venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

BOSCHI SOTTO TIRO
Pubblicato il 15-12-2015


Riforme-Boschi-Pd-Psi

Il centrodestra non è mai stato così unito. Almeno negli ultimi anni. Tutti insieme all’attacco del ministro Maria Elena Boschi e del governo sulla vicenda delle banche popolari. Dopo la decisione dei pentastellati di presentare una mozione di sfiducia al ministro delle riforme prima alla Camera e poi anche al Senato, il centrodestra alza il tiro e annuncia di voler presentare una sfiducia al governo nel suo complesso. “Domani – annuncia il capogruppo di Fi alla Camera Renato – presenteremo, tutto il centrodestra unito, alla Camera come al Senato, una mozione di sfiducia contro il governo”. Il capogruppo di Forza Italia spiega che “Boschi è solo una figlia di questo governo, una figlia in conflitto di interessi, ma chi ha i più grandi conflitti di interessi è il presidente Renzi. Primo perché è abusivo, non ha mai vinto le elezioni, ha solo vinto delle primarie taroccate, secondo perché si basa su maggioranze frutto della compravendita politica di parlamentari. Inaccettabile. La mozione di sfiducia del centrodestra unito, alla Camera come al Senato, sarà al governo”. Parole pesanti, Ma ancora più forti sono quelle del leader della Lega Matteo Salvini, che senza mezzi termini e al limite dell’insulto afferma: “Quell’infame di Renzi parla di sciacalli che si approfittano dei morti, lo vada a dire alla vedova del pensionato che si è suicidato. La morte del pensionato è colpa sua, sì”.

Parole a cui risponde Ernesto Carbone, per il Pd: “Salvini parla di banche dall’alto dell’esperienza del fallimento di Credieuronord, banca della Lega su cui giravano i soldi della truffa delle quote latte costata, peraltro, agli italiani 4,5 mld di multe europee”, “tralasciamo poi lo spettacolo allucinante e squallido offerto da chi, come Salvini, cerca di strumentalizzare la morte, indegno corollario della pochezza politica del personaggio”.
Mentre il M5s chiede alle opposizioni tutte di sollecitare la calendarizzazione della mozione quanto prima a difendere il ministro Boschi e tutto l’esecutivo c’è tutta la maggioranza, compresa la minoranza Pd, e soprattutto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. “La ministra Boschi – afferma – uscirà alla grande da questa questione perché non c’è nulla da nascondere”. “Ci preoccuperemo innanzitutto di salvaguardare le persone più deboli – spiega ancora il ministro per quanto riguarda i piccoli risparmiatori – sia dal punto di vista della conoscenza dell’oggettiva conoscenza del rischio a cui andavano incontro sia dal punto di vista patrimoniale”.
Il segretario del Psi Riccardo Nencini, riferendosi alle parole dello scrittore Roberto Saviano che aveva parlato di problema enorme, ha aggiunto: “Io che pensavo che la colpa fosse individuale non mi ricredo oggi che Saviano scomoda addirittura l’Antico Testamento per far ricadere sui figli le responsabilità dei padri. E trovo giusto reagire quando si inneggia a un giustizialismo peloso. Chiunque sia il padre, chiunque sia il figlio”.

“La Consob si occupa di trasparenza, Banca d’Italia di stabilità e della sostanza chi si occupa?” si chiede invece Pier Luigi Bersani. “Qualche volta governo e Parlamento devono mettere il dito nel mercato per difendere i cittadini dagli eccessi del mercato”. Bersani aggiunge che “serviva la legge che ora chiede Bankitalia”. In particolare, “per dirne una”, aggiunge, le istituzioni avrebbero dovuto approvare la legge che vieta la vendita allo sportello di obbligazioni a rischio”. All’attacco del governo anche l’ex sottosegretario Stefano Fassina uscito dal Pd e ora leader di Sinistra Italiana. “SI – afferma – voterà la sfiducia alla Boschi. Nella vicenda delle quattro banche, il conflitto di interessi è oggettivo e riguarda il governo”. Per Fassina “il problema del conflitto di interessi è già emerso con il decreto sulle banche popolari; è un punto che va affrontato e va risolto”. Il conflitto di interessi. Appunto. Tema che la sinistra, tutta, nessuno escluso, ha sbandierato per anni. Quegli anni in cui Berlusconi era considerato un “problema”. Gli anni in cui aveva una forza elettorale tale da farlo essere per ben tre volte presidente del Consiglio. Nel ’94, nel 2001, e nel 2008. Ma ora che Berlusconi è costretto a interpretare un ruolo minore all’interno dell’opposizione e impegnato a le posizioni della Lega su un terreno di estrema destra, con il centro ormai saldamente in mano a Renzi, il conflitto di interessi è stato dimenticato e non è nelle priorità ritenute più urgenti.

Ginevra Matiz

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