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Opinioni e commenti
 

Roma, al via Piano di sicurezza per il Giubileo
Pubblicato il 23-11-2015


roma-antiterrorismo-giubileo-420x210La Capitale è al limite della psicosi dopo numerosi falsi allarmi che si sono susseguiti nel giro di pochissimi giorni. Al punto che il prefetto Franco Gabrielli parla ai romani: “Ci possono essere 100 falsi allarmi. E poi il centunesimo si rivela vero. Non potendolo sapere io non mi sognerò mai di dire alla forze di polizia di non vagliare e verificare tutto. Non si sottovaluta niente e questo credo sia una garanzia per i cittadini. Se questo ha creato disagi la colpa non è del sistema ma di queste persone. Mi scuso con i romani e i turisti ma è la dimostrazione che il sistema sicurezza esiste”.

Oggi parte il decreto che stanzia fondi per il Giubileo “è pronto, è in fase di trasferimento al Quirinale, contiene anche le disposizioni per inviare 1.500 militari in più a Roma. È questione di ore”. Afferma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. In città saranno impiegati duemila uomini, a presidiare non solo gli oltre mille obiettivi sensibili e gli eventi considerati a rischio, ma anche autobus e metropolitane. Agenti in divisa saliranno sui mezzi di trasporto per garantire la sicurezza dei passeggeri. Sorvegliati speciali saranno, ovviamente, piazza San Pietro e i principali monumenti della Capitale, dal Colosseo a Fontana di Trevi. Attenzione particolare sarà rivolta anche ai luoghi di ritrovo, in particolare dei giovani, come concerti o manifestazioni. Controlli serratissimi anche nelle piazze della movida dove il questore Nicolò D’Angelo non esclude perquisizioni, “qualora lo si ritenga opportuno”. Insomma una città militarizzata, dove al caos del malfunzionamento dei mezzi pubblici si somma quello dei falsi allarmi, senza dimenticare che resta l’incognita di come sistemare i militari sui bus già stracolmi.

Inoltre le dichiarazioni del ministro dell’Interno e del prefetto romano su come gestire la città, sono pressoché agli antipodi. Per Alfano la soluzione resta quella della sorveglianza: “Già prima il Califfato con la sua propaganda mediatica puntava su Piazza San Pietro e sul Papa. Ma c’erano già 24mila donne e uomini in divisa cui si sono aggiunti 1500 militari”, mentre per Gabrielli una maggiore militarizzazione della città sarebbe “motivo di sconfitta” per Roma e per i suoi cittadini. “Se qualcuno immagina che il contatto si espliciti con una camionetta dell’esercito e due militari h24 davanti le scuole o i musei si sbaglia: invito a fare il calcolo di quanti luoghi del genere ci sono a Roma. Nemmeno l’esercito degli Stati Uniti potrebbe garantire questo tipo di sorveglianza, altrimenti avremmo più militari che cittadini” invece “a me interessa di più che i soggetti che non si vedono lavorino per non farci assistere a fatti come quelli di Parigi”.

Redazione Avanti!

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