domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
La ‘lezione’ polacca
Pubblicato il 09-11-2015


Mi ha sorpreso il fatto che i vari commentatori e le forze politiche non abbiano riflettuto sui risultati elettorali della Polonia.

Nonostante il PIL fosse cresciuto notevolmente, negli ultimi anni, ha vinto l’opposizione di destra. Come mai? In Italia, negli ultimi giorni l’informazione sta creando un clima euforico. Molti imprenditori, specie quelli, che hanno ricevuto, per ogni nuovo assunto, un bonus di 8000 euro, somma pari a quanto danno al dipendente, manifestano ottimismo e fiducia nel Governo Renzi. Per ultimo ha parlato Paolo Fresco, orgoglioso di essere chiamato Mister Globalisation e finanziatore della Leopolda, dicendo che Renzi è il migliore. Mi vado rendendo conto che le firme e le voci, che contano, hanno trovato la “religione”, della quale possono fa i chierici. Questa è basata su una triade (non trinità) pagana, formata dal Dio mercato, dalla Dea concorrenza e dal Giove PIL. Renzi fa il Caronte. Chi vuole essere trasportato deve leccare, applaudire ed essere pronto ad essere rottamato. Come in tutte le “Religioni” si richiede obbedienza. In Polonia, però, i conti non sono tornati e gli elettori hanno sconfitto la Triade. Le tendenza italiana porterà allo stesso risultato. Quasi sempre i servi di false religioni non capiscono la realtà e imitano i difensori delle Sacre Scritture ai tempi di Galileo. Di questi, lo scienziato, nella Lettera a Cristina di Lorena (1615) scriveva : “Nelle dispute de’ problemi naturali non si dovrebbe cominciare dall’autorità di luoghi delle Scritture, ma delle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie” e ancora: “La funzione della Bibbia non può essere quella di spiegare i moti celesti”. I “chierichetti televisivi” non possono spiegare una realtà che non conoscono, possono solo leccare. Per fare ciò, sono impegnati a capire ciò che il capo vuole che dicano al popolo. I calcoli personali non fanno capire che il mercato è un falso Dio e viene alimentato dalla furbesca Dea Pubblicità e che la concorrenza non esiste. Quella che chiamiamo concorrenza, in realtà è guerra, che, nel tempo, breve o meno breve, determinerà un vincitore e tanti vinti.

Il PIL è il risultato di azioni economiche. Se ci limitiamo a constatare il suo totale, senza riflettere sugli addendi, che lo compongono, arriviamo a conclusioni errate o fuorvianti. Il PIL è una risultante armoniosa solo se gli addendi, che lo compongono, viaggiano nello stesso verso e con la stessa velocità. Se prevale la statistica di Trilussa, aumentano le diseguaglianze e la precarietà. Il binomio diseguaglianze-precarietà può diventare una miscela esplosiva. Il filosofo Jurgen Habermas ha affermato: “Ci si muove verso il discutibile ideale di una democrazia conforme ai mercati, nel mentre la società civile è sempre più infiammabile”. Speriamo, che diventi solo una marea, capace di buttare a mare le “culture” miopi, gli inquinati egoismi calvinisti e le marce della società, alcune delle quali sono gruppi o associazioni , che hanno nella ragione sociale parole caritatevoli, affascinanti, religiose, ammiccanti, evocatrici di democrazia. Dobbiamo ritornare ai valori genuini e riprendere il cammino. Ce lo suggerisce anche Bill Gates.

Luigi Mainolfi
l.mainolfi@alice.it

 

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