domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Perché in Italia hanno vinto quelli che hanno perso
Pubblicato il 31-12-2015


Sarà solo un fatto simbolico. Ma anche i richiami sono eloquenti. Sarà che tra storia e politica oggi non c’è alcun rapporto. O così pare. Sarà che in epoca renzian-grillin-salviniana nessuno ha particolare confidenza col passato. Resta un fatto. Nel 1989 tutti, nessuno escluso, pensavano di fare piazza pulita dei comunisti, diventati subito ex. Invece si è fatta piazza pulita degli altri. Anche per colpa loro, non c’è dubbio. Fino a Renzi, che ha giustiziato anche gli ex comunisti. Ma rendendo a loro l’onore della storia, con Berlinguer, l’Unità e le sue feste rinverdite. Ha concesso loro il passato tenendosi per sé e per i suoi il presente. Una divisone dei compiti calcolata a suo esclusivo vantaggio.

Proviamo a fare macchina indietro di ventisei anni. E ipotizziamo che un profeta ci illuminasse sul futuro immaginando che Berlinguer sarebbe stato esaltato e Craxi dimenticato, se non criminalizzato. Di più. Che immaginasse la promozione alla Camera di una mostra per ricordare Togliatti, al quale restano dedicate centinaia di piazze e di vie nelle principali città italiane, mentre al leader del Psi del nuovo corso, all’ex presidente del Consiglio italiano e vice dell’Internazionale socialista, solo trenta coraggiosi comuni hanno dedicato qualcosa, ma in due è stato già consumato, dagli eredi di Berlinguer, il rito sacrificale della scomunica.

E immaginiamo anche che mentre in Russia venivano sepolte le statue di Lenin il nostro profeta vaticinasse che in Italia il monumento a Lenin sarebbe stato preservato e sarebbe divenuto metà di pellegrinaggi. Di più. Che si sarebbero utilizzate questioni giudiziarie per bloccare il corso della storia e attribuire a chi aveva vinto il peso della sconfitta e a chi aveva perso l’allora della vittoria. Lo avrebbero preso per matto. Se c’è un motivo per cui ancora, nonostante l’età non sia più giovanissima, non ho perso la voglia, anzi l’entusiasmo, della lotta politica e dell’impegno giornalistico, questo risiede proprio nell’esigenza di combattere la più grande ingiustizia che sia mai stata consumata. Quella che ci riguarda.

Ho voluto pubblicare questa ricerca sulle vie e piazze intestate a Craxi, (30, divenute poi 28, su 8.046 comuni pari allo 0,3%) anche per questo. Che dire quando leggo che il candidato sindaco di Milano, quel Sala che era stato City manager della Moratti, per accreditarsi a sinistra confessa di aver sempre votato Pci, Pds, Diesse e Pd? Mi vengono in mente due cose. La prima è che l’essere stato comunista tuttora è titolo di merito in Italia, oltre che di accreditamento per ottenere consenso. La seconda è che il Psi non ha eredi. Non c’è nessuno oggi che si possa vantare di avere sempre votato Psi, Pds, Diesse, Pd e neppure Psi, Forza Italia, Pdl, Forza Italia. Ci siamo noi, punto. Vorrei che fosse ben chiaro a tutti coloro che ritengono che siamo superati. Da chi?

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Commenti all'articolo
  1. L’analisi è incompleta. Non si tiene conto che in questo paese l’industria italiana è sempre stata in mano ai liberali, oggi neoliberali anzi liberisti, che durante il fascismo erano tutti fascisti, chi ha combattuto i fascisti in questo paese? I socialisti solo dopo l’invasione della Russia da parte dei nazisti i comunisti italiani si decisero a combattere e durante la resistenza hanno dato prova di capacità e coraggio; non dimentichiamo poi la chiesa che in Italia è una teocrazia consolidata, gli scandali finanziari di oggi lo dimostrano. E noi: socialisti, liberali veri nel senso einaudiano, radicali di tutte le estrazioni, diciamo laici in genere, diamo fastidio al potere consolidato in questo paese: chiesa, confindustria, confedilizia e confagricoltura hanno tutto l’interesse a tenere in piedi il catto-comunismo (forse senza trattino sarebbe meglio) con renzi a capo e il partito della nazione. Ma gli italiani e il popolo? Che vada a farsi fottere!

    P.S.: di questo il congresso dovrà pur parlare per trovare il coraggio di fare i socialisti e no lo “zerbino” di renzi e compagnia bella.

