venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Questa è la casa dei socialisti
Pubblicato il 20-11-2015


Leggo dichiarazioni roboanti su due fronti. Duecentocinquanta amministratori (sic!) e quattro parlamentari (sic!) avrebbero aderito all’associazione fondata dall’on. Di Lello. Notizia sospetta. Se avesse un qualche fondamento, probabilmente vi si sarebbero iscritti amministratori locali e parlamentari da anni nel Pd – tutti meno uno – perché dalle file socialiste non solo non c’è esodo, ma nemmeno traccia di attenzione. Anzi.
Dall’Abruzzo alle Marche, dalla Campania alla Sicilia al Lazio fioccano le adesioni al partito da liste civiche locali e in parte dal Pd, ma soprattutto si segnala il ritorno a casa di compagne e di compagni che avevano fatto scelte diverse negli anni ’90. Per accorgersene basta guardare alle presenze alla Conferenza Programmatica, a cominciare da un paio di nuovi senatori – quelli sì in carne e ossa -, ai convegni che spuntano sul territorio, ai primi dati sul tesseramento e agli studi demoscopici, ultimo quello della Makno, che registrano da parte degli elettori una maggiore attenzione verso il Psi.
L’altro fronte, quello della sinistra interna, si riunirà a fine novembre. Ho parlato con molti compagni: non lasceranno il partito per andare a fondarne un altro o per aderire a Sinistra Italiana. Parteciperanno al congresso e faranno valere le loro ragioni. Questa è la casa. L’unica che c’è. La difenderanno come fa ciascuno di noi. Con Besostri, poi, ci vedremo presto per lavorare alla legge elettorale. Tutte le scadenze che ci siamo dati sono confermate: fino dal prossimo gennaio conferenze programmatiche nelle città al voto, attività internazionali – dall’Internazionale Socialista in Angola al Pse – convocazione del congresso, iniziative politiche dentro e fuori il Parlamento sui temi elaborati dalla Conferenza di Roma, preparazione delle elezioni comunali nelle grandi città.
È tempo di aprirsi e di rimboccarsi le maniche. C’è spazio per tutti i volenterosi. Anche per i profeti di sventura quando danno una mano. La politica italiana non si è ancora fermata a un capolinea stabile. È in altalena e conviene starci con la nostra gente. Rispettando le regole che ci siamo dati, abbassando i toni, magari litigando sulle decisioni politiche da assumere. Ma se si ricorre alla carta bollata, come si è fatto e si continua a fare, il partito si difende e ciascuno di noi è tenuto a difenderlo da chi pretenderebbe di vederlo morto e sepolto.
C’è un fatto. In politica, le scelte individuali lasciano il tempo che trovano. Solo le comunità decidono e incidono.
Riccardo Nencini

#CAMBIANDO. Conferenza programmatica del Psi

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Molto bene. Condivido il tuo articolo, c’è un però: non è il caso di annullare le sospensioni volontarie e della CNG formulate in quest’ultimo periodo, per avere al congresso un ampio dibattito sulla politica e sul futuro del paese e del partito. Altrimenti… altrimenti si potrebbe pensare che il congresso vuole soltanto essere una operazione di marketing prelettorale. Un saluto compagno Luigi Proia.

  2. Bravo Riccardo,condivido la casa dei socialisti da 56 anni.Il nostro partito ha diritto sacrosanto di riappropriarsi del 13% di consenso elettorale cominciando dalle prossime elezioni del 2016.E’ indispensabile una perfetta organizzazione senza cedimenti o abbandoni sconsiderati del tipo del fu compagno Marco Di Lello.Manfredi Villani.

  3. Caro Segretario, qualcuno vuole intorbidire le acque perché si è accorto di aver fatto una grande fesseria.
    Il nostro moto è quello di andare avanti sulla linea che ci siamo dati e lavorare il più possibile per far comprendere le nostre proposte ai cittadini.
    BUON LAVORO Segretario
    AVANTI TUTTA!

  4. Ognuno con la sua opinione, per dibatterla, discuterla, affermarla, con la correttezza ed il coraggio di chi fa il proprio percorso non contro qualcuno ma per qualcuno, il Partito! Noi che spesso contrastiamo dialetticamente alcune scelte che giudichiamo troppo passive da parte della attuale dirigenza, insisteremo nel pretendere maggior vigore nell’agone politico ed una maggiore visibilità dal punto di vista mediatico e dell’immagine. Niente di questo vorremo discutere e per questo saremo in campo. Il PSI è casa; al di fuori, c’è solo incertezza o marginalizzazione.

