domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Olio. Pastorelli: “Sostenere i piccoli produttori”
Pubblicato il 11-11-2015


olioDopo il caso Xylella e la conseguente crisi di produzione, non è ancora finita la saga che riguarda l’olio. Nessun pericolo per la salute, ma si tratta di truffa ai consumatori. Sette aziende italiane produttrici di olio sono accusate di avere messo in vendita bottiglie di semplice olio di oliva contraffatte e vendute come olio extravergine di oliva.
La procura di Torino in collaborazione con i NAS dei Carabinieri, ha avviato un’inchiesta giudiziaria per frode a quelle che sono tra le aziende più importanti del settore: Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia.

“L’indagine della procura di Torino sul falso olio extravergine è un primo chiaro segnale contro la contraffazione in un settore essenziale per tutto l’agroalimentare italiano che negli ultimi mesi ha già subito parecchi danni a causa di emergenze fitopatologiche. Fondamentale è ora fare piena luce sulla vicenda, ritirando poi dalla distribuzione tutti i prodotti ritenuti non affidabili”. Lo afferma in una nota Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente.

“Le filiere – continua – vanno controllate sin dai piani produttivi, prima della messa in commercio. Così facendo si andrebbero a salvaguardare le campagne di produzione di tante aziende oneste. Altrettanto urgente è il sostegno commerciale che va dato alle migliaia di piccoli e piccolissimi agricoltori che producono e vendono olio di alta qualità. È soprattutto sull’olio d’oliva, infatti, che passa la tutela del made in Italy”.

L’indagine è nata in seguito alla segnalazione della rivista Il Test, vicina ai consumatori, che ha fatto analizzare 20 bottiglie di olio extravergine di oliva segnalando come quasi la metà di queste corrispondesse a semplice olio di oliva. La Coldiretti, in una nota, ha stilato una breve serie di semplici regole per cercare di evitare le truffe. Coldiretti suggerisce di guardare con più attenzione le etichette ed acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane. Inoltre l’associazione degli agricoltori segnala l’importanza dell’anno e del prezzo: per via della bassa produzione e della Xylella, l’olio nostrano del 2014 è miscelato con quello importato, quindi poco garantito, mentre sul prezzo un olio extravergine di oliva non dovrebbe costare meno di 7-8 euro.

“Uno dei simboli di eccellenza del nostro Paese finito nel mirino delle indagini, consumatori ingannati da note aziende operanti nel settore oleario le quali da anni sono diventate simbolo di qualità e eccellenza in Italia e all’Estero, se le indagini dovessero confermare i sospetti ci troveremo davanti ad un vero e proprio imbroglio a danno dei consumatori – dichiara Denis Nesci, Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. – in qualità di associazione che opera a difesa dei consumatori chiediamo che venga convocato nei prossimi giorni un tavolo tecnico con le aziende coinvolte per fare chiarezza sulla vicenda, è doveroso informare i cittadini sui prodotti che mettono a tavola”.
È evidente il notevole danno causato ai consumatori i quali sono stati ingannati in ordine alla qualità dell’olio acquistato e costretti a pagare un prezzo più elevato per l’acquisto di un prodotto privo delle caratteristiche pubblicizzate.

In concreto, se ciò sarà confermato, il consumatore ha acquistato semplice olio di oliva e lo ha pagato come se fosse extravergine, con maggiorazione di costi tutt’altro che irrisori: un vero e proprio inganno che ancora una volta colpisce il soggetto debole del mercato.

Alla luce di ciò “intendiamo procedere con ogni strumento di tutela a favore dei consumatori – conclude il Presidente Nesci – compresa l’opportunità di costituirsi parte civile nel relativo procedimento”.

Redazione Avanti!

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