lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Svezia. Sì alla flessibilità
nel lavoro, ma no agli abusi
Pubblicato il 24-11-2015


Stefan Löfven

Stefan Löfven

Sì alla flessibilità, no agli abusi. Soprattutto a quelli derivanti dal ricorso spropositato ai contratti a tempo determinato. È questa la proposta dei socialisti svedesi che, tramite il ministro Ylva Johansson vanno verso una nuova riforma del mercato del lavoro.

L’intenzione principale del gabinetto rosso-verde di Stefan Löfven è quella di dare ai contratti a tempo determinato il ruolo di valvola di salvataggio per le necessità temporanee o particolari (ad esempio per i lavori stagionali), evitando che essi si impongano come regola e modello imperante. Alla base di tutto – dice il governo – sta il benessere, anche morale, dei lavoratori, spesso bloccati in una spirale ininterrotta di contratti a tempo determinato.

Il progetto di legge presentato dalla titolare del ministero del Lavoro, dunque, favorisce le trasformazioni dei contratti temporanei in rapporti a tempo indeterminato. In pratica, se un contratto a tempo determinato verrà rinnovato in determinate condizioni, esso sarà automaticamente convertito in uno a tempo indeterminato. Lo stesso intervento del governo sarà adeguabile alle necessità specifiche delle aziende tramite una negoziazione del contratto collettivo.

Non subirà alcuna modifica la tradizionale flessibilità del mercato del lavoro svedese, molto simile al modello adottato in Italia col Job’s Act e il contratto a tutele crescenti. In Svezia, infatti, le aziende possono licenziare per gravi motivi o per ristrutturazione dell’impresa ma, se in caso di licenziamento illegittimo non possono procedere al reintegro del lavoratore, debbono corrispondergli un’indennità variabile dell’ordine di un certo numero di mensilità.

Se l’iter parlamentare procederà senza intoppi, la nuova legge entrerà in vigore il 1° maggio 2016.

Giuseppe Guarino

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