martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Un Socialista tra Idealità,
Realtà e Futuro
Pubblicato il 26-11-2015


Mentre stavo con mio nipote, nel maneggiare il portafoglio mi è scivolata per terra la tessera del PSI.
Mio nipote notando che l’anno di riferimento era il 2015, ha esclamato: Nonno! ma il Partito Socialista esiste ancora?? (come dargli torto se da anni il PSI non si presenta con la sua identità durante i periodi elettorali ed ora non figura neppure nelle proiezioni dei sondaggi che periodicamente ci vengono trasmessi!!)
A quella domanda lui notò il velo di tristezza che improvvisamente aveva coperto il mio volto. Dopo una pausa di silenzio iniziai a far parlare il mio cuore e sebbene l’interlocutore fosse mio nipote, era come se volessi parlare a tanti giovani che come lui non conoscono né la Politica né la storia del Socialismo. Scusate se ora mi ripeto sinteticamente per qualche giovane che ci segue sull’Avanti.

Cos’è la Politica? Cos’è un Partito e cosa Esso deve rappresentare nella Politica?
Politica deriva da “Polis” cioè “città”. La Politica va quindi intesa come governo della città, e in termini estensivi come governo della Società o dello Stato a cui si appartiene.
Nella “Polis” convivono diversi interessi, diverse aspirazioni e tanta diversa umanità. Affinché la Polis possa progredire in uno sviluppo positivo teso alla concretizzazione del bene comune, tutte queste Aree di interessi hanno bisogno di essere governate. Essendo il “bene comune” il fine della Politica, è necessario e giusto che la Società ne riconosca e ne accetti l’affermazione del suo Primato.
Le diverse PARTI , che di queste Aree di interessi hanno assunto il ruolo di rappresentanza politica hanno dato origine alla definizione di “ Partito politico”.
I Partiti politici per affermare di essere riconosciuti come rappresentanti dei molteplici interessi e bisogni di queste Parti, ne ricercano il consenso attraverso una CULTURA politica rappresentata da valori, da una visione della Società e del suo futuro, e da contenuti programmatici.
Il Socialismo è una di queste Culture per cui il Partito che ne assume la paternità diventa di conseguenza un Partito “Identitario” di quella Cultura che non significa Ideologia. Infatti la molteplicità e diversità di Partiti socialisti non ne fanno dei Partiti ideologici ma una grande Organizzazione di Cultura socialista a livello internazionale.
I Partiti politici, sebbene indispensabili per la Politica, sono quindi solo degli Strumenti creati per esprimere un servizio nella Sua gestione. Un Partito deve però disporre, a supporto dei suoi valori identitari da cui far derivare i contenuti programmatici su cui ricercare il consenso dei cittadini, anche di una classe dirigente capace ed affidabile che sotto la guida di un Leader carismatico siano in grado di realizzare quanto promesso.

La Cultura Socialista generata nell’Ottocento, è ispirata dai valori ereditati dalla Rivoluzione francese di Libertà, Eguaglianza e Solidarietà. Il contesto da cui nel 1800 nasce il Socialismo è rappresentato dalla società inglese e francese, dove l’industrializzazione selvaggia, provocando l’urbanesimo derivante dall’abbandono delle aree agricole, gettò nella miseria e nella disoccupazione enormi masse a cui si affiancava una borghesia sempre più ricca e rapace che rendeva visibile e scandaloso il contrasto. (Oggi, dopo due secoli, in una realtà globale in cui la Finanza domina sull’Economia reale e questa sulla Politica, non ci fanno riflettere sulla loro influenza e sulle cause che generano gli effetti degli squilibri e delle scandalose ingiustizie e disuguaglianze sociali che dominano nel Pianeta??)
Il termine “ socialist ” apparve per la prima volta nel 1827 sul “Cooperative Magazine” di Robert Owen per indicare coloro che mettevano prevalentemente l’accento sull’aspetto sociale dei rapporti umani estesi all’intera comunità piuttosto che privilegiare i diritti del singolo individuo.
La situazione inumana di queste masse disagiate non lasciò indifferenti diversi economisti, filosofi, sociologi e persino imprenditori come Owen, che dedicarono tutta la loro intelligenza e la loro passione al riscatto degli sfruttati, rimettendoci sempre la tranquillità, spesso la libertà, a volte la vita.
I modelli sociali elaborati dai primi socialisti (gli utopisti ) prefiguravano il Socialismo come un’aspirazione di una Società ideale da trasformare con un’azione riformatrice da attuare attraverso il consenso democratico sui suoi valori e contenuti programmatici. Questo indirizzo sarà comunque una costante in tutta la Storia del Socialismo democratico. Successivamente i Socialisti per andare oltre la gradualità nel superamento delle disuguaglianze, pur non abolendo la proprietà privata, spinsero le loro richieste per una politica economica che puntasse ad esempio alla nazionalizzazione dei trasporti, dell’energia, della siderurgia, delle comunicazioni e delle banche.
( Queste misure di ispirazione socialista sono state adottate in Italia nel secondo dopoguerra con la nazionalizzazione dell’energia elettrica e con le Partecipazioni Statali in tutti gli altri settori menzionati. Questo sistema di economia mista, che fa parte della cultura socialista, ha consentito all’Italia di realizzare il suo miracolo economico e col Governo Craxi di condurre il nostro Paese ad essere la quinta economia a livello mondiale ).

