domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Boschi. Sfiducia respinta. Il M5S all’attacco
Pubblicato il 18-12-2015


Banca Etruria-BoschiCome ampiamente prevedibile, la Camera ha detto no alla mozione di sfiducia individuale presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti de Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi il cui padre risulta coinvolto nel caso della Banca Etruria. I voti contrari sono stati 373. 129 quelli a favore.

Il ministro Boschi ha preso la parola in Aula per negare che la Banca Etruria fosse la banca di famiglia. Per sottolineare, poi, nell’ordine: “Non ho mai favorito amici o miei interessi”; “Non vi consento di mettere in discussione la mia onestà, non ve lo consento io e non ve lo consente la realtà dei fatti che è molto più forte del pressapochismo e della demagogia”; “Io come ministro sono stata sempre dalla parte delle istituzioni, non ho mai favorito la mia famiglia, non ho mai favorito i miei amici. Non ho tutelato la mia famiglia, questo governo ha tutelato le istituzioni”. Oltre a ciò, un proverbiale “chi sbaglia paga”, riferito al genitore.

L’esito era scontato, soprattutto in considerazione dell’ampia maggioranza di cui gode il Governo a Montecitorio. Inoltre FI ha optato per la non partecipazione al voto. Indicazione sulla quale è nato un piccolo giallo. Infatti, a leggere i tabulati sulla votazione, risulta che il capogruppo Renato Brunetta era presenta in Aula. Brunetta ha poi precisato che al momento del voto era assente: “Non ho votato né sì né no. Ero assente” ha detto successivamente in Aula pregando “gli uffici” di correggere i tabulati delle votazioni.

Il Psi ha ribadito la fiducia al Governo e al Ministro. Lo ha fatto con il capogruppo Pia Locatelli che è intervenuta in Aula a nome del Partito. “Noi socialisti – ha detto – siamo sempre stati garantisti, abbiamo sempre sostenuto che i processi vanno fatti nelle aule dei tribunali e che nessuno possa essere ritenuto colpevole fino al terzo grado di giudizio. Non solo: siamo sempre stati contro i linciaggi mediatici, le condanne emesse sulle colonne dei giornali, lo sciacallaggio volto ad eliminare un avversario o un’avversaria politica”.

La presentazione dal parte del M5 Stelle alla Camera ha ovviamente un significato politico. Durissimo l’intervento del grillino Alessandro di Battista. “Il dottor Boschi  – ha detto – è stato nominato vice presidente un mese dopo che la figlia è diventata ministro”. Se nelle prossime settimane “il caso si dovesse ingrossare, potrebbe succedere che Renzi stesso chieda di sacrificare il ministro Boschi. Perché Renzi non difende la Boschi, difende se stesso ed è capace di tutto pur di mantenere il potere”.  “La Boschi – ha detto ancora – ha un conflitto di interessi grande non come una casa, ma come una banca tutelata dall’intervento del governo”. “Lei è il punto d’intermediazione tra la Banca e suo padre – ha detto ancora rivolto al ministro Boschi -, non ci interessa il quantitativo ma la problematica politica. Un ministro deve essere al di sopra di ogni sospetto e lei non lo è. Il fatto che non fosse presente ai consigli dei ministri dove sono stati assunti provvedimenti in materia di banche avvalora il suo conflitto d’interessi e non la protegge”.

Interessante piuttosto il fatto che sulla questione si allarga il divario tra Sinistra Italiana e Pd, con la prima che vota insieme ai grillini. Sullo sfondo un dialogo, da oggi meno facile, in vista delle amministrative di primavera.”Sarebbe molto curioso se i rapporti tra Sinistra Italiana e Partito Democratico dovessero misurarsi sulla mozione di sfiducia nei confronti di un membro del governo: noi l’abbiamo votata perché pensiamo sia giusto e se il Pd pensa di misurare il rapporto con noi in base a quanto facciamo in Parlamento, ha capito male”. “Noi siamo autonomi”. Commenta il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: ogni giorno siamo più lontani. “Una scelta inspiegabile e, a sentire le motivazioni addotte in Aula, anche singolare”, ha aggiunto. Da Bruxelles, invece, Renzi sentenzia lapidario: “Si è trattato di un clamoroso boomerang da parte del M5s. Questo governo ha salvato un milione di risparmiatori”.

Ginevra Matiz

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