venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Banche e laicità, la frontiera del Psi
Pubblicato il 23-12-2015


La segreteria del Psi di ieri mattina ha lanciato due campagne che si svilupperanno nelle maggiori città chiamate al voto di Primavera. Le potremmo definire entrambe come diritti dei cittadini. Il primo diritto è a fronte dell’arroganza del potere finanziario e degli istituti di credito che hanno negato il potere della conoscenza ai risparmiatori. Su questo tema noi abbiamo anticipato, soli e quasi sempre oscurati, la nostra azione attraverso l’associazione Interessi comuni e il giornale Avanti. Al Senato sono state presentate tre proposte di legge dal senatore Buemi e firmate anche da altri senatori del gruppo misto: una sugli illeciti guadagni bancari attraverso i fallimenti, poi quella sulla centrale rischi, dove se un creditore entra poi non esce più, la terza sul cosiddetto Bail-in, che in base alla direttiva europea consente alle banche di prelevare sui conti correnti superiori ai centomila euro.

Quello che è avvenuto nella quattro banche e che può verificarsi in altre mette in evidenza tre gravi contraddizioni. La prima consiste nell’inadeguata informazione sui rischi delle operazioni finanziarie, in particolare sulle obbligazioni. Vero che che solo oggi si legge nei dispositivi della Banca d’Italia che la vendita di qualsiasi prodotto deve essere accompagnata da un’informazione semplice e comprensibile. Non è mai stato così. I risparmiatori vengono generalmente rassicurati a voce da qualche funzionario o impiegato e firmano plichi di carte incomprensibili. La seconda riguarda la mancanza di vigilanza degli organi preposti e cioè Banca d’Italia e Consob. D’altronde è la natura della Banca d’Italia che rende poco credibile la sua funzione di vigilanza essendo partecipata dalle azioni delle stesse banche su cui dovrebbe vigilare. La terza è l’osservanza a regole europee che vengono disattese da altri. Il recente caso del Portogallo che ha predisposto un cospicuo aiuto statale a una sua banca lo testimonia. Perché in Italia il Fondo interbancario viene ritenuto invece intervento pubblico?

Il caso Dominique rilancia oggi il tema del fine vita. E il Psi in accordo coi compagni radicali, coi quali è impegnato a costruire liste sia a Roma sia a Milano, promuoverà iniziative sull’insieme dei diritti civili nelle città dove si vota, dedicandole alla memoria di un grande socialista a trent’anni dalla scomparsa: Loris Fortuna. Pia Locatelli, che coordina il gruppo interparlamentare sulla legge per il fine vita, o testamento biologico, sta promuovendo a Milano una mobilitazione su questa e sulle altre leggi, a cominciare dalle Unioni civli che languono nel dimenticatoio parlamentare. È evidente che l’Italia non possa continuare a considerarsi la Cenerentola su questa materia rispetto a tutti gli altri paesi europei. È giunto il momento di lanciare una grande campagna per la laicità, la verità, la tolleranza in nome dei valori che a sinistra sempre hanno fatto diversi i socialisti e i radicali dagli altri. Se non ora, quando?

