mercoledì, 7 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

X Factor alla nona edizione si conferma
spettacolo di successo
Pubblicato il 13-12-2015


X FactorSi è appena conclusa la nona edizione del talent show targato Sky, che ha visto la vittoria del barese Giosada davanti al duo campano degli Urban Strangers, tra avvincenti esibizioni e un clima più rilassato (forse troppo) tra i giudici. Tenendo sempre bene a mente che, come tutti i talent, anche in X-Factor la componente televisiva prevale nettamente su quella musicale, iniziamo dunque questa carrellata di votazioni e giudizi su tutti i partecipanti della nona edizione di X-Factor Italia, in un pagellone che include concorrenti e giudici, in ordine di classificazione finale!

GIOSADA – 6
Qui valuteremo esclusivamente il percorso dei concorrenti all’interno del programma, quindi il mio giudizio non sarà influenzato da ciò che ciascun concorrente ha fatto prima della partecipazione a X-Factor. Il buon Giovanni Sada sarà stato sicuramente un ottimo performer hardcore nella sua band e infatti possiede una grande padronanza del palco e una vocalità non indifferente, ma il suo percorso nel talent è stato costellato di alti e bassi (tra gli alti sicuramente la sentita interpretazione di “Amore Che Vieni Amore Che Vai” di De Andrè, tra i bassi quella troppo urlata dei Doors e del povero James Blake, maltrattato dalla voce troppo possente del concorrente), quando non proprio anonimo. Il brano scelto come inedito, “Il Rimpianto Di Te“, ha il retrogusto della furbata da vittoria: unico inedito in italiano, dal taglio nostalgico e speranzoso, si eleva nel refrain facendo breccia sul pubblico avvezzo alle sanremate. Dal “primo vincitore rock di X-Factor”, come è stato ribattezzato, era lecito aspettarsi quel quid in più.

URBAN STRANGERS – 5
Tutti li avevano spacciati per vincitori. Anche io, dalla prima putata. Il problema è che i ragazzi di Somma Vesuviana hanno campato di rendita per tutta la durata dei live: avendo realizzato forse l’audizione più interessante, le aspettative erano altissime.

Urban Strangers

Urban Strangers

E sono state puntualmente deluse. I due hanno toppato la quasi totalità delle canzoni assegnategli, ma sorprendentemente sono arrivati fin qua, trainati forse più dalla formula semplice ed efficace ma inedita del duo voce e chitarra e voce rappata, che ha condizionato il pubblico. Con un percorso diverso probabilmente avrebbero strappato la vittoria a Giosada, ma in queste condizioni il rischio era quello di replicare il percorso decadente di Fragola; con un ennesimo vincitore troppo giovane e inesperto, come sarebbero potuti essere gli US, il programma avrebbe perso credibilità.
Ad ogni modo, l’inedito è stato l’unico passaggio piacevole e realmente riuscito della loro storia a X-Factor, escludendo le audizioni.

DAVIDE – 7
Se il vincitore di X-Factor dovesse essere il più dotato tecnicamente, il più originale e internazionale dal punto di vista del sound e anche quello in grado di realizzare un percorso costante e impeccabile all’interno del programma, nonché quello con il miglior singolo, allora la vittoria sarebbe dovuta andare a “Davide detto Shorty”. Ma, essendo X-Factor un programma televisivo prima che musicale, è subito stato chiaro che la vittoria non sarebbe toccata a lui, reo di essere -agli occhi del pubblico- troppo “entusiasta” e “positivo” (???).

ENRICA – 5
Enrica è senza dubbio la concorrente cresciuta maggiormente nell’arco delle puntate, come ci hanno ripetuto i giudici fino alla nausea, ed è impossibile non apprezzarne la positività, la dedizione e l’evidente crescita. Ma questo non sarebbe dovuto esserle sufficiente per arrivare fino a questo punto; sembra quasi, infatti, che la ragazza sia riuscita ad arrivare fino all’ultima puntata, aggiudicandosi il quarto posto, più per un volere imposto “dall’alto” volto a compiacere il suo giudice, che per il suo effettivo valore musicale e discografico.

MOSEEK –  3
I Moseek arrivano addirittura quinti in classifica finale, trainati dalla spocchia del proprio giudice, Fedez, che per tutto questo tempo ha tentato di venderceli come gruppo innovativo e piacevole, quando si sono invece dimostrati sempre uguali a se stessi e sgradevoli da ascoltare a causa della voce gracchiante della cantante, che sulle note alte urla senza ritegno e su quelle basse stona e fatica. Sarà per questo che le assegnazioni son state quasi sempre canzoni poco conosciute al grande pubblico, in modo da non permettere il confronto con la versione originale, che sarebbe stato impietoso. E infatti quando hanno presentato “The Passenger” di Iggy Pop è stato a dir poco agghiacciante. Estetica a gogò, sostanza non pervenuta. I Landlord gridano vendetta.

