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Opinioni e commenti
 

Turchia, maggioranza assoluta per il ‘sultano’ Erdogan
Pubblicato il 02-11-2015


Turchia vittoria Erdogan AkpCon un sorprendente 49,41% il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan riconquista nelle elezioni politiche anticipate in Turchia la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari, 316 su 550. Sfiora per soli 14 seggi il numero magico di 330 che gli avrebbe permesso di modificare la Costituzione senza ricorrere a un referendum. Il ‘sultano’ ha vinto insomma la sua scommessa dopo che i risultati del 7 giugno scorso lo avevano costretto a ritentare la carta elettorale per l’impossibilità di trovare un alleato di governo.

Dunque a differenza di quanto avvenuto nelle elezioni di soli cinque mesi fa il partito il Partito islamico-moderato per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) che ha una lampadina come simbolo elettorale, ritorna padrone assoluto del Governo.

Il partito Hdp, filocurdo, con il 10,7 per cento perde 3 punti percentuali rispetto alle elezioni dello scorso giugno, ma è riuscito a superare la soglia di sbarramento e a rientrare in Parlamento con 59 seggi mentre il partito kemalista, Chp ha ottenuto il 25,38% e 134 seggi. Il partito di destra ultranazionalista Mhp subisce una dura sconfitta fermandosi al 11,93% con 41 seggi.

Altissima l’affluenza alle urne. È andato a votare l’85,46% degli elettori.

Tra le inevitabili denunce di brogli, la reale censura imposta dal Governo alle voci dell’opposizione con la chiusura di tv e giornali e l’intimidazione e gli arresti di numerosi giornalisti, Erdogan resta in sella padrone assoluto della situazione. Sicuramente ha giocato a suo favore la impressionante serie di attentati culminati nella strage del 20 luglio a Suruc, con 28 morti e oltre cento feriti, e le tensioni internazionali con la guerra civile in Siria, la pressione crescente dei migranti intenzionati a raggiungere l’Europa del nord passando per la Turchia e gli scontri armati soprattutto nel sud-est del Paese a maggioranza curda, dove da luglio è riesploso il conflitto con il Pkk che ha fatto centinaia di morti. Tensioni che evidentemente hanno avvantaggiato il Governo che ha avuto buon gioco nel far passare il messaggio ‘ o me, o il caos’. Non a caso, l’opposizione ha denunciato il Governo come mandante degli attentati nel quadro di un ‘strategia della tensione’ che sembra effettivamente aver dato i frutti sperati dai suoi ideatori.

Non sono mancati scontri e incidenti anche dopo la chiusra delle urne. Un’autobomba è esplosa a Nusaybin, una città curda del sud della Turchia vicino al confine siriano provocando numerosi feriti. Scontri tra polizia e manifestanti curdi sono avvenuti a Diyarbakir, principale città curda del sud-est della Turchiacon incendi e barricate nelle strade.

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Commenti all'articolo
  1. La carta geografica dice tutto. Curdi vincenti nelle regioni curde, repubblicani di Ataturk sulla costa, tradizionalmente progressista, Akp vincitore altrove. Purtroppo questi sono i risultati, per quanto queste elezioni possano essere state influenzate da continui abusi di potere e prove di forza da parte di Erdogan &co.appare evidente che la trasformazione della società turca da “laicista” a confessionale è un dato di fatto, quindi o la sinistra prova a confrontarsi con questa Turchia o, al solito, si pone fuori dalla Storia. Inutile criminalizzare Erdogan, che pure criminale è, bisogna battersi contro di lui sul suo terreno. E cercare alleanze, anche sgradite, cosa che non si è voluto fare dopo le elezioni dello scorso giugno. Speriamo che i comoagni turchi facciano tesoro di questa sconfitta. Saluti, Mosca.

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