venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

CONSEGUENZE TRAGICHE
Pubblicato il 24-11-2015


Putin nella nuova sala di controllo interforze

Putin nella nuova sala di controllo interforze

“L’aereo è entrato nello spazio aereo turco sopra la città di Yaylidag, nel sud-est Hatay Province, è stato avvertito 10 volte nel giro di cinque minuti prima di essere abbattuto”. Così, stamane, un portavoce dell’aviazione militare di Ankara ha giustificato l’abbattimento di un Sukhoi Su-24 russo vicino al confine siriano nel distretto di Yayladag, nella provincia sudorientale di Hatay, avvenuto alle 9,20 di oggi (le 8,20 in Italia ndr). Cartina Siria arero russo abbattutoL’aereo colpito, da un missile aria-aria, volava a seimila metri d’altezza ed è precipitato in territorio siriano nei pressi del villaggio di Yamadi, nella zona di Latakia, dove da alcuni giorni è in corso un’offensiva di jet russi e dell’esercito siriano di Bashar al Assad. Da parte loro, le autorità militari turche, hanno sostenuto la loro tesi pubblicando una mappa che mostra la rotta del Sukhoi in volo verso est, sopra una stretta striscia di territorio turco, largo meno di due miglia, che si protende in Siria verso il basso. Un funzionario ha ribadito che prima di sparare “nel rispetto delle regole di ingaggio, le autorità turche hanno avvertito ripetutamente un velivolo non identificato che erano a 15 km o meno dal confine” senza ottenere risposta. I due piloti del jet russo si sono buttati col paracadute, ma sarebbero stati uccisi prima ancora di toccare terra da ribelli anti-Assad come ha detto il comandante di un gruppo di ribelli turcomanni nel nord della Siria, citato dall’agenzia di stampa turca Dogan. “Abbiamo sparato a entrambi i piloti – ha detto – mentre stavano atterrando con il paracadute. I loro corpi sono qui”. La Tv turca però smentisce questa ricostruzione e afferma invece che i piloti sarebbero vivi e si sarebbe aperto una trattativa per la loro liberazione. Anche un militare russo giunto sul posto con un elicottero di soccorso sarebbe morto colpito dal fuoco dei ribelli.

Ma cosa è accaduto? La tesi dell’incidente non regge e nemmeno, per ora,Sukhoi abbattuto è stata sostenuta da nessuno. È probabile invece che si sia trattato di una prova di forza di Erdogan, il ‘Sultano’, come è soprannominato dalle opposizioni,  che ha appena rivinto le elezioni politiche e si trova in sella a una maggioranza solidissima col suo partito islamico moderato. È un colpo duro all’immagine di Putin che è appena rientrato nel ‘grande gioco’ regionale, all’Iran fedele alleato sciita della dinastia alawuita degli Assad e ovviamente anche allo stesso presidente siriano. Ma indirettamente è un assist all’Isis che da quelle parti ha le sue roccaforti, un forte ‘sconsiglio’ a intervenire militarmente ai russi, ma anche allo schieramento occidentale che proprio in queste ore il presidente francese sta molto faticosamente tentando di mettere in piedi con puntate anche a Washington e Mosca nei prossimi giorni. Ed è un problema grosso perché la Turchia è membro della NATO e uno scontro militare con la Turchia coinvolgerebbe inevitabilmente tutti i suoi membri. Erdogan insomma sta legando le mani a europei e americani con la stessa corda che lui tiene saldamente in mano. Un gioco pericoloso per tutti che complica terribilmente la lotta contro il terrorismo internazionale targato Isis.

Il Sukhoi colpito e qui sotto i due piloti che scendono col paracadute

Durissima la prima reazione russa anche se, tutto sommato ancora molto prudente perché un Vladimir Putin ‘infuriato’ – come hanno riferito i giornalisti da Sochi dove ha incontrato il Re di Giordania – non si è spinto a pronosticare alcuna rappresaglia che pure, inevitabilmente, non potrà mancare, ma ha detto: “È stata una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo”. Quanto accaduto “avrà conseguenze tragiche nei rapporti tra Russia e Turchia”. È un “evento che va oltre i limiti dell’ordinaria lotta contro il terrorismo” ha aggiunto perché quell’aereo non aveva violato lo spazio aereo turco.
Fonti NATO e Usa confermano invece che il jet russo non avrebbe risposto alle richieste turche di allontanarsi. “La Russia – ha detto Obama – deve spostare l’obiettivo dei suoi interventi” per colpire l’Isis e non i ribelli anti-Assad: la pace in Siria va vista attraverso i principi consolidati a Vienna”. “La Turchia – ha aggiunto – ha il diritto di difendere il proprio territorio”

Intanto il ministro degli esteri Serghiei Lavrov che doveva arrivare proprio domani ad Ankara ha annullato il suo viaggio, Mosca ‘sconsiglia’ i viaggi in Turchia mentre la NATO ha convocato una riunione di urgenza nel quartier generale di Bruxelles. Il tono del Cremlino però resta tutto sommato prudente, forse in attesa di vedere anche quali saranno le reazioni dei Governi occidentali alleati di Ankara.

“Sarebbe sbagliato – ha detto Ivan Konovalov, direttore del Centro per gli Studi Strategici Trends, sulla Tv via cavo statale Rossiya 24 – ora dare valutazioni, ipotesi o trarre delle conclusioni prima di ottenere un quadro completo” mentre Dimitri Peskov, portavoce del Cremlino, si è dimostrato altrettanto prudente dicendo ai giornalisti che bisogna “essere pazienti, si tratta di un incidente molto grave, ma ancora una volta, senza tutte le informazioni è impossibile dire qualcosa e sarebbe sbagliato.”
Peskov ha ribadito che il Su-24 è stato abbattuto nello spazio aereo siriano e non aveva mai violato la sovranità turca, ma d’altra parte la Turchia ha ‘avvertito’ la Russia sulle intrusioni nel suo spazio aereo almeno due volte da quando ha iniziato la sua campagna di bombardamenti nel mese di settembre e il mese scorso ha anche abbattuto un drone, molto probabilmente ‘made in Russia’.

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