sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Slovacchia. Anche per Fico
pesa l’effetto migranti
Pubblicato il 14-11-2015


Robert Fico

Robert Fico

La Slovacchia ha fissato il suo election day per il 5 marzo 2016. Si voterà per le elezioni parlamentari, per la prima volta con la nuova legge elettorale improntata sulla trasparenza: i partiti non potranno spendere più di 3 milioni di euro per la campagna elettorale, superati i quali saranno soggetti a sanzioni pecuniarie.

È un test importante per lo SMER-SD del capo del governo Robert Fico. Il partito socialdemocratico, infatti, dopo il trionfo alle elezioni parlamentari del 2012 (quando si era imposto con percentuali che diremmo “renziane”) ha dovuto confrontarsi con la sconfitta di Fico alle presidenziali del 2014 e poi con il forte crollo in occasione delle ultime elezioni europee.

Molti i temi sui quali il centro-sinistra slovacco dovrà far chiarezza, specie dopo aver seguito follemente la strada del populismo e della discriminazione sul tema dell’accoglienza dei profughi.

Fico è infatti uno dei capi di governo europei più contrari al sistema a quote sulla ripartizione dei rifugiati proposto dall’Unione Europea. Recentemente, nel summit di Malta, ha insistito sulla necessità di un coinvolgimento diretto dei Paesi africani nella risoluzione della crisi. Tuttavia, il premier slovacco ha reso noto di voler proseguire nell’impresa di far causa all’Unione Europea contro il sistema di ripartizione.

Sul piano interno, dalla sua ci sono gli ottimi dati dell’economia slovacca, che vede un’economia in crescita (Pil + 3,5), la disoccupazione in calo e il buon controllo della spesa pubblica.

Per ora, dunque, si attende l’avvio di una lunga campagna elettorale nella quale lo SMER-SD dovrà chiarire definitivamente la propria linea, anche se al momento pare porsi nella scia populista anti-immigrazione. Probabilmente è un rischio che Fico è disposto a pagare, in quanto teme il ripetersi del caso polacco, dove per la prima volta le sinistre sono scomparse dall’arco parlamentare.

Giuseppe Guarino

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