sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Caracas. Maduro non cede e vara una nuova Camera
Pubblicato il 22-12-2015


MaduroL’ultimo annuncio del presidente Maduro dà da pensare sullo stato delle democrazia in Venezuela.

Uscito malconcio dalle elezioni legislative del 6 dicembre, l’erede di Chávez ha deciso di sottrarre potere all’Assemblea Nazionale ora in mano all’opposizione, creando una nuova Camera ad hoc, il ‘Parlamento Comunale’. Si tratta di un’istituzione legata al territorio già ideata da Chávez, ma finora mai concretizzata. Sarà un caso che venga rispolverata proprio nel momento più delicato della storia chavista e post-chavista del Venezuela?

Sconfitto per la prima volta dall’esito delle urne, l’autodefinito governo bolivariano non ha alcuna intenzione di mollare la presa, di cedere alle scelte espresse dal popolo venezuelano. Rispolverando una retorica ormai stinta, l’annuncio della creazione di questo nuovo corpo parallelo o parastatale viene motivato come necessario a restituire il potere al popolo, dato che i risultati delle elezioni avrebbero messo il Congresso “al servizio della borghesia”.

Tra le forze di opposizione a Maduro ci sono anche partiti di centro-sinistra, tra i quali i socialisti di Acción Democrática.

Il Presidente – che, ricordiamo, non è “socialista” in maniera tanto diversa da quanto lo erano i partiti del blocco sovietico – cerca di riconquistare il favore delle masse, tentando di operare una mobilitazione oramai impossibile. Il popolo venezuelano intanto sta pagando l’irresponsabilità di uomini politici ininterrottamente al potere da quasi vent’anni, che in nome di una fumosa rivoluzione continuano ad alimentare le clientele e la corruzione che avevano giurato di voler distruggere. Dal 1998, i populisti di Chávez prima e di Maduro poi vestono i panni dei censori, dei dispensatori di patenti di moralità, dei dittatori democraticamente eletti di uno Stato che avrebbe potuto diventare il più ricco del Sud America.

Intanto, Mauricio Macri, il neo presidente argentino, in occasione del vertice annuale del Mercosur, che si è tenuto ad Asuncion, in Paraguay, ha chiesto “l’immediata liberazione dei prigionieri politici in Venezuela”. “Negli Stati membri del Mercosur – ha detto provocando le immediate proteste di Caracas – non può esserci posto per la persecuzione politica per ragioni ideologiche, né tanto meno per la privazione illegittima della libertà di pensare in modo diverso”.

Giuseppe Guarino

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento