giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Primarie, in Campania si litiga sulle regole
Pubblicato il 24-11-2015


Presentazione de libro ' Le dolomiti di Napoli 'Acque agitate non solo a Napoli ma anche a Roma. Nel capoluogo campano la candidatura di Antonio Bassolino ha aperto una nuova divisione interna al Pd. “Le regole non possono essere cambiate in cosa” ha detto l’ex sindaco di Napoli e ex presidente della Campania Antonio Bassolino. “Ringrazio di cuore per i tanti messaggi pubblici e privati. Le regole non si cambiano in corsa. Andiamoavanti” ha scritto su Twitter. A Roma, archiviata la tragicomica uscita di scena di Ignazio Marino, si devono fare i conti con le elezioni anticipate che si terranno in primavera. Il Pd non ha ancora un candidato. E sarebbe impossibile esprimerlo in tempi brevi e con il partito regionale ancora rintronato dalle vicende romane. Grillo invece brucia le tappe e sul blog annuncia lapertura delle “candidature del MoVimento 5 Stelle per le comunali di Roma” che dovranno essere presentate entro il 4 dicembre. Laspirante candidato sindaco o consigliere per partecipare dovrà risultare non iscritto ad “alcun partito o movimento politico e dovrà essere iscritto al MoVimento 5 Stelle”.


Con il comunicato del vicesegretario Pd Serracchiani che illustrava un cambio del regolamento per le primarie, prevedendo di restringere la platea dei votanti (ai gazebo ci andrà solo chi potrà votare realmente ai seggi, basta sedicenni, basta extracomunitari per evitare il ripetersi dei casi Napoli e Liguria, rispettivamente nel 2011 e nel 2015) e la proposta di stoppare eventuali pretese di candidature di ex sindaci per creare un vero ricambio generazionale serio nelle amministrazioni, si è aperta una nuova divisione interna nel PD.  E come era prevedibile non si è fatta attendere la replica dell’ex leader Ds campano Antonio Bassolino.  “Se si voleva cambiare le regole bisognava farlo prima, non ora che il treno è già partito”, ha dichiarato Bassolino ai giornalisti, nel primo incontro pubblico della sua campagna elettorale. “Renzi stesso è figlio delle primarie”, ha sottolineato. “Bersani, al tempo segretario in carica,  fu un signore a non cambiare le regole delle primarie, regole che hanno consentito a Renzi di candidarsi e vincere”. Bassolino ha lanciato anche una dichiarazione diretta al premier:  “Renzi non mi vuole come candidato? Bisognerebbe chiederlo a Renzi fino ad ora ho  letto solo le dichiarazioni della Serracchiani, ho capito che non sono in cima ai suoi pensieri, va bene, nelle settimane prossime vedremo anche quello che pensa Renzi, lui con il suo nome e cognome. Mi auguro che non si vada avanti sulla strada di regole sbagliate e penso che bisogna essere molto attenti a non muoversi in modo irrispettoso verso la città, perché Napoli viene prima di tutto, anche prima del Pd”. Poi  Bassolino ha trovato anche il modo di lanciare una sferzata polemica ai dirigenti locali del Pd. “Il comunicato anonimo del Nazareno non è una cosa di grande stile. Se nei mesi scorsi avessi visto proporsi una candidatura con la forza che poteva competere e vincere contro de Magistris, il problema non si sarebbe neppure posto. Ma sono passati mesi e mesi e ho fatto una cosa renziana: ho detto ‘eccomi'”.

Intanto la vicenda del cambio delle regole per le primarie 2016 inizia ad essere criticata anche da esponenti esterni al PD . “Come avevamo previsto, le primarie per la scelta del sindaco di Napoli si stanno trasformando in una resa dei conti interna, giocata, tra l’altro, con “mezzucci” che sarebbe meglio evitare” hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e il coresponsabile del Sole che ride di Napoli, Stefano Buono in un comunicato stampa. “Se, nel Pd, c’è chi non gradisce la candidatura di Bassolino, promuova una candidatura alternativa, come abbiamo fatto noi presentando Sorbillo, ma non introduca norme che limitano la democrazia e il potere di scelta dei cittadini, altrimenti le primarie sono del tutto inutili.  Si può essere d’accordo o meno con la candidatura di Bassolino, ma un candidato che non ti piace lo batti presentando un candidato alternativo, non escludendolo con misure ad personam” hanno dichiarato Borrelli e Buono per i quali “gli amici del Pd devono anche spiegarci a che servono le riunioni di coalizione se poi cambiano le regole autonomamente e per risolvere questioni interne”.

Francesco Brancaccio

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