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Opinioni e commenti
 

Terrorismo. Giubileo, 1100 agenti in più a Roma
Pubblicato il 03-11-2015


AntiterrorismoComincerà l’8 dicembre e durerà un anno ma più che Anno Santo potrebbe rivelarsi come un anno da dimenticare. Un vero e proprio incubo che sta già togliendo il sonno ai responsabili della sicurezza nazionale e capitolina in particolare, ma anche al prefetto Francesco Paolo Tronca, appena nominato commissario al posto del dimissionato sindaco Ignazio Marino, e al suo collega Franco Gabrielli, commissario anche lui, ma proprio per il Giubileo.

Mentre il Governo si accinge a trasferire 300 milioni di fondi straordinari alle casse del Campidoglio – soldi fino a ieri negati al Sindaco Marino – per mettere qualche toppa in una situazione che ogni giorno sfiora il collasso, il ministro degli interni, Angelino Alfano, ha comunicato che il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza ha deciso di rafforzare il sistema della sicurezza della Capitale con l’aggiunta di 1.100 unità a quelle già in dotazione alle forze dell’ordine in un programma generale che prevede l’assunzione di 2500 nuovi agenti.

Alfano ha anche aggiunto che i dispositivi di sicurezza saranno potenziati “calibrando l’impiego delle forze di polizia” e riguarderanno anche altre città: Ancona, Foggia, Padova e Perugia. Comunque ha rassicurato che sul piano dell’immagine Roma “non apparirà come una città militarizzata”.

Fonte: Ansa

Fonte: Ansa

Tra gli incubi peggiori c’è sicuramente quello del terrorismo. Anche se non ci sono segnali specifici, è evidente che l’afflusso di milioni di pellegrini in una città che si trova vicinissima alle zone più calde del Mediterraneo, dalla Siria all’Iraq, costituisce un’occasione ghiotta per chi avesse in mente di sferrare un colpo al simbolo della cristianità e a un Paese in prima fila, dall’Afghanistan all’Iraq, nella lotta al terrorismo.

Non si dice, ma l’Isis fa paura. Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, non ha mai negato le preoccupazioni per la sicurezza nella Capitale. “Non possiamo dire che siamo tranquilli come anni fa, sarebbe una bugia”, ha detto recentemente in un’intervista. Quello del Giubileo “è il primo indetto ai tempi dell’Isis”.

Ma i romani alla fine sono più preoccupati del peggioramento delle già disastrose condizioni della città che del terrorismo. Autobus, metropolitane, strade, nettezza urbana a Roma non funzionano o versano in condizioni pietose e cosa succederà quando ai 4 milioni di romani e pendolari si sommeranno i turisti normali e qualche milione di pellegrini?

L’l’impatto sul trasporto pubblico, per esempio, potrebbe essere esplosivo. Non a caso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti, mentre con una mano dà i 300 milioni a Tronca e Gabrielli, con l’altra chiede di ricevere un piano su come verranno spesi. Si parla di ‘interventi lampo’ – il Giubileo è alle porte – sulle due linee della metropolitana a cominciare dalla ‘A’ che si ferma un giorno sì e l’altro pure. Altre risorse, in uomini e mezzi, verranno destinate a costituire una task-force mista di Polizia Locale e Polizia di Stato per ripulire – come chiesto da Mons. Rino Fisichella – l’area intorno al Vaticano togliendo di mezzo il variegato suk di bancarelle abusive, venditori ambulanti e questuanti vari che asfissiano quotidianamente i romani. Poi c’è il degrado urbano. Le buche nelle strade, il pavè disselciato, i marciapiedi sconnessi, rischiano di fare più vittime dei terroristi. C’è un programma messo in piedi dall’amministrazione appena decapitata che prevede l’avvio di 28 cantieri stradali di cui pochissimi sono effettivamente partiti per la banale ragione che non erano stati dati i soldi a Sindaco che il segretario del PD e Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva già annunciato di voler cacciare già quattro mesi fa.

Tra i settori che verranno messi a dura prova dall’evento, c’è quello della raccolta dei rifiuti. Secondo il Censis a Roma con il Giubileo verranno prodotte in media 64 tonnellate in più di rifiuti al giorno con un incremento della popolazione di circa 33 milioni tra turisti, pellegrini e visitatori senza pernottamento. Siamo insomma attorno ai 100 mila ‘ospiti’ in più al giorno che produrranno circa 60 tonnellate di ‘monnezza’ in più a testa. Un cassonetto da 23 mila tonnellate, l’equivalente delle immondizie prodotte in un anno da una città delle dimensioni di Rieti, con l’aggravante però che questi rifiuti saranno concentrati nelle zone centrali di Roma con picchi legati agli eventi giubilari.

Emergenza nell’emergenza dunque perché Roma già soffoca nelle immondizie e la raccolta – basta fare una passeggiata a piedi per il centro o un giro in alcune periferie –funziona male o a singhiozzo.

I visitatori che si recheranno a Roma nell’anno del Giubileo avranno quindi un impatto sulla città anche in termini ambientali, a cominciare dalla gestione dei rifiuti. Secondo il Censis, un nodo critico che rende i romani sempre più insoddisfatti: il 61% infatti ritiene che la città sia più sporca rispetto a due anni fa, per il 33% la situazione è rimasta invariata e appena il 6% la trova più pulita. Peggio, per i romani, c’è solo la manutenzione stradale. Il confronto con le altre capitali straniere è sconfortante: se a Vienna la percentuale di abitanti insoddisfatti si attesta sotto il 20%, a Londra al 32%, a Barcellona al 41%, a Parigi, Madrid e Berlino attorno al 56-57%, a Roma la quota degli scontenti sale al 75%.

A 35 giorni dall’apertura della Porta Santa, tutti sanno quali sono i punti dolenti, ma pochi ancora come sciogliere i nodi. Tra i più nascosti, ma anche più ingarbugliati, c’è per esempio quello del salario accessorio dei dipendenti capitolini, che da gennaio scorso si sono visti decurtare lo stipendio anche di 300 euro. Una giungla retributiva con soldi regalati a pioggia negli anni della spesa felice e che oggi non ci sono più. Marino aveva provato a metterci mano allungando così la schiera dei suoi nemici. Oggi i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il neo commissario ed criticato Gabrielli per l’intenzione di applicare le regole degli scioperi nei servizi di pubblica utilità. La paura è che uno sciopero di poche decine o un centinaio di dipendenti – dai vigili urbani ai dipendenti dell’Atac – possa l’Anno Santo in un anno da dimenticare.

Nella città delle emergenze, sopravvissuta nei secoli anche alle orde dei barbari, l’annuncio qualche mese fa di Papa Francesco di voler fare un Giubileo straordinario, è caduto come un fulmine a ciel sereno: nessun preavviso, nessun coordinamento, come se la capitale fosse tornata a prima del 1860, ad essere un bene nella piena disponibilità della Chiesa e del suo Papa Re. Un comportamento curioso che a Giubileo passato, dovrà prima o poi essere sottoposto a un’analisi dei conti perché è chiaro che così come è avvenuto per l’Expo di Milano, lo Stato ci mette i soldi, ma i guadagni solo in parte tornano ai cittadini che pagano le tasse. D’altra parte il Giubileo è nato proprio per rimpinguare le casse della Chiesa con la vendita delle indulgenze e il 2015 non farà eccezione perché i milioni di pellegrini che giungeranno a Roma, si affideranno in gran parte alle ‘sante’ strutture, dalle compagnie turistiche agli alberghi che fanno capo al Vaticano.

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