  5. Molti sono i motivi che spingono a fare politica. I migliori sono quelli che si occupano dei problemi reali dei cittadini, delle famiglie, del lavoro, della giustizia, dei diritti negati e dei nuovi diritti: in una parola dell’Italia. Il PSI ha tutte le potenzialità per fare politica in questo modo, elaborando ipotesi, discutendo soluzioni, approvando linee da portare avanti. Facendo squadra nell’interesse dell’Italia, trovando sui “buoni” argomenti “buone” alleanze… C’è un estremo bisogno di parlare un linguaggio di verità per il futuro dell’Europa e dell’Italia, affrontando le questioni brucianti della società con la Ragione e con la conoscenza reale dei problemi. Chi pretende di fare “politica” con metodi da saltimbanco è destinato a rapido declino. La Politica non ha più bisogno di queste pratiche.

  6. Gli ultimi avvenimenti di Mafia Capitale e di tanti altri casi di corruzione, le dichiarazioni degli ex magistrati di Mani Pulite Borrelli e Di Pietro e del giornalista Galli della Loggia sul Corriere della Sera, hanno contribuito a sollevare il velo d’ipocrisia sulla fine della Prima Repubblica. Il PSI deve ora alzare forte la sua voce ed avviare delle iniziative per il nostro Riscatto politico. Mi assale un senso di ribellione nell’assistere all’oblio a cui è stata relegata la Storia socialista e nel contempo vedere innalzare sugli altari gl’idoli del comunismo italiano rappresentati da Togliatti e Berlinguer. E’ possibile che nelle Sedi parlamentari, i nostri deputati e senatori non siano in grado di organizzare degli eventi a ricordo di Nenni, Saragat e Pertini??
    La mostra di tre settimane su Togliatti è stata promossa dalla Fondazione Istituto Gramsci, dall’Archivio centrale dello Stato e dall’Archivio storico della Camera dei deputati.
    Mentre la Fondazione Gramsci è specificatamente patrimonio culturale del PCI, gli altri due Archivi sono Patrimonio culturale di tutti gli italiani; sarebbe quindi sufficiente sostituire alla Fondazione Gramsci una Fondazione Socialista per rivendicare l’esercizio dei nostri diritti di rappresentanza politica nella storia del nostro Paese.
    Penso che nessuno potrebbe negare ai Socialisti di commemorare tre testimoni esemplari, non solo del Socialismo, ma dell’espressione più alta della libertà, alla cui causa questi eroi hanno dedicato la loro vita per affermarne i valori e i diritti democratici contro tutte le forme di dittatura compresa quella sovietica, di cui Togliatti per vari anni è stato un componente nel massimo Organo dei Soviet. Sarebbe anche l’occasione per mettere a confronto un paladino della “ doppia morale ” con tre paladini dell’unica morale della Democrazia riconosciuta universalmente, come quella appunto espressa da questi tre grandi Padri della Patria.
    Se nell’ambito delle Camere Parlamentari dobbiamo accontentarci solo della benevolenza di una citazione commemorativa come possiamo sperare o pretendere che i Socialisti possano lottare ancora per affermare l’esistenza del PSI ?????
    Come Vice Ministro alle Infrastrutture hai contribuito in maniera notevole alla stesura del Nuovo Codice degli Appalti. Portiamo in evidenza con un apposito Convegno Pubblico questo lavoro frutto del contributo socialista.
    Attualmente, nella vita interna del nostro Partito oltre che alle frizioni derivanti dal funzionamento del rapporto tra maggioranza e minoranza, i contrasti maggiori si manifestano sul come il PSI deve collocarsi, se essere rappresentato col proprio simbolo e come individuare i propri candidati nell’approssimarsi delle competizioni elettorali sia livello nazionale che locale.
    Sono stati commessi degli errori anche da parte tua. Riconosciamo quelli che ci hanno danneggiato anche se commessi in buona fede. Non continuiamo a piangere sul latte versato ma impegniamoci tutti per un Congresso in cui non manchi lo spirito unitario, auspicando che le Mozioni congressuali si caratterizzino come correnti di pensiero e non con prevalenti aspirazioni di “ potere “ da parte di singoli compagni.
    La Conferenza Programmatica e quelle che seguiranno rappresentano un’ottima iniziativa per riavviare la nostra iniziativa. Allarghiamola al contributo di tutte le Fondazioni e Associazioni socialiste necessarie per ricomporre le tante diaspore che ci hanno caratterizzato. Se vogliamo che questa sia la Casa dei Socialisti è necessario che abbia una chiara IDENTITA’.
    Un fraterno abbraccio.
    Je suis socialiste

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