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Mauro
    Il 16 dicembre nella Rubrica in “ Evidenza ” l’Avanti ha pubblicato il resoconto della Conferenza al Senato del PSI: “Banche. Psi presenta due ddl al Senato”. Questa importante iniziativa in cui il nostro senatore Buemi era affiancato dal Direttore dell’Avanti e dal dottor Santoro dell’Associazione Interessi Comuni, ha avuto purtroppo una visibilità ridotta a soli due giorni. A mio parere certi avvenimenti che testimoniano una ripresa dell’iniziativa autonoma del PSI dovrebbero trovare un’ospitalità più generosa sull’Avanti.
    Desidero ricordare che c’è ancora una nube densa di significati enigmatici e di sospetti che, come Socialisti, non dobbiamo assolutamente tacere e cioè: come mai il decreto originario “Salva Banche” è stato modificato inserendovi la clausola che i risparmiatori truffati non potranno rivalersi nei confronti degli Amministratori truffati?? Ho condiviso la nostra linea di garantismo verso il Ministro Boschi, ma altrettanto dobbiamo pretendere di ottenere le adeguate garanzie a tutela dei risparmiatori che con questa equivoca modifica vengono privati di una giusta rivalsa economica nei confronti degli Amministratori che li hanno danneggiati. Senza una valida e convincente risposta, o addirittura col silenzio, il Governo darebbe adito al sospetto che si siano voluti proteggere i patrimoni degli Amministratori.
    Non pensi che anche in questo caso la trasparenza sia d’obbligo??
    Colgo l’occasione per augurare a te, ai tuoi giornalisti e collaboratori e alle vostre famiglie, buone feste e tanta salute e serenità per il 2016.
    Con un forte abbraccio, Nicola Olanda

  2. Caro Mauro segue attentamente i tuoi editoriali sull’Avanti. Le battaglie politiche dei nostri parlamentari mi sembrano giuste e opportune, meno che sull’italicum è la riforma del senato. Tuttavia queste sacrosante iniziative mi sembrano poca cosa rispetto ad una prospettiva di crescita della nostra forza socialista. Le posizioni che esprime il presidente della Toscana mi sembra vadano verso quella direzione di riforme e attenzioni per quei ceti che a seguito della crisi hanno pagato di più e rischiano di essere emarginati. Il compagno Nencini quando propone un congresso del PSE credo che faccia riferimento proprio a questo, una nuova sfida riformista per il ventunesimo secolo. Noi in Italia dobbiamo avere la capacità di promuovere soluzioni importanti e visibili verso le aumentante diseguaglianze e ingiustizie sociali. Il reddito di cittadinanza penso fosse una battaglia che dovevamo noi intestarci e portarla all’Attenzionemdel paese e della maggioranza di governo. Battaglie forti quindi, visibili e sacrosante. Un fraterno abbraccio

  3. Nell’ultimo commento troviamo scritto che necessitano “riforme e attenzioni per quei ceti che a seguito della crisi hanno pagato di più e rischiano di essere emarginati”, e che bisogna “promuovere soluzioni importanti e visibili verso le aumentante diseguaglianze e ingiustizie sociali”, concetti sui quali riesce difficile non essere d’accordo.

    Ma occorre poi dare veste ai principi, nel senso di tradurli in azioni politiche, e ipotizzare altresì come reperire le risorse per farvi fronte, e dove indirizzarle in via prioritaria per far meglio fronte alla crisi, ed è su questo piano che possono emergere le differenze.

    Per fare un esempio riguardo alle risorse, un po’ paradossale ma anche abbastanza esplicativo, si può pensare di “far piangere i ricchi” oppure avere idee di tutt’altro segno, il che non è di certo un aspetto secondario, e ritengo allora che le “battaglie politiche” debbano entrare in questi dettagli, per far comprendere ad iscritti, simpatizzanti, elettori…, in quale direzione intende muoversi un partito.

    Paolo B. 25.12.2015

  4. Penso che la Banca d’Italia debba essere nazionalizzata. Solo così potrebbe svincolarsi da pressioni e conflitti di interessi ed adempiere compiutamente al suo ruolo di garanzia e di vigilanza.
    Inoltre andrebbero introdotte pene certe e severe nei confronti dei dirigenti di Banca che assumono condotte poco trasparenti sino a rasentare il truffaldino. Assolutamente condivisibile l’impegno del Partito su un tema così scottante, ma incoerente non aver votato la sfiducia alla Boschi. Non si tratta di far ricadere sui figli le colpe dei padri, qui abbiamo una figlia con un ruolo governativo di primo piano ed un Governo che sembrerebbe aver agevolato le banche e i suoi dirigenti piuttosto che i risparmiatori.

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