domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Turchia. Commerciale la prima rappresaglia di Putin
Pubblicato il 26-11-2015


erdogan-putinÈ ormai scontro aperto tra Russia e Turchia, dopo l’abbattimento di un caccia russo da parte degli F-16 della Turchia, lo “zar russo” non si lascia certo sbeffeggiare dal “sultano turco” e ha già iniziato le prime rappresaglie contro Ankara. Per tutta risposta Erdogan risponde in modo ufficiale e stizzito alla richiesta di scuse del Cremlino: “Penso che se c’è una parte che deve scusarsi, non siamo noi. Deve scusarsi chi ha violato il nostro spazio aereo. I nostri piloti e le forze armate hanno semplicemente fatto il loro dovere”. Inoltre Erdogan sfida a viso aperto Putin dichiarando: “La Turchia è l’unico Paese che combatte “realmente” l’Isis e Bashar al-Assad è colui che più lo sostiene”, e ha aggiunto: “Altri Paesi stanno attaccando l’opposizione moderata in Siria con il pretesto di combattere l’Isis”.

Un bel braccio di ferro tra due polsi d’acciaio, che porterà a delle complicazioni per entrambi i Paesi. Il Ministero della Difesa russo ha subito raccomandato il rimpatrio dei concittadini in Turchia mentre partono le prime espulsioni di cittadini turchi dal territorio russo. Ieri sera 50 imprenditori turchi sono stati arrestati e saranno presto espulsi. L’accusa è di essersi dichiarati ufficialmente in viaggio per ragioni di “turismo”, mentre in realtà si trovano in Russia per motivi commerciali. Il gruppo si trovava a Krasnodar, nella Russia meridionale, per partecipare una fiera internazionale del settore agricolo. Il tribunale ha stabilito per ciascuno di loro una multa di 4.000 rubli (quasi 60 euro) e ordinato l’arresto per 10 giorni.

“La Russia ha chiuso i suoi valichi ai camion turchi”, ha affermato Fatih Sener che presiede l’Associazione turca per il trasporto internazionale, secondo il quale “al momento ci sono tra i 100 e i 150 camion turchi lasciati in attesa ai confini russi”. La situazione si complica ulteriormente per il commercio di Ankara: “Circa 36.000 camion trasportano merci dalla Turchia alla Russia ogni anno. Ora ci confrontiamo con una situazione molto incerta. Non ci sono stati dati avvertimenti o spiegazioni sui camion che sono diretti in Russia attraverso la Georgia, mentre quelli che passano dall’Ucraina vengono sottoposti a controlli completi”. Ha spiegato Sener.

Non solo controlli e blocchi, ma un vero e proprio boicottaggio è in atto ormai in tutta la federazione russa. A dare un’ulteriore spallata all’export turco anche la Crimea che non solo ha bloccato i prodotti di Ankara ma ha congelato circa 30 progetti di investimento turchi nella penisola sul Mar Nero, per un valore di mezzo miliardo di dollari. Una decisione resa ufficiale dal vice premier della Crimea, Ruslan Balbek. Tra i progetti momentaneamente bloccati anche la costruzione di una moschea a Simferopoli. Intanto il premier Medvedev ha tenuto a precisare che quelli attuati da Mo0sca non saranno solo controlli, ma anche misure economiche restrittive. Il governo russo entro 2 giorni presenterà proposte in tal senso e le misure non avranno una scadenza prefissata. Il premier russo propone anche di interrompere i negoziati con Ankara per il trattamento economico preferenziale.

Maria Teresa Olivieri

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