lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

PSOE. I 7 passi di Sanchez
per risalire la china
Pubblicato il 23-11-2015


Sanchez-PsoeIn Spagna, il PSOE tenta la risalita in vista delle elezioni del 20 dicembre.
Il segretario Pedro Sánchez, candidato a Primo Ministro, ha proposto “sette passi” per un programma di governo socialista.
I primi tre punti riguardano l’economia: un nuovo statuto dei lavoratori, il sostegno alle imprese e la formazione dei dipendenti, il reddito minimo. Segue poi la necessità di riformare istituzionalmente il Paese per tentare di riassorbire le pressioni secessioniste catalane e basche, tramite la riorganizzazione su base federale del regno di Spagna. Alle riforme istituzionali seguiranno quella del sistema scolastico e di quello amministrativo. Infine, al settimo passo, Sánchez promette di promuovere un accordo politico-sociale per arginare gli episodi di violenza sulle donne.

In questa infuocata e blindatissima campagna elettorale, i socialisti tornano a fare la voce grossa, chiedendo accoratamente anche il recupero di un ruolo internazionale indipendente e di primo piano per il Paese iberico.
Dalla fortezza socialista andalusa, infatti, Sánchez ha inoltre annunciato che, qualora il PSOE dovesse uscire vittorioso dalle urne dicembrine, il nuovo governo provvederà al riconoscimento dello Stato di Palestina. Tale scelta è dettata da una duplice motivazione: la promozione della pace in Medio Oriente e il contrasto del terrorismo internazionale.

I nuovi sondaggi vedono salire i socialisti (sono dati intorno al 23%), sebbene i Popolari rappresentino ancora la prima forza politica (attestata al 28.5%), mentre Ciudadanos e Podemos rimangono molto più indietro (stimati rispettivamente al 16.4% e al 15.6%). In ogni caso, sarà alquanto difficile formare un nuovo governo prescindendo dalla formazione di una coalizione post-elettorale.

Giuseppe Guarino

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