domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Taggare i sospetti terroristi?
Pubblicato il 25-11-2015


Il governo Renzi ha fatto un’ottima cosa. Ha stanziato un miliardo per la sicurezza e un altro miliardo per la cultura. Ottima davvero. Più indecifrabile l’invito del presidente del Consiglio, uno che vive su Facebook e su Twitter, a taggare i sospetti terroristi. Un’arma telematica. Vabbè ma poi? Sai te che effetto micidiale su di loro vedersi cancellati da amici. Da un presidente del Consiglio in una situazione di emergenza per l’attacco del terrorismo islamico ci si aspetterebbe qualcosa di più calzante. Eppure Renzi continua esattamente come prima. Non riesce a trasformare se stesso da ragazzaccio della rottamazione e del paragone calcistico, del twitt quotidiano, in un leader che assume il comportamento e il volto grave che l’ora imporrebbe. Niente da fare. Il gioco della fortuna non può lasciare il posto alla guerra senza gioco. Renzi non può diventare altro da se stesso. E la sua squadra non può trasformarsi in un esperto e navigato gruppo di uomini di stato. Speriamo di sbagliare naturalmente perché di questo oggi l’Italia ha bisogno. Di un governo forte con una politica estera coraggiosa. Di un nuovo De Gasperi, di un nuovo Saragat, di un nuovo Craxi. Quanti rimpianti pensando a Gentiloni, che è persona di antico ceppo, ma che a proposito di patti, però, conosce solo quello che porta il suo cognome…

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Commenti all'articolo
  1. “E la sua squadra non può trasformarsi in un esperto e navigato gruppo di uomini di stato”. Vero!
    Mi sembra che di Statisti, almeno in Europa, non se ne vedono. Nemmeno Obama mi sembra all’altezza dei tempi,
    Il caos attuale è la dimostrazione pratica.

  2. Come mai nella moda della rottamazione vuoi resuscitare i politici della Prima Repubblica?? stai tranquillo, sto solo scherzando. E invece bisogna risvegliare la Memoria sulle conquiste raggiunte con la Prima Repubblica. Un piccolo Paese senza materie prime, uscito sconfitto e distrutto dalla 2° Guerra mondiale, ha saputo rialzarsi dalle sue macerie e realizzare il miracolo economico italiano che assieme al raggiungimento della quinta economia col governo Craxi ha stupito tutti i massimi osservatori economici e politici internazionali. l’Italia della Seconda Repubblica è stata presa in affidamento da un Consorzio di Capitalisti senza capitali che che hanno rilevato a debito e con costi fallimentari il nostro Patrimonio economico e finanziario che con le Partecipazioni statali avevamo costruito. Che successivamente o hanno dissipato questo patrimonio o in maniera speculativa o di inefficienza manageriale l’hanno fatto finire nelle fauci delle multinazionali straniere. Capitalisti nostrani che hanno preferito gli impieghi del capitale nella speculazione finanziaria anzichè nell’economia reale quando invece si trattava di mettere le mani al portafoglio per evitare che alcuni gioielli del made in italy finissero agli stranieri. Che quando occorre rinnovare i Contratti non ci sono le Risorse che invece non mancano mai per investirle nelle attività editoriali o mediatiche per trasformarli in un un Monopolio del’Informazione sotto il loro controllo per indirizzare anche le scelte politiche o l’ascesa o la caduta dei Leaders politici. Se poi entriamo nel Personale politico apriti cielo !!
    Il valore da assegnare all’anagrafe è stato ribaltato !!!. L’età matura che in tutto il mondo è sinonimo di esperienza, competenza ed equilibrio viene catalogata nella categoria della rottamazione per lasciare posto ad uno stuolo di giovani con scarsa o senza esperienze professionali che salgono in cattedra e che pappagallescamente ripetono la propaganda del proprio Tribuno e imparano in brevissimo tempo il ruolo di voltagabbana. Mi fermo qui perchè forse potrei dare l’impressione di essere un qualunquista o di volere difendere la nostra anagrafe, mentre purtroppo sono tutti numeri negativi in tutti i Settori dell’economia e delle conquiste sociali non realizzate o addirittura annullate che fanno gridare vendetta ai risultati e agli uomini della Prima Repubblica.
    Je suis socaliiste

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