mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Socialisti danesi: 
vietare viaggi in Siria e Iraq
Pubblicato il 17-11-2015


Trine-BramsenSuona alquanto originale la soluzione proposta dalla portavoce dei socialdemocratici danesi Trine Bramsen rispetto al pericolo interno di atti terroristici. Dato che dietro gli attentati di Parigi c’è stata la mano di cittadini francesi e belgi convertitisi all’estremismo omicida dell’Isis, i socialdemokraterne avanzano un’idea: proibire i viaggi dei cittadini danesi in Siria e in Iraq.

La proposta mira certamente a evitare che i danesi plagiati dall’ideologia del califfato possano essere incoraggiati nello sviluppare nuovi attentati alla sicurezza europea dopo essersi recati nei centri di fioritura dell’estremismo islamico.

Sarebbero ovviamente esclusi dal divieto i giornalisti, gli operatori sanitari e quelli delle organizzazioni internazionali o non governative, tramite un la concessione di visti obbligatori. Per tutti gli altri, invece, la Bramsen propone addirittura la pena detentiva, fino a sei anni. Rispetto alla richiesta c’è però l’imbarazzo del governo di minoranza liberale, dovuto alla sua precaria situazione. L’esecutivo di Lars Løkke Rasmussen, infatti, entrato in carica lo scorso giugno, è in una fase di stallo soprattutto sui temi di giustizia e sicurezza.

La proposta socialdemocratica potrebbe quindi avere un doppio obiettivo. Oltre alla necessità di combattere il terrorismo anche sul piano interno, potrebbe infliggere un duro colpo al governo. I socialdemocratici sono il partito di maggioranza relativa (47 seggi su 175) e potrebbero unirsi in nome della sicurezza nazionale e della guerra all’Isis per cercare una maggioranza alternativa.

Giuseppe Guarino

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