In quel contesto di un Socialismo nascente teso a modificare le ingiustizie sociali in senso egualitario e di superamento del conflitto tra le classi sociali si affermano anche le teorie di Marx ed Engels i cui meriti, rispetto alle varie teorie e soluzioni proposte dagli “utopisti” Socialisti, sono quelli di avere analizzato in maniera scientifica ed organica i fattori economici che determinano le disuguaglianze sociali, la composizione e la definizione delle classi sociali. Con Marx ed Engels l’etichetta assegnata ai poveri, alla plebe, agli operai e in genere alle masse soggette al dominio della classe dominante, viene accumunata e definita in una sola classe: il “Proletariato” mentre con Borghesia viene individuata la classe dominante.
Da tutte le premesse dell’opera di Marx discende la definizione di “comunismo” che consiste nella soppressione positiva della proprietà privata, nella comunanza dei mezzi di produzione e nell’organizzazione collettiva del lavoro. Dall’elaborazione delle varie opere scientifiche e sociologiche di Marx ed Engels prende origine il “Manifesto del Partito comunista” che rappresenta la carta costituzionale del Modello comunista.
Esso si propone in maniera rivoluzionaria, anche violenta nella prima fase, il regno del proletariato, la soppressione dell’antica società borghese fondata sugli antagonismi di classe e l’instaurazione di una nuova società senza classi e senza proprietà privata. In sintesi la realizzazione del “Socialismo reale” che prima con Lenin con la rivoluzione d’ottobre del 1917 e successivamente con il regime dispotico di Stalin si vorrà realizzare in Russia.
Bisogna però onestamente ricordare che anche molti socialisti di peso furono attratti dai vari aspetti delle teorie marxiane, ma la critica che mossero a Lenin fu di aver promosso la rivoluzione nel Paese sbagliato e nel modo sbagliato.
Le risposte della Storia le conosciamo: il Comunismo ha fallito mentre il Socialismo è risultato vincitore.
Il termine “Socialista” è stato usato impropriamente nell’ultimo secolo.
L’unione Sovietica pur essendo una dittatura comunista si è definita “l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche” mentre la formazione politica di Hitler si definì “Partito Nazional Socialista”.
Oggi in Italia i Socialisti continuano ad essere ignorati oppure accoppiati nella Politica come sinonimo di ladri o corruttori. ( Di fronte al fenomeno di Mafia Capitale e a tutti i casi di corruzione verificatisi nella Seconda Repubblica sarebbe doveroso che la classe dirigente socialista avviasse un’offensiva di riscatto della nostra Storia ).
Per i giovani d’oggi che non conoscono la Storia del vero Socialismo che fascino può esercitare su di loro se Esso viene accostato a quelle che hanno rappresentato le due grandi tragedie politiche del ventesimo secolo e all’accostamento che ci riservano i mezzi d’informazione?? Di qui l’importanza della Memoria storica che specialmente in Italia occorre recuperare e tenere sempre viva.
La vera Cultura Socialista si è affermata a livello internazionale solo grazie alle lotte e ai sacrifici di intere generazioni di socialisti. La grande affermazione del Socialismo, oltre che alle sue grandi conquiste sociali e della Democrazia, è dovuta alla capacità di essere riuscito a contaminare le grandi culture politiche oggi esistenti al punto che i suoi valori fondanti e del Welfare sono diventati Patrimonio comune di tutte le culture democratiche.
In questa nobile Storia del Socialismo internazionale, un grande contributo alle conquiste sociali e di libertà devono attribuirsi al PSI e ai suoi militanti e grandi martiri che si sono impegnati e immolati per realizzarle.
Oggi in Europa le Culture prevalenti sono la socialista (liberal-socialista e socialdemocrazia ), la democristiana-popolare e la liberale. Sotto l’aspetto della composizione sociale e dell’umanesimo cristiano, le culture socialista e democristiana-popolare sono in gran parte assimilabili, e i caratteri che maggiormente le differenziano sono i temi della laicità, della redistribuzione della ricchezza, dell’uso delle Risorse e dell’esercizio e utilizzo dei fattori economici e produttivi.