LUCA – 5,5
Voce interessante nonostante l’evidente acerbezza, molto grave e profonda, che si muove perfettamente tra le note più basse. Il ragazzo è stato penalizzato, come pure il suo compagno di squadra Leonardo, dalle pessime scelte del suo coach, Mika.

LANDLORD – 6,5

Landlord

Landlord

Non sorprende che la band più interessante sia stata eliminata per prima, in quanto televisivamente poco appetibili. Forti di un sound “trippy“, morbido e ricercato, gli algidi Landlord hanno interpretato con leggerezza ed eleganza ogni canzone, dal pop-dubstep di Nero alle note romantiche e pensose di Cristina Donà, che si è anche congratulata con loro.

LEONARDO – 5,5
Da finalista annunciato a quinto eliminato la strada è stata breve. Stessa situazione di Luca: ottima impostazione vocale, sebbene poco duttile, e ottima intonazione, ma penalizzato da assegnazioni pessime e fors’anche da un temperamento fragile e introverso, che trova poco riscontro in un programma del genere.

MARGHERITA – 4
Ecco cosa succede ad entusiasmarsi troppo per un’audizione. La giovanissima Margherita si era presentata con la propria versione della celebre “Hallelujah” e, vuoi per la delicata empatia che un brano del genere suscita nelle masse, vuoi per la recitata emotività della ragazza, l’esibizione era stata accolta con un caloroso plauso, da giudici e pubblico in sala, pur non essendo stata particolarmente brillante. E infatti, nell’arco delle varie puntate, la ragazza non ha mai convinto neanche coloro che inizialmente l’avevano acclamata, facendo scempio di MadonnaSoft CellKylie Minogue e in parte anche Lorde.

ELEONORA – 3
Massacrata dai social, Eleonora è stata inserita forzatamente all’interno del programma, per creare un po’ di scompiglio e di discussioni e per fornire un po’ di rilevanza mediatica a quest’edizione di X-Factor. Trovo pertanto comprensibile la rabbia e il disappunto della ragazza, illusa di possedere un talento che non ha e di essere circondata da persone che credevano in lei, una volta scoperto di essere stata niente più che una simpatica mascotte per Skin.

EVA – 4,5
Intonato e piacevole, ma anche scialbo e noioso. Il destino del giovane calabrese era segnato sin dal principio, sin da quando alle audizioni portò una canzone scritta di suo pugno, in cui sciorinava tutti i luoghi comuni della canzone italiana. Più credibile nelle interpretazioni di “Eppure Sentire” di Elisa e “Everybody’s Changing” dei Keane.

MASSIMILIANO – ?
Impossibile dare un voto al cantante salentino, eliminato durante la prima puntata, per scarsità di materiale. Probabilmente il brano scelto per farsi conoscere al grande pubblico, “Terra Mia” di Pino Daniele, non lo ha aiutato ad emergere, così come la mancanza di appeal televisivo.

ELIO – 7,5 (OVER 25)
Il miglior giudice di questa esibizione, non stupisce se sia riuscito non solo a vincere ma anche a portare sul podio ben due dei suoi concorrenti. Squadra azzeccatissima, così come la maggior parte delle assegnazioni, che nonostante questo non sono state mai banali. Giudizi inerenti e qualche sana trashata qua e là che non fa mai male.

FEDEZ – 4 (GRUPPI)
Tralasciando le battute che non fanno ridere nessuno – che uno alla fine ci fa pure l’abitudine, Fedez è stato perennemente volgarotto, incapace di esprimersi senza frasi fatte e parolacce, banale nei giudizi e, in più, ha dimostrato non di rado un’attitudine infantile e altezzosa, arroccato sulle sue posizioni e incapace di ascoltare le opinioni altrui. Interessanti però alcune assegnazioni che sono state date alle band.

SKIN – 4 (DONNE UNDER)
Skin
Lo sappiamo tutti, Skin è al suo primo anno e non sa parlare bene l’italiano e questo ha portato ad una difficoltà di fondo, perché non è mai riuscita ad esprimersi come avrebbe voluto e dovuto. In più, come giudice si è rivelata sì molto materna, ma anche altrettanto faziosa. Grande artista, voce straordinaria, ma fare il giudice di X-Factor è un’altra cosa.

MIKA – 5 (UOMINI UNDER)
Mika è una contraddizione: ottimo giudice, con commenti sempre calzanti ed espressi con coerenza ed intelligenza, anche di fronte alla testarda ottusità del suo amico Fedez, ma coach disastroso. La sua squadra è stata infatti formata male e le assegnazioni sono state fatte ancora peggio. Non stupisce che alla sesta puntata si sia ritrovato senza concorrenti. Sarà per l’anno prossimo.

Giulia Quaranta
su facebook
su twitter

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento