sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Renzi: “Una strategia comune contro il terrorismo”
Pubblicato il 16-11-2015


Terrore a Parigi 2Anche questa volta in Italia non si è persa l’occasione di fare polemiche. Gli scambi di accuse e insulti tra Alfano e Salvini lasciano interdetti. Così come le scomposte dichiarazioni che ne seguono. Il primo afferma che ascoltando Salvini sembra “di percepire il suo dispiacere perché gli attentati di Parigi non siano avvenuti in Italia così da consentirgli di fare caciara e guadagnare voti”. E il secondo che replica lanciando l’hastag ” alfanodimettiti” e l’Ncd che controreplica con #iostoconAlfano. Non servono commenti ulteriori.

Il Presidente del consiglio è intervenuto sugli attentati di Parigi durante i lavori del G20 a Antalya in Turchia. “La nostra posizione è sempre la stessa: di fronte a un problema complesso che dura da anni non possiamo immaginare di risolvere tutto con eventi che durano un tempo limitato, occorre una grande strategia politica”. “Un problema così grande – ha aggiunto – nessuno può risolverlo con la bacchetta magica, ma siamo nella direzione giusta”. “Contro il terrorismo – ha aggiunto – dobbiamo riuscire come europei ad avere una strategia seria, occorreranno mesi e forse anni per risolvere il problema, non servono banalizzazioni”. Renzi dal G20 si è appellato a tutte le forze politiche italiane a non avere divisioni in questo momento. “Sul terrorismo – ha detto ancora – bisogna parlare chiaro: è il più grande tema del nostro tempo, occorre un approccio comprensivo. In questo senso il principio italiano, riportiamo la Russia al tavolo della discussione, sta finalmente portando risultati”. “I terroristi stanno colpendo i luoghi simbolo della nostra identità: un museo a Tunisi, un’università in Kenia, una scuola in Pakistan e a Parigi un teatro, dei ristoranti e uno stadio. Puntano a farci paura, disintegrando le nostre basi d’identità. Chi propone soluzioni semplicistiche al più grande tema del nostro tempo offre solo illusioni agli italiani e agli europei”. “Gli Italiani sappiano – ha concluso – che siamo capaci di usare il pugno duro contro chi non rispetta le leggi del nostro paese: l’Italia ha espulso in un anno 55 persone sospettate di essere estremisti”.

L’alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini arrivando al consiglio esteri a Bruxelles, ha affermato che l’Isis “è una minaccia per tutti. Bisogna riconoscere che non è stato un attacco contro un solo paese o solo contro l’Europa, ma contro la civiltà”. Per Mogherini è necessario “unire le forze diplomatiche, politiche ma anche militari” per affrontare la minaccia. “Vogliono dividerci, ma siamo ancora più uniti”, ha aggiunto. “In Siria occorre concordare un cessate il fuoco e avviare una transizione politica portando al tavolo le opposizioni”. Mogherini ha aggiunto che “viviamo un mondo dove sicurezza là significa anche sicurezza qui in Europa”.

A parlare di soluzione politica per la Siria è il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ma, “il contrasto militare a Daesh (Isis ndr) deve continuare”. Ma per Gentiloni “è chiaro che per definizione è molto difficile far ricorso all’art. 5 del Trattato Nato di fronte ad azioni terroristiche. Non ci troviamo di fronte all’aggressione di uno Stato e tanto meno alla disponibilità da parte nostra di riconoscere a questo gruppo terrorista una dimensione statuale. Questo non vuol dire che non ci sia piena solidarietà e disponibilità comune a combattere il terrorismo. Peraltro lo stiamo già facendo nella coalizione anti-Daesh, senza dover ricorrere all’art. 5 del Trattato Nato. E continueremo a farlo”. E sulla sospensione temporanea di Schengen, anche se è prevista dai trattati, Gentiloni si augura che la Francia riesca a gestire l’attuale fase di emergenza senza dover ricorrere a questo. “Mi auguro – ha detto – che le misure restrittive, di rafforzamento dei controlli alle frontiere prese giustamente da Francia, Italia e altri paesi si rivelino sufficienti”. Infatti, ha detto, la sospensione sarebbe coerente con le regole “che ne prevedono la possibilità” ma “certamente sarebbe un segnale di difficoltà in un momento che certamente è di crisi ma che possiamo gestire anche solo incentivando i controlli di polizia e la collaborazione tra i servizi di intelligence“. Infatti, ha sottolineato, “se c’è una lezione che dobbiamo imparare da quello che è successo venerdì notte è che dobbiamo sempre più lavorare insieme” e che ci deve essere uno scambio di informazioni fra i servizi “fra Francia, Belgio, ma anche Italia, Germania: tutti i paesi coinvolti devono mettere in comune le informazioni”. Secondo Gentiloni, “il fenomeno dei foreign fighters si può combattere solo con una prevenzione che funziona seriamente. Non possiamo presidiare tutte le nostre città e gli edifici, soprattutto di fronte a terroristi che colpiscono a caso, non prendono di mira i simboli”.

Ginevra Matiz

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