domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Renzi: “Più soldi per la sicurezza. No a sottovalutazioni”
Pubblicato il 18-11-2015


Renzi-GerusalemmeUna lunga intervista a Sky tg24 in cui il presidente del Consiglio tocca diversi temi. In particolare quelli legati al terrorismo dopo i fatti di Parigi. “Siamo di fronte ad un momento di difficoltà – ha detto – ma siamo anche un grande paese e abbiamo vinto la sfida del terrorismo interno e della mafia”. “Positiva la proposta di Putin di formare una grande coalizione contro l’Isis riportare la Russia al tavolo della coalizione internazionale”.
Buemi: “È necessaria una risposta corale di Stati Uniti e dell’Europa unita”


Una lunga intervista a Sky tg24 in cui il presidente del Consiglio tocca diversi temi. Ma soprattutto quelli legati al terrorismo dopo i fatti di Parigi. “Siamo di fronte ad un momento di difficoltà – ha detto – ma siamo anche un grande paese e abbiamo vinto la sfida del terrorismo interno e della mafia. L’Italia ha mille difficoltà ma anche una straordinaria forza di reazione. Non bisogna correre il rischio dell’isteria e neanche della sottovalutazione”. Quella di Putin di formare una grande coalizione contro l’Isis “mi sembra una proposta molto giusta” ha detto aggiungendo poi che “sarebbe molto positivo” riportare la Russia al tavolo della coalizione internazionale.
“L’Italia sta già partecipando in molte missioni internazionali. Si dice andiamo e bombardiamo, ma prima accordiamoci su chi bombardiamo perché la frammentazione in Siria ha portato ad una serie di interventi slegati da una visioni unitaria, bisogna capire prima come esci dal pantano in Siria”, ha aggiunto Renzi nell’intervista a Sky tg24.

“Non sottovalutiamo nessun pericolo – ha sottolineato ancora – e stiamo intensificando ogni tipo di controllo e cercando di usare anche tutti gli strumenti innovativi, anche perché la tecnologia ci aiuta a mappare le persone pericolose”. Per questo serve “un investimento sulla cyber security: puoi mappare i sospetti, ma anche banalmente incrociare le telecamere come è stato fatto a Milano dopo il terribile episodio a Palazzo di Giustizia. E’ un tema che va affrontato in modo diverso”. Proprio per questo “la legge di stabilità per il 2016 aveva già più soldi del 2015 sulla sicurezza. Nei prossimi 15 giorni verificheremo se possiamo mettere più denari”. “La settimana prossima farò una proposta a tutti per un investimento ulteriore non solo di sicurezza ma anche di recupero di determinate realtà”.

Infine Renzi ha escluso nel modo “più categorico una modifica costituzionale su questi temi. Abbiamo fatto delle leggi più dure in questo anno. Continuiamo con il pugno di ferro a verificare caso per caso e teniamo sotto controllo i centri di aggregazione più rilevanti. Abbiamo un lavoro di intelligence che giudico positivo. Ma non credo che in questo momento la priorità siano leggi speciali come ai tempi del terrorismo”. Renzi ha poi aggiunto di non escludere “modifiche normative: dobbiamo consentire tempi tecnici diversi, più immediati. Se l’intelligence ha bisogno di qualche arma in più al proprio arco, bene darla”.

Nella giornata di ieri erano intervenuti al Senato in un informativa i ministri Ministri Alfano e Gentiloni sui fatti di Parigi. Comunicazioni condivise e apprezzate dal Gruppo Autonomie – Partito socialista italiano. “È necessaria – ha affermato il Senatore del Psi Enrico Buemi intervenendo in Aula – una risposta corale di Stati Uniti e dell’Europa unita, non di Francia, Italia e Gran Bretagna, non di Germania e Francia, ma dell’Europa unita ed anche di Russia e Cina, coinvolgendo, inoltre, gli Stati delle aree interessate da questi eventi così tragici. È necessaria maggiore chiarezza di obiettivi per il dopo. In questi anni non è stato fatto. È necessario avere realismo politico e comprensione dei tempi essenziali per i processi di costruzione della democrazia. È urgente riflettere sul passato dell’Occidente. L’uso strumentale dei peggiori per battere, limitare e piegare gli avversari del momento è un veleno che quando è in circolo colpisce con effetti incontrollabili. Questo è avvenuto in Afghanistan, in Iraq, in Siria, in Libia e in tanti altri Paesi ancora”.

Ginevra Matiz

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