martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rohani a Roma: “Noi lottiamo contro il terrorismo”
Pubblicato il 12-11-2015


Il presidente iraniano Hassan Rohani

Il presidente iraniano Hassan Rohani

Così come già fatto oggi con l’italiano Corriere della Sera, il presidente iraniano Hassan Rohani, in un’intervista trasmessa dai media francesi alla vigilia della sua visita ufficiale a Parigi – sarà a Roma sabato 14 – ha spiegato che la chiave per risolvere la crisi siriana non è nel destino del presidente Bashar al Assad, ma nella lotta al terrorismo che non sta mettendo in pericolo solo l’unità terrotirale della Siria, bensì l’intero equilibrio regionale. “La questione non riguarda una persona – ha spiegato – riguarda tutto il popolo siriano; una questione di sicurezza e di stabilità che devono essere garantiti al popolo siriano. Si tratta di questioni umanitarie e di lotta al terrorismo. Non si può pensare di combattere il terrorismo senza avere alle spalle uno Stato legittimo insediato a Damasco. Lo Stato siriano deve essere forte e autorevole per potere combattere efficacemente il terrorismo”.

“Per la prima volta – ha detto al Corriere della Sera in merito alla soluzione della crisi siriana – i grandi Paesi e quelli della mia regione sono allo stesso tavolo, e questo è in sé un risultato importante. Anche se Stati Uniti, Russia, Iran, Turchia e Arabia Saudita hanno opinioni diverse, è un segnale che nelle crisi regionali si possono cercare soluzioni insieme. Quello siriano è un problema assai complesso, non possiamo aspettarci che sia risolto in una sola tornata di negoziati, ma esiste una nuova opportunità. Crediamo che il problema siriano non abbia una soluzione militare, ma ci sarà una soluzione politica. È un piccolo passo che ci offre una speranza”. L’alleanza Russia – Iran nella lotta all’Isis e nell’appoggio ad Assad, è “una partnership importante”. “La Russia è concentrata più sulle operazioni in Siria, forse in futuro amplierà il suo raggio d’azione all’Iraq, ma io penso che sia importante che tutti i Paesi del mondo si concentrino nella lotta al terrorismo. L’Isis è una minaccia per l’intera regione e anche per altri, inclusa l’Unione Europea. La regione è in subbuglio. Noi siamo stati tra i primi ad appoggiare l’esercito iracheno contro l’Isis e se non l’avessimo fatto, forse Baghdad sarebbe già caduta”.

Quanto ai rapporti con l’Italia, Rohani ha detto di essere felice che la sua “prima visita all’ estero dopo la firma dell’ accordo nucleare sia in Italia perché è un Paese con il quale l’Iran ha da tempo ottime relazioni, sul piano economico, culturale e politico. Per un certo periodo l’Italia è stata anche il nostro primo partner commerciale. Sulle questioni internazionali e politiche, i leader italiani hanno sempre avuto un atteggiamento moderato nei nostri confronti. Nelle nuove condizioni, l’Italia può essere per noi uno dei partner più importanti. Consideriamo il vostro Paese un amico in Europa. Spero che il mio viaggio apra una nuova fase nei nostri rapporti”.

Nell’intervista al Corriere anche una domanda sul rispetto dei diritti umani perché l’Iran ha il numero pro capite di esecuzioni capitali più alto al mondo. “La punizione – risponde – dovrebbe servire da deterrente. Si può discutere sull’efficacia o meno delle esecuzioni, come pure degli arresti e perfino delle multe. Ma in ogni Paese il codice penale ha a che fare con regolamenti interni, in molti Paesi c’è la pena di morte, in altri no. In Iran la maggior parte delle esecuzioni ha a che fare con crimini legati al traffico di droga, abbiamo un confine lungo e poroso con il nostro vicino afghano. Se abolissimo la pena di morte renderemmo loro più facile portare la droga fin nei Paesi europei e questo sarebbe grave per voi”.
Infine anche una domanda sullo stato dei rapporti, inesistenti, con Israele: “Rispettiamo tutte le religioni monoteiste, comprese quella ebraica e cristiana. Nel nostro libro sacro si parla molto di Mosè, che è il profeta degli ebrei, e il Corano loda Mosè, che sia benedetto. Il popolo ebraico ha sempre vissuto e vive in Iran pacificamente. Gli ebrei hanno i propri rappresentanti nel Parlamento iraniano, possono praticare la loro religione liberalmente. Ma questo è diverso dalle politiche del sionismo, che è cosa diversa dall’ ebraismo”.

Rohani sarà sabato a pranzo dal presidente della repubblica Sergio Mattarella, poi in visita da papa Francesco e la sera a cena con il premier Matteo Renzi. Domenica l’incontro con i presidenti delle Camere Pietro Grasso e Laura Boldrini, prima di partecipare ad un forum con le Pmi organizzato dalla Camera di commercio italo-iraniana. Poi la partenza alla volta di Parigi dove intanto si deve sbrogliare una piccola grana scoppiata sulla richiesta dell’ospite di eliminare le bottiglie di vino dalla tavola del palazzo presidenziale dove avrebbe dovuto consumare un pranzo di lavoro con Francois Hollande il 17. La delegazione iraniana aveva chiesto per un menu speciale (halal) e niente bevande alcoliche. Pranzo di lavoro annullato e piccola controversia diplomatica con la proposta alternativa di una prima colazione a base di caffé, frutta e croissant rifiutata però dagli iraniani perché troppo spartana. Alla fine, secondo RTL, né pranzo di lavoro né petit-déjeuner.

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