domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Daniele Leoni:
Le primavere arabe
Pubblicato il 18-11-2015


Confesso il fastidio che ho provato quando Papa Francesco ha definito “terza guerra mondiale” la turbolenza del medio oriente e del mondo islamico. Fastidio, consapevole che la seconda provocò settanta milioni di morti. Se veramente dovesse scoppiare la terza, i morti sarebbero miliardi. Siccome, in occidente, le azioni dei guerriglieri in nome del Corano provocano normalmente decine o centinaia di morti, non possiamo parlare di guerra ma di terrorismo con l’eccezione l’attentato dell’11 Settembre 2001 a New York. Si deve inoltre aggiungere che i terroristi sono kamikaze, poveri ragazzi con turbe psichiche che vengono spinti all’assassinio e al suicidio da mercanti di morte, occupati mantenere un clima di tensione internazionale funzionale ai loro sporchi affari.

Vladimir Putin ha denunciato apertamente il finanziamento dell’ISIS da parte di membri dello stesso G20: “Ho portato prove relative ai nostri dati sul finanziamento dell’ISIS da parte di persone di diversi paesi. Come appurato, i fondi provengono da 40 Paesi, tra cui alcuni membri del G20” — ha dichiarato nello specifico il presidente russo in conferenza stampa.

“Oltretutto, ho mostrato ai nostri colleghi immagini da satelliti e aerei nelle quali è chiaramente visibile la dimensione assunta dal commercio illegale di petrolio e prodotti derivati. Colonne di camion-cisterna si protendono per decine di chilometri, tanto che da 4-5mila metri di altezza si perdono all’orizzonte. Questo figura semplicemente come un sistema di conduzione del petrolio. Occorre sopprimere le vie di finanziamento delle attività terroristiche.”

Allora il problema è molto complesso, con tante sfaccettature. Innanzi tutto occorre un’autorità di polizia internazionale, che potrebbe essere l’ONU, in grado di arginare il terrorismo. Dovrebbe farlo evitando di essere trascinata in un terreno, quello della barbarie e dello spregio della vita umana, che favorisce i barbari e i sanguinari. Bisogna fare un’operazione chirurgica incominciando dal modo in cui noi occidentali ospitiamo chi proviene da paesi dove i diritti umani sono calpestati. Quando violano le nostre leggi devono essere pesantemente sanzionati: la prima sanzione deve essere togliere loro la patria potestà e l’espulsione. Dovremmo farci carico noi dei loro bambini e condurli lungo un percorso di integrazione con la nostra cultura. La loro cultura la coltivino a casa loro!

Il modo con cui dobbiamo combatterli deve essere congegnale ai nostri valori e alla nostra cultura. Non dobbiamo assolutamente spargere il sangue dei nostri soldati ma usare la tecnologia più sofisticata per fare, attorno a loro, terra bruciata. E ancora, quando possibile, dobbiamo portare via i loro bambini. Insisto sul fatto che, s’è possibile fare la chirurgia telematica al cervello o al cuore a migliaia di chilometri di distanza dal paziente, deve essere possibile anche la guerra telecomandata coi droni. Non il sangue dei nostri soldati oppure potenziali ostaggi alla mercé delle loro torture ma banali pezzi di ferraglia sul terreno, dove i nostri potranno entrare solo dopo che è stato bonificato.

Detto questo dobbiamo isolare culturalmente i mercanti di morte, dobbiamo favorire l’evoluzione democratica e liberale dei regimi e delle monarchie assolute. Dobbiamo insistere sul rispetto dei diritti umani sull’uguaglianza fra uomini e donne anche in Arabia Saudita, Iran ecc. come abbiamo fatto, 70 anni fa in Italia, riconoscendo alle donne il diritto di voto. E col diritto di voto anche il diritto allo studio e a professioni a loro prima precluse. Dobbiamo favorire un Islam leggero, tollerante, come abbiamo fatto con la religione cattolica ad opera di Papa Giovanni XXIII e dei suoi successori.

Sono convinto che le turbolenze di oggi serviranno a catalizzare le forze per costruire la società planetaria di domani: il riavvicinamento fra Obama, Putin, Hollande è un bel segnale come è importante il ruolo che sta giocando il nostro Presidente Renzi, da protagonista, come non si vedeva dai tempi di Bettino.
Dal 2 giugno 1946 sono passati nemmeno 70 anni. Come è cambiata l’Italia nel frattempo! E la Germania con mamma Merkel? E la Russia? La Cina? Il sud America? Per non parlare della fucina indiana, indocinese e indonesiana. Il mondo globalizzato va veloce come non mai. E io sogno Iran e Arabia con tante belle brave ragazze in minigonna, chiome al vento: quella si che sarebbe primavera!

Daniele Leoni

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