamo quelli che hanno rialzato la testa, che ci provano.

La Commissione europea prevede per l’Italia “due anni di crescita all’orizzonte” e riconosce che “i conti sono sotto controllo”, sottolinea il ministero dell’Economia. L’Istat prevede nel 2015 una crescita del prodotto interno lordo italiano pari allo 0,9% in termini reali (rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto a maggio), cui seguirà un aumento dell’1,4% nel 2016 e nel 2017. Inoltre con il miglioramento dell’attività economica, l’occupazione continuerà a crescere per tutto il periodo di previsione, proseguendo la tendenza favorevole osservata dall’inizio dell’anno. Anche Confindustria vede rosa e sottolinea che l’industria manifatturiera italiana “ha cominciato a risalire la china” anche se il passo è “ancora lento e assai disomogeneo tra i suoi comparti”. Infine la Bce nel bollettino mensile rileva che la ripresa nell’area euro continuerà il suo corso, ma i rischi per la crescita “restano orientati al ribasso”, per le difficoltà che incontrano le economie emergenti. Draghi comunque assicura che la Bce è pronta ad intensificare la sua azione per garantire la stabilità della zona euro. A guardare avanti anche il presidente della Bce Mario Draghi che invita a cercare un nuovo patto per l’Europa. “Un patto che impedisca il riemergere delle sfide appena affrontate e che, soprattutto, rafforzi l’architettura costituzionale dell’area dell’euro”. “E’ stata rivolta così tanta attenzione al nostro impegno per una moneta solida – ha detto – che si è pensato troppo poco ad altre cose. Dobbiamo ora guardare avanti, muovendo dalla stabilità per avanzare verso la prosperità”.

Intanto continua il percorso della Legge di Stabilità con la minoranza dem che si appresta a presentare i suoi emendamenti. Tra questi quelli su Tasi da cui arriverebbe un miliardo e mezzo in in più, lasciandola a chi possiede ville o castelli; soldi con sui si possono finanziare la difesa del suolo e il piano nazionale contro la povertà. Altri punti: via l’innalzamento del tetto per i contanti, Sud e google tax. Gli altri emendamenti sono su lotta all’evasione, edilizia e riqualificazione urbana, equità sostegno dei caregiver, flessibilità in uscita, pubblico impiego, investimenti su strade e edilizia scolastica e costo del lavoro per le imprese.

Sul versante Regioni, dopo l’incontro di ieri a Palazzo Chigi, resta la sospensione del giudizioso, I presidenti, con qualche divisione,  hanno preparato un documento dove mettono nero su bianco le motivazioni dei loro dubbi. A suscitare preoccupazione, nonostante le assicurazioni ricevute da Palazzo Chigi, soprattutto l’entità dei tagli imposti dalla legge di stabilità, che per le Regioni potrebbe mettere a  rischio gli equilibri dei bilanci regionali.

 Ginevra Matiz

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