giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassalini:
Il terrorismo è nemico dell’Islam
Pubblicato il 23-11-2015


Riaprendo le pagine di vecchi giornali e consultando ritagli ormai ingialliti dal tempo, a distanza di più di un quarto di secolo dai fatti, in un contesto nazionale ed internazionale profondamente cambiati, quasi si stenta a credere a quanto accadeva in quegli anni. Il brigatismo rosso, iniziato come si è detto quasi in sordina all’inizio del 1970, con operazioni di rilievo militare non particolarmente significative, ma con un uso terroristico della violenza che segnava uno stacco simbolico sconvolgente e terribile, raggiunge nel corso del decennio uno sviluppo impressionante, che tocca la sua punta più alta nel triennio 1977-79, con gli eventi che precedono e seguono il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro, che ne rappresenta il culmine. «Non conosco direttamente i protagonisti di oggi. Per certi versi sembra di vedere una fotocopia del passato: come paranoia di clandestinità, di creare gli archivi informativi, di conservare la documentazione e di colpire le vittime. Si rivela lo stesso distacco dalla realtà che connotava i vecchi brigatisti. La differenza è che è cambiata ancora di più la realtà. Il contesto sociale di oggi è ben diverso di quello di ieri. Oggi l’area di possibile coinvolgimento non è più, per cominciare, la classe operaia che considerano ormai imborghesita ma la fascia del precariato. Mi sembra che si tratti di un gruppo chiuso in un isolamento assolutamente più marcato che nel passato. Né mi pare realistico pensare a qualche collegamento con il terrorismo islamico perché si confrontano due mondi fortemente differenziati e distanti. Oggi vedo più concreta la possibilità di commistione tra le frange più violente dei centri sociali e le fasce di immigrati clandestini che hanno punti in comune di protesta e di disagio». Oltrepassando la soglia fra ciò che in una data società e in un certo contesto storico e politico viene considerato ammissibile nell’uso delle armi e ciò che non lo è, l’azione terroristica si colloca implicitamente o esplicitamente al di là della morale, anche quando proclama di farlo in vista di una morale superiore.

Il terrorismo è nemico dell’Islam. Non sembra, ma entriamo in una guerra civile, una guerra di ideologie e rischia di essere molto dolora. Dunque io mi rivolgo a tutti i “Musilm,” tutti i musulmani di Italia. Proteggete la vostra bella religione, date la caccia a questi impostori che si fanno passare per musulmani ammazzando le persone. Vi dirò una cosa: non saranno le autorità a fare pulizia. Non sono i servizi di sicurezza o queste robe qua, siete voi, che andate alla moschea, che andate alla preghiera del venerdì, voi che adottate i valori della Repubblica tocca a voi fare pulizia! Tocca a voi stanare questi figli sbandati! Siete voi che dovete vedere e dire. Alla minima cosa sospetta, dovete avvertire le autorità! Questo non fa di voi uno spione, non sarete visti come un spia, al contrario. Con questa mentalità di “non siamo una spia,” domani uno di questi si farà esplodere dove ci saranno anche la vostra madre e le vostre sorelle! Dunque tocca a voi musulmani d’ Italia che avete la religione nel cuore, che avete tutti questi valori e principi dell’Islam, religione di pace, religione di condivisione. Tocca a voi togliere le mele bacate il marcio che c’è all’interno della vostra religione. Le persone che non sono nella fede, che non frequentano la moschea, non ci riusciranno perché è un lavoro senza fine. Dunque ribellatevi! Ribellatevi e fate vedere a tutto il mondo, anche se non avete bisogno di giustificarvi perché le persone intelligenti sanno che l’Islam non è questo. Ma tocca a voi musulmani!

Dove li troviate, quando pensiate che una persona inizia a parlare in modo strano della fede, dategli la caccia, e fermatelo! Perché vi supplico che la soluzione può solo venire da voi, i Musulmani all’interno del nostro e vostro Paese perché queste persone e voi, sfortunatamente, frequentiate gli stessi luoghi di culto. Tocca a voi, lo ripeto, voi musulmani di Italia che difendete i valori della Repubblica, che difendete i valori dell’Islam, tocca a voi rintracciare le mele marce, e di segnalarla alle autorità competenti. Tocca a voi togliere il marcio che c’è all’interno della vostra religione. Basta con questi pseudo musulmani che sporcano il nome di due miliardi di musulmani. L’Islam deve partire dal mondo Islamico per una grande riforma e prima di tutto la religione è necessario che vengano imposte delle nuove regole. E’ una riforma fondamentale che deve essere fatta dall’interno dal cuore dell’Islam. Il destino delle vittime e, soprattutto, dei loro famigliari collega inequivocabilmente gli attuali eventi eversivi con il vecchio terrorismo. I famigliari, pubblicamente onorati nel clamore dei fatti, sono poi rapidamente misconosciuti e poco meno che abbandonati.

La loro dignità e il trascorrere del tempo sembrano quasi renderli estranei e fastidiosi, poiché la loro presenza ricorda vicende troppo dolorose, e talvolta imbarazzanti, che si vorrebbero dimenticare, quasi estirpare dalla nostra storia. Col tempo la ribalta è forse più garantita ai carnefici che alle vittime. I fatti che stiamo oggi vivendo dimostrano, invece, quanto il non dimenticare sia un impegno non solo di civiltà, ma anche di salvaguardia per il futuro. Non si tratta, naturalmente, di un assurdo spirito di vendetta o di perseguire all’infinito i colpevoli. Più semplicemente di rendere giustizia ai caduti, di garantire i famigliari, di non permettere che pretese ragioni della politica prevalgano sullo stato di diritto. Affinché la memoria del loro sacrificio, privata d’ogni sentimento d’odio o di vendetta, non venga dimenticata, né mistificata. Il ricordo è l’ultimo dono dei giusti.

Celso Vassalini

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