domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
La primavera della flessibilità
Pubblicato il 18-11-2015


La Camera dei Deputati ha approvato la manovra del DdL di stabilità 2016. Il Senato dovrà decidere. Il governo rinvia di nuovo le misure su riforme e investimenti infrastrutturali, mentre gli sgravi fiscali saltano nel silenzio del Sud. L’UE ha già detto “NO per ora” alla proposta di flessibilità del governo Renzi. Il vicepresidente Dombrovskis, spiegando che la flessibilità all’Italia non può essere accordata adesso perché “andrebbe in contraddizione” con il percorso raccomandato a maggio 2015. In effetti il deficit strutturale italiano avrebbe dovuto migliorare di 0,1 e invece peggiora di 0,5. Le clausole di flessibilità nella valutazione dei conti pubblici italiani non possono essere utilizzate per compensare il taglio delle tasse sugli immobili. La primavera della flessibilità in Italia è così rinviata al 2016.

La Commissione UE tornerà sulla richiesta italiana dopo aver visto quali riforme e interventi farà. Dovrà il Senato, prima dell’approvazione definitiva del DdL di stabilità 2016, avanzare un emendamento per fare riforme e investimenti raccomandati dall’UE. Nel frattempo non bisogna disinvestire nel Welfare perché altrimenti si farebbe si che la crescente povertà di 1.700.000 persone che sono sotto la soglia di povertà alimentare verrebbe perpetuata, diventando una condizione non transitoria da cui sarà impossibile uscire. I finanziamenti 2014-2020 dell’Unione Europea come previsti dal bilancio del settennato assommano a 25 miliardi di fondi per l’energia dei quali 8.600 miliardi per lo sviluppo rurale e 5.900 miliardi del programma Horizon 2020 di energia verde, energie sostenibili, risparmio e reti intelligenti. Si tratta di una dote di fondi UE che il Bel Paese deve saper spendere a patto che sappia spendere quello che l’Europa ci riconosce.

Un ruolo importante nella sicurezza energetica e nel conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione potrebbe derivare dalla valorizzazione dei rifiuti urbani e dalla digestione anaerobica della FORSU (Frazione organica rifiuti solidi urbani). Tale valorizzazione potrebbe consentire la produzione di energia elettrica, termica e da biogas, compost per l’agricoltura del valore di 15 miliardi all’anno. Mi sembra appropriato porre all’attenzione del nostro Segretario Riccardo Nencini l’urgenza di esprimersi a nome del PSI nelle sedi del governo Renzi anche per la cantierizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina “Per non …….dimenticare” come sostiene la Redazione Avanti!  con l’appropriato articolo pubblicato il 16/11/2015. Ribadisco nell’ambito delle proposte concrete per il Sud il “Ponte” sarebbe l’infrastruttura che qualificherebbe l’Italia a vantaggio di tutto il continente europeo e darebbe alle Ferrovie dello Stato il vettore indispensabile a portare l’Alta Velocità in Sicilia. Portare in Sicilia il TAV  tramite il Ponte sullo Stretto di Messina sarebbe altresì utile all’UE la quale otterrebbe il necessario allargamento dei confini geografici del Continente Europeo.

Manfredi Villani

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