martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Antica Temesa, il marchio per il territorio di Amantea
Pubblicato il 24-12-2015


Amantea

Amantea

La Calabria è regione a vocazione turistica, marina e montana, che può valorizzare le sue potenzialità intercettando il flusso vacanziero estivo. Con l’intento di dare visibilità a località limitrofe alla balneare Amantea, promuovendo turisticamente un territorio con una comune matrice storica, è stato ideato il Marchio d’area Antica Temesa che collega passato e futuro in un progetto del quale è stato presentato il logo e avviata la campagna pubblicitaria dalla Pomilio Blumm, a cui è stato affidato l’incarico di veicolare i contenuti. Oltre ad Amantea, il fattore identitario di mito e storia comprende Serra d’Aiello, Belmonte Calabro, Aiello Calabro e Lago.

Aiello Calabro - Cappella Cybo

Aiello Calabro – Cappella Cybo

Il Marchio d’area è lo strumento utilizzato per realizzare progetti di sviluppo su una precisa area geografica connotata da caratteristiche che la rendono tipica, col coinvolgimento di soggetti pubblici e privati che creano una rete di collaborazione e condivisione integrata di servizi che risponda alle esigenze territoriali di valorizzazione delle risorse (culturali, gastronomiche, religiose, di accoglienza) e coinvolga tutti i portatori di interesse.

Spiaggia di Campora

La spiaggia di Campora

“Or ora approdai, con nave e compagni andando sul mare schiumoso verso genti straniere, verso Temese per bronzo, e porto ferro lucente” (Odissea, I, vv.182-184). La Temesa citata da Omero era la città italica degli Ausoni sulla costa tirrenica, conquistata da Brettii e Greci e colonia romana col nome di Tempsa, l’attuale Campora presso Amantea, dove sono state rinvenute necropoli e un heraion (luogo sacro). Pausania narra che, dopo l’approdo di Ulisse a Temesa, il compagno Polite abusò di una ragazza e fu lapidato dalla popolazione. Per placare l’ira del suo fantasma, la Pizia suggerì di costruire un recinto sacro dove sacrificare ogni anno una vergine, finché il campione olimpico Eutimo sfidò il demone e lo sprofondò in mare.

Belmonte - I deliziosi fichi secchi

Belmonte – I deliziosi fichi secchi

A Serra d’Aiello, nel parco archeologico in località Cozzo Piano Grande sono stati rinvenuti resti di insediamenti italici del IV sec. a.C., testimoni di una popolazione indigena che aveva rapporti commerciali con tutte le civiltà del Mediterraneo con le quali scambiava il rame delle sue miniere.

Lago - scultura di Wladimiro Politano

Lago – scultura di Wladimiro Politano

L’odierna Amantea era la Clampetia che Tito Livio e Plinio definivano importante snodo commerciale. Il castrum bizantino del VI sec. (Nepetia), venne espugnato dagli arabi nel X sec. e denominato Almantiah (la rocca), dominata poi da normanni, svevi, angioini e aragonesi. I resti del castello svevo e numerose chiese guardano dall’alto la città moderna sulla costa.

Belmonte Calabro deve le sue origini a Dragone di Beaumont sotto Carlo d’Angiò (1270), e conserva chiese e palazzi gentilizi per i quali ha ricevuto il premio Cerere come centro storico meglio conservato. Il feudatario Galeazzo di Tarsia scrisse il suo Canzoniere nelle sale del castello. Il fortilizio Rivellino fu centro di raccolta della seta dei principi Ravaschieri. Nel 1700 al principe Pignatelli fu concesso di coniare moneta, il tornese di Belmonte, rarità numismatica. Costituito da frazioni collinari, fin dall’antichità era definito “giardino della Calabria” per la rigogliosa vegetazione. L’agricoltura è caratterizzata dalla produzione del pomodoro a cuore di bue di grande bontà e notevoli dimensioni (fino a 2 kg) definito carne dei poveri, e dei fichi secchi (crucette), la cui lavorazione è portante nell’economia del paese. Un percorso naturalistico conduce all’area marina protetta Isca.

Arroccato sulle colline dell’entroterra, Aiello Calabro visse una fioritura urbanistica ed architettonica con chiese e palazzi signorili sotto i Cybo-Malaspina. Interessante la rinascimentale cappella Cybo presso l’ex convento degli Osservanti, con la Madonna in trono di Raffaele Aloisio.

Il borgo di Lago fu fondato dagli abitanti costieri fuggiti alle incursioni saracene, intorno

Lago - scultura di Italo Scanga

Lago – scultura di Italo Scanga

al Mille. Conserva palazzi neoclassici e chiese cinquecentesche. Vari percorsi naturalistici la congiungono al mare di Amantea. Sulla piazza attirano l’attenzione le installazioni di due artisti nativi che hanno raggiunto fama e fortuna uno negli Usa, l’altro in Venezuela: Alberi del neo-dadaista Italo Scanga che assembla oggetti di recupero, e la scultura in acciaio Convergenza dei contrari di Wladimiro Politano.

Tania Turnaturi

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