mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Lite nel Pd umbro sulla questione rifiuti e legalità
Pubblicato il 09-11-2015


Giacomo-LeonelliRifiuti, interdittiva antimafia per Gesenu. Il sottosegretario Bocci sollecita il consiglio regionale e i partiti umbri ad affrontare il problema legalità

L’interdittiva antimafia contro Gesenu scatena polemiche all’interno del Partito Democratico umbro. Il segretario regionale del PD Giacomo Leonelli ha criticato aspramente alcune dichiarazioni del sottosegretario all’interno Giampiero Bocci, che aveva invitato i rappresentanti dei partiti umbri ad esprimersi sulla questione legalità. Gesenu Spa gestisce servizi di nettezza urbana è coinvolta anche in un’indagine condotta dal Corpo Forestale, coordinata dalla Procura di Perugia, sul traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti.

STOP ANTIMAFIA PER GESENU – Società per azioni a capitale misto pubblico-privato, Gesenu è posseduta al 45% dal Comune di Perugia. Verso l’azienda il Prefetto di Perugia, Antonella De Miro, aveva emesso qualche settimana fa un provvedimento di interdizione, ai sensi delle leggi antimafia, sulla base delle informative trasmesse dalle Prefetture di Catania e Messina. Il rischio di infiltrazioni e condizionamenti mafiosi deriva dai rapporti che Gesenu intrattiene con le società siciliane “Simco” e “Tirreno Ambiente”. Gesenu infatti, secondo le relazioni delle Prefetture di Catania e Messina, avrebbe assunto 29 persone gravate da precedenti penali definiti “importanti e gravi” o legate a famiglie mafiose. Occorre precisare che Gesenu opera su tutto il territorio nazionale e che l’interdizione antimafia è dovuta a fatti avvenuti in Sicilia e non in Umbria. La misura interdittiva impedisce la partecipazione a qualunque gara per l’aggiudicazione di appalti. Un atto del genere tuttavia non era mai stato adottato a Perugia nei confronti di una società a partecipazione pubblica. La decisione della Prefettura umbra quindi non poteva non avere ripercussioni politiche.

LA PREOCCUPAZIONE DI BOCCI – Il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, intervenendo sabato scorso ad Orvieto al convegno organizzato dall’associazione “Umbria Domani”, ha auspicato una presa di posizione del consiglio regionale e dei partiti politici umbri sul rischio di ingerenze mafiose in Gesenu. “La vicenda dei rifiuti in Umbria – ha detto Bocci – ci restituisce uno spaccato non in linea con la storia democratica dell’Umbria e che ci preoccupa, a prescindere dall’esito delle indagini in corso, per quello che emerge”. “Mi aspettavo e mi aspetto – ha aggiunto il sottosegretario – che da parte dei partiti e di chi li rappresenta ci sia una presa di posizione netta. Questioni di questa rilevanza non possono non essere affrontate anche dal consiglio regionale perché luogo privilegiato per confrontarsi su legalità e trasparenza. Su questi temi i silenzi non sono una bella cosa: bisogna avere forza e coraggio per fare chiarezza e investire in legalità”.

LA REPLICA STIZZITA DI LEONELLI – Le parole del sottosegretario non sono piaciute a Giacomo Leonelli, segretario regionale del PD umbro, che ha diffuso una dura nota per rispondere a Bocci. “Ritengo – ha scritto Leonelli – che sia un atto politicamente grave, oltreché altamente offensivo, tentare di infondere il sospetto nell’opinione pubblica che il sottoscritto, in qualità di segretario regionale del Pd, non sia schierato nettamente e senza alcuna ombra di dubbio dalla parte della giustizia e della legalità in ordine ai fatti di cronaca relativi a Gesenu. Ed è ancora più scorretto che ciò sia stato fatto da esponenti di spicco del mio stesso partito, a circa 15 giorni dai primi fatti di cronaca e senza che nel mentre sia intervenuta alcuna sollecitazione diretta per modificare o rafforzare la nostra immediata presa di posizione sui fatti. Mi sarei aspettato da persone che hanno avuto ruoli apicali nei processi regionali e locali fin dal 1995, un atteggiamento più generoso verso una segreteria di 35enni che è in sella da poco più di un anno. Invece si preferisce il comodo ruolo del ‘cecchino’ utilizzando tribune inusuali e irrituali per sparare su chi quotidianamente lavora mettendo la faccia per il futuro del Pd dell’Umbria”.

Il segretario regionale ha quindi rassicurato che “la direzione regionale di lunedì 9 (convocata da settimane sulle riforme) sarà l’occasione di un chiarimento definitivo dagli esiti ad oggi francamente imprevedibili”. “Perché c’è oggi – ricorda Leonelli – una generazione nuova nel Pd, nei territori e in tanti comuni dell’Umbria. Una generazione che ha voglia di futuro sapendo che la stagione del passato è ormai archiviata e l’Umbria di domani non potrà essere l’Umbria di ieri. Una generazione che lavora quotidianamente in silenzio, con la capacità di riconoscere il meglio del passato e la determinazione di superarne il peggio. Una generazione che anziché essere bersaglio da postazioni privilegiate, dovrebbe essere aiutata da chi ha avuto tanto in passato”.

LA LEGA PORTA IL CASO IN PARLAMENTO – Il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni ha provveduto a segnalare alla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite connesse, il problema della gestione dei rifiuti in Umbria. “Era il mese di giugno – ha detto l’esponente del Carroccio – quando ho inoltrato la segnalazione all’Ufficio di presidenza della Commissione, chiedendo di aprire un focus sul filone rifiuti in Umbria in relazione all’apertura del terzo calanco della discarica Le Crete di Orvieto. Da mesi, quindi, è stato attivato un percorso di raccolta elementi e approfondimenti sul tema. Ora la questione, sempre su mia segnalazione, si è allargata alla vicenda Gesenu e alla gestione delle due discariche di Pietramelina e Borgogiglione correlata con possibili infiltrazioni mafiose nel territorio. A breve verrà svolta una ‘mission’ in Umbria, indirizzata a far luce sulla vicenda e individuare responsabilità”.
Anche il senatore leghista Stefano Candiani è intervenuto nella vicenda attaccando il Partito Democratico umbro. “In Umbria – ha dichiarato Candiani – la commistione tra la politica del Pd e la mala gestione amministrativa ha il culmine massimo nella gestione dei rifiuti. La vicenda Gesenu – sottolinea – non è niente riguardo a quella che sta emergendo in merito alla gestione dei rifiuti e delle due discariche. La Lega Nord lo ha dichiarato in campagna elettorale e in questo senso non faremo un passo indietro: andremo fino in fondo alla questione, chiedendo che si faccia chiarezza in relazione ad una politica malsana, tipica di amministrazioni Pd, che non fa gli interessi dei cittadini e la cui gestione del ciclo dei rifiuti è condizionata da condotte criminali”.

Pier Paolo Palozzi

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