giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Lunghi:
i Socialisti alzino la voce
Pubblicato il 09-11-2015


Caro Avanti!,
piano, piano i nodi vengono al pettine. Dopo il caso della nascita del Partito della Sinistra, mi sorge un dubbio: che il nostro piccolo e silenzioso Partito abbia una cosa in più da dire: d’altronde, tacendo non credo che facciamo proseliti ma, perdiamo quei pochi fedeli che ancora abbiamo. Se la democrazia è fatta per dire ciò che si pensa cerco di esprimerne un pezzo. Vorrei, in questo caso, riferirmi a Nencini che è venuto a Milano quattro volte negli ultimi due anni per parlare al Partito. In queste occasioni ha fatto una fotografia della nostra realtà che sicuramente corrisponde, senza ombra di dubbio, con le scelte che ha fatto da quando è segretario. Riccardo, in tutte quattro le occasioni ha sempre ribadito che il Psi è morto nel 1992, che da allora non abbiamo mai superato il 2% nelle votazioni, che a Milano, con il nostro simbolo non abbiamo mai eletto un Consigliere.

Non lo ho mai sentito dire, che è passata sulla nostra testa la fine del Berlusconismo e non abbiamo detto niente; abbiamo avuto la soddisfazione di vedere il PD entrare nel P.S.E e non abbiamo nemmeno fatto un piccolo volantino per dire che avevamo ragione? Il nostro simbolo e le nostre verità non appaiono mai (pur sapendo che abbiamo pochi mezzi finanziari per fare propaganda e proselitismo). Le foto, a volte sono reali a volte invece nascondono ciò che non si vuole vedere. Da quando abbiamo eletto alcuni parlamentari e una piccola partecipazione governativa, la nostra politica economica e sociale è andata, quasi totalmente nel dimenticatoio. Si vota il Jobs act, (antisocialista) si vota una legge elettorale, incostituzionale; si distrugge il Senato della Repubblica (con una proposta non tanto finalizzata a snellire le leggi, ma a farle mancare il controllo), questo lo capiscono tutti.

Renzi sta facendo il partito d’Italia (quasi come il PNF), dopo di che, gli scappano i suoi buoi dalla stalla. Mentre noi stiamo zitti. Che dire delle proposte che Nencini ha sempre – giustamente – propagandato sino a tre anni fa, prima di entrare nel governo: Il piano di investimenti per i Giovani e le Donne; la patrimoniale sui grandi capitale (spesso provenienti di evasione fiscale); che dire della nota questione degli eccessivi finanziamenti alla Chiesa Cattolica (non solo l’8 °%, ma anche il pagamento delle tasse sulla immensa attività commerciale, e su quel 25% di patrimoni immobiliari – fonte UAAR – del nostro Paese. Persino Papa Francesco si meraviglia e vuol riformare la Chiesa anche contro i profitti dei prelati): che dire della politica della democrazia industriale che, per un socialista è un grande tema di prospettiva sociale, economica e civile per un paese moderno.

Un’altra cosa che non vorrei sottacere: perché un Socialista debba pagare la tessera all’inizio dell’anno per riceverla alla fine dell’anno Non è – io credo – con questi sistemi che un partito può crescere.
Fraterni saluti

Luciano Lunghi

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