La Politica non è una religione ma di essa ha il valore che si assegna alla sacralità, per cui se un politico viene meno ai doveri di servizio alla Politica, disonora non solo sé stesso ma anche chi ha deciso di rappresentare e, se il contagio si estende alla Classe politica, i Partiti da servitori della Politica ne diventano padroni ed il loro ruolo di rappresentanza degenera in Partitocrazia e i suoi rappresentanti da politici a politicanti. Quando l’azione e i risultati che la Politica deve produrre vengono a mancare e le finalità e i suoi valori decadono, si genera l’Antipolitica.
È quanto stiamo assistendo in Italia dove ormai si fa coincidere il significato della Politica con la Partitocrazia, per cui abbiamo un 45% dell’elettorato che si astiene dal voto. Del 65% rimanente un 25% trasferisce la sua protesta in un Movimento antisistema come i 5 Stelle ed un 15% è indeciso su chi convogliare la sua preferenza.
Una Legge elettorale sciagurata imposta al Parlamento con la fiducia dal Governo rischia di trasformare in un Regime il nostro Sistema democratico.
Assieme a tanti socialisti mi rattrista che a questa fiducia abbiano dato il consenso anche i nostri Parlamentari decretando in tal modo, oltre ai i gravi pericoli per gli assetti futuri delle varie Istituzioni democratiche, anche la morte sicura della nostra autonomia politica, in quanto è impensabile che con lo zero virgola di cui oggi disponiamo possiamo aspirare a raggiungere la soglia minima prevista per competere come PSI con una rappresentanza autonoma in Parlamento.
Io ritengo che un Partito che si ispira alla cultura del Socialismo otre ad essere identitario deve essere un Partito di massa per potere incidere con le sue proposte nel governo del Paese. Penso che quello del futuro che vogliamo assegnare al PSI dovrà essere il Tema Primario della nostra stagione congressuale.
Attualmente, nella vita interna del nostro Partito oltre che alle frizioni derivanti dal funzionamento del rapporto tra maggioranza e minoranza, i contrasti maggiori si manifestano sul come il PSI deve collocarsi, se essere rappresentato col proprio simbolo e come individuare i propri candidati nell’approssimarsi delle competizioni elettorali sia livello nazionale che locale.
Sono stati commessi degli errori e delle scelte politiche sbagliate. Riconosciamo quelle che ci hanno danneggiato anche se commesse in buona fede o fidandoci dell’alleato politico. Non continuiamo a piangere sul latte versato ma impegniamoci tutti per un Congresso in cui non manchi lo spirito unitario, auspicando che le Mozioni congressuali si caratterizzino come correnti di pensiero e non con prevalenti aspirazioni di “ potere “ da parte di singoli compagni.

