lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Masolini:
Pertini e l’unità del partito
Pubblicato il 26-11-2015


Già presidente della Camera (dal 1968 al 1976) e due anni dopo eletto presidente della Repubblica, incarico che mantenne (e con molti meriti) fino al 1985, Sandro Pertini (1896-1990), che io reputo essere stato uno dei migliori presidenti che l’Italia abbia mai avuto, nel 1961 – questo grande nostro compagno che, per il suo fortissimo antifascismo, pagò una pena di ben sette anni di carcere e pure il confino nelle isole di Ventotene e di Ponza, poi segretario per circa un anno, nel 1945, del Psi e più volte anche succedutosi alla direzione dell’Avanti! – scrisse alcune cose riguardanti la tanto dibattuta unità del Partito socialista italiano. Quella sospirata (almeno per molti) unità che, purtroppo, non si può certo dire che si sia ancora raggiunta del tutto, anzi.

Le parole di Pertini vennero lette al 34esimo Congresso del Psi che si tenne a Milano, proprio nel ’61, dal 15 al 20 marzo. “Cari compagni, voi sapete come le nostre divisioni interne mi abbiano sempre preoccupato. Orbene, mentre oggi tutti i partiti hanno ricostruito la loro unità, il nostro, invece, è lacerato da contrasti tali che ci pongono gli uni contro gli altri come degli avversari. La diversità delle opinioni non è più considerata naturale ed utile conseguenza della dialettica interna, bensì diviene sorgente di risentimenti e diffidenze. Siamo giunti al punto che il compagno guarda con ostilità al compagno che da lui dissente. Ed un partito, che si presenta diviso, finisce per decadere nella considerazione dell’opinione pubblica. Se si continua su questa strada, il Partito conoscerà sconfitte e sarà avviato verso la sua disgregazione. Eppure – prosegue Pertini -, a mio avviso, oggi sarebbe possibile definire, con l’esperienza di questi ultimi anni, una linea politica, su cui noi potremmo ritrovare la nostra antica unità. Io qui mi limito ad indicare a voi, cari compagni, di questa linea alcuni punti essenziali.

È chiaro, prima di tutto, che dobbiamo fare una politica illuminata tale da interessare alla nostra lotta tutti gli strati della classe lavoratrice italiana. Noi possiamo essere il punto d’incontro fra i lavoratori della mente e quelli del braccio, consapevoli come siamo, che gli uni e gli altri fanno parte della classe lavoratrice e che uniti debbono partecipare alle lotte in difesa delle libertà democratiche e per una maggiore giustizia sociale…”. Se ancora una volta tenteremo di ritrovare quella nostra antica unità, e se poi faremo pure di tutto per perseguirla e farla veramente valere – come Pertini aveva già molto saggiamente consigliato ai compagni di allora -, sono più che sicuro che così facendo daremo un bel sostegno al nostro Partito (che tanto ha bisogno di crescere) e, nello stesso tempo, anche un concreto aiuto a tutti noi socialisti.

Luciano Masolini

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