  2. Bravo Maurino, ti meriti un bel 10 con la lode.
    Dillo anche a Nencini che con le orecchie non ci sente, o fa finta e cosi innamorato di Renzino e compani che non dorme nemmeno la notte.
    I socialisti devono semplicemente fare i socialisti, torniamo a lottare a fare politica scendiamo nelle piazze e parliamo delle nostre proposte, innalziamo il nostro simbolo e facciamolo girare tra la gente.
    Chi pensa di nascondersi ancora in altri simboli può rimanere a casa o recarsi all’ufficio collocamento per iscriversi nelle liste di mobilità.
    Saluti a tutti e chiedo scusa se sono sempre diretto e telegrafico.
    Pasquale Claps

  3. Caro direttore, siamo superati da noi stessi perché in pochi di noi ha il coraggio di affermare che malgrado tutto, eravamo con orgoglio Socialisti, lo siamo ancora e combattiamo per esserlo anche nel futuro.

    B U O N A N N O

  4. Carissimo Mauro
    Grazie per questo tuo ultimo acuto di fine anno.
    Come un vero Direttore di un glorioso Giornale, hai cercato di sintetizzare i sentimenti dell’orgoglio socialista che i tuoi Lettori, attraverso i loro commenti, ti hanno manifestato durante tutto il 2015 .
    Ti ringrazio anche per i risultati della Ricerca che hai condotto sulle vie intestate a Bettino Craxi. Sono illuminanti, e spero che consentiranno ad aprire gli occhi a chi non riesce a individuare i nostri veri avversari.
    Con il nuovo anno la nostra Repubblica compie 70 anni. Alla sua realizzazione hanno contribuito oltre a tanti martiri socialisti tre apostoli della libertà come Nenni, Saragat e Pertini a cui viene negata una Mostra in Parlamento che invece è stata riservata a Togliatti che insieme a Stalin, mentre programmavano le grandi purghe nell’URSS, definivano social fascisti i nostri compagni che si immolavano fino al martirio per la libertà del nostro Paese. Finora nessuno dei nostri parlamentari è venuto a spiegarci sulle colonne dell’Avanti il perché di questa che si configura come una vera discriminazione che si sta attuando verso i Socialisti. Sarebbe possibile che per la realizzazione di questa Mostra, l’Avanti assieme alla Fondazione Nenni e ad altre Associazioni socialiste inoltrino una richiesta ufficiale alle Presidenze delle due Camere spingendosi fino al Presidente della Repubblica che Saragat e Pertini li ha avuti come colleghi della storia presidenziale ??
    Assieme alla tua Redazione e ai tuoi Lettori si è formata una grande famiglia socialista. Abbiamo tanti compagni che penso sarebbero felici di renderla ancora più grande e unita.
    Auguro a tutti un Buon Anno e che si realizzi l’auspicio più desiderato: il superamento della Diaspora Socialista da avviare con i lavori di una Nuova Costituente.
    Je suis socialiste
    1° Gennaio 2016

  5. E’ molto apprezzabile ed importante l’impegno politico e giornalistico che assicura il Direttore per “combattere la più grande ingiustizia che sia mai stata consumata. Quella che ci riguarda”.

    Ma questo obiettivo, e sentimento, che alberga in molti tra i socialisti di allora – almeno da quanto riesco a percepire – dovrebbe a mio avviso accompagnarsi anche a scelte, in tema di alleanze, che siano coerenti con detto stato d’animo, pena il rischio di apparire, ed essere, contraddittori.

    Guardando infatti ai risultati della “ricerca sulle vie e piazze intestate a Craxi”, ricerca molto opportuna ed eloquente, non saranno verosimilmente in pochi a chiedersi perché mai una parte dei socialisti ritiene irrinunciabile la collaborazione con chi rifiuta ostinatamente di dedicare una via o una piazza a Craxi, vale a dire la figura che nel comune sentire ha incarnato in modo più compiuto l’autonomia socialista..

    E a chi sostiene che, nonostante tutto, i socialisti debbano collocarsi sempre e comunque a sinistra – intendendo quella attuale – viene da rispondere che nel nostro Paese, all’epoca dei partiti identitari, la socialdemocrazia, ossia quella linea di pensiero politico cui la storia ha dato ragione, non aveva, se ben ricordo, una tale collocazione, a dimostrare che non vi sono a questo riguardo scelte obbligate e necessariamente unidirezionali .

    Paolo B. 01.01.2016

  6. Risolvendo il problema come scrive Paolo, ci si trova alleati con Salvini e la Meloni. Contro i socialisti di tutto il mondo e contro la tradizione del PSI, che non è mai stato alleato con l’Msi e la Lega. Un conto è rifugiarsi in una coalizione tipo Casa delle libertà col simbolo del Nuovo Psi e con l’egemonia di Forza Italia per un tempo transitorio, in presenza di una sinistra dipietrizzata. Altro conto è stare tutta la vita in una coalizione dove non stanno più nemmeno Cicchitto, Sacconi, Colucci, Barani. E nemmeno Bondi, Verdini e Alfano.

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