Comunque coraggio care compagne e compagni. Non disarmate giovani lettori dell’Avanti. Un Partito è solo uno strumento della Politica; quella che più ci interessa è la vita del Socialismo e della sua Cultura che è come un’eterna armonia che non cesserà mai di essere suonata da una miriade di strumenti. A Noi se ci verrà impedita di suonarla come Partito continueremo a suonarla con lo strumento di una Fondazione e sempre con l’Avanti!
Oggi, in Europa, il Socialismo è in crisi perché non ha saputo aggiornarsi rispetto ai tempi che richiedono una Visione orientata verso un nuovo Modello di Sviluppo e l’elaborazione di un Progetto che abbia contenuti e risorse in grado di interpretare e soddisfare i nuovi e i vecchi bisogni della Società post industriale.
Al primo posto devono esserci le politiche sul Lavoro. È opportuno ricordare che il Socialismo è nato in Inghilterra ed il nome che i socialisti inglesi assegnarono e continuano a mantenere al Partito dei socialisti è il Labour Party (Partito del Lavoro). Nella nostra lunga Storia di socialisti italiani abbiamo modificato varie volte il nostro simbolo e il nostro nome. L’affetto che ci può legare ad essi può essere sacrificato alla sostanza rappresentata dalla Cultura del Socialismo che significa di non farci rinunciare mai alla nostra identità perché è in base a questa che possiamo continuare ad esistere e a chiamarci socialisti.
Come è possibile che oggi manchi una proposta e un’azione socialista coordinata e unitaria in un Continente come l’Europa, che conta milioni di persone dentro la soglia della povertà e altri milioni prossimi a questa soglia, che ha milioni di disoccupati e con un mondo giovanile dove al suo interno la disoccupazione sfiora la soglia del 40% per superare in alcune realtà quella del 50%, che è interessato ad un enorme flusso emigratorio a cui all’attuale consistenza si sommeranno altri 3 milioni entro il 2017 ???
Dobbiamo avere presente che, come nella matematica, i numeri che descrivono la crisi non sono un’opinione.
Lo è invece la scienza economica che pone a confronto varie teorie e di conseguenza diverse ricette economiche per superare questa crisi epocale.
È a questo punto che interviene il ruolo della Politica e all’interno di essa il ruolo delle diverse Culture politiche nel ricercare il consenso dei cittadini sulle soluzioni e le Scelte da proporre e sulle Risorse da impiegare per affrontare la crisi. È pertanto evidente che determinati obiettivi di cambiamento non possono essere affrontati esclusivamente all’interno dei confini nazionali, ma nella più ampia Famiglia del Socialismo Europeo (PSE) che va quindi rimotivata e orientata per essere riconosciuta nella sua Identità culturale, altrimenti ad una brutta copia di quella concorrente, l’elettorato sceglierà quella originale o devierà nella protesta verso le forze radicali antisistema.
Il Socialismo può vivere pertanto solo come rappresentanza di una specificità di interessi nella Società e pertanto un Partito Socialista deve rimanere un partito “identitario” se vuole continuare a rappresentare gli interessi che l’hanno caratterizzato nella sua Storia.
Alla fine mio nipote mi ha chiesto: Nonno, chi è un socialista??
Ed io: è uno che lavora per sé e per gli altri e che si affida alla verità anziché alla demagogia e alla propaganda.
Battendomi una mano sulla spalla mi ha detto: Nonno, tu sei un socialista!!
Alla soglia dei miei 82 anni non potevo avere un regalo e un riconoscimento migliore.
Un fraterno abbraccio a tutti,

Nicola Olanda

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Commenti all'articolo
  1. Caro sig. Olanda, penso che non potesse dare una definizione migliore del termine socialista:
    ” è uno che lavora per sé e per gli altri e che si affida alla verità anziché alla demagogia e alla propaganda “.
    In questa riga ha toccato praticamente tutti i temi cari al socialismo:
    1 – Il lavoro nel senso più alto e nobile del termine (l’ italia è una repubblica fondata sul lavoro per chi se lo fosse scordato),
    2- la solidarietà verso gli altri e verso chi ha avuto meno fortuna / possibilità,
    3 – che si affida alla verità e non alla demagogia (e quindi che usa la ragione, la cultura e la curiosità per progredire e migliorare, senza dover scadere nella demagogia e rispettando comunque l’opinione differente del prossimo).
    Spero, se avrò un nipote, di poter ricevere un complimento come lei ha ricevuto dal suo.

    • Carissimo DR
      La ringrazio per l’apprezzamento riservato alle mie riflessioni.
      Sono sicuro che quando avrà un nipote non mancherà di apprezzarlo come sicuramente Lei merita.
      Con affetto Nicola Olanda

  2. Caro compagno Nicola Olanda,il tuo commento del 23-11-2015 per l’articolo del nostro Segretario Nazionale del PSI:Questa è la casa dei socialisti-è per me un seme di saggezza depositato su terreno fertile.Sebbene ci separino all’anagrafe soltanto 5 anni di età considerami un tuo secondo nipote impegnato nella lettura attenta e qualificante del tuo pregiato articolo:Un socialista tra identità,realtà e futuro(pubblicato il 26-11-2015).Al prossimo Congresso Nazionale del nostro amato PSI vorrei incontrarti ed abbracciarti.Manfredi Villani.

    • Carissimo Manfredi Villani
      Più che un nipote preferisco considerarti un fratello.
      Non so se potrò essere presente al prossimo Congresso nazionale. In pensiero ti sono comunque vicino e ti abbraccio fin da ora.
      Nicola Olanda

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