martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Clima. Allarme aumento delle temperature in Italia
Pubblicato il 03-12-2015


Mentre è in corso a Parigi il vertice mondiale per la lotta ai cambiamenti climatici, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (Enea), pubblica un rapporto allarmante sul Bel Paese. Il cambiamento climatico potrebbe provocare in Italia estati e inverni sempre più secchi e aridi, come in Nord Africa, oltre a sommergere entro la fine del secolo 33 aree costiere. Per collocazione geografica e conformazione, infatti, l’Italia è più esposta di altre zone all’impatto dell’aumento delle temperature globali, con il rischio di diventare già in questo secolo sempre più simile al Continente africano.

Secondo le proiezioni realizzate dai ricercatori Enea, “sono 33 le aree costiere ad alta vulnerabilità in tutta Italia che rischiano di essere inondate, come ad esempio la laguna di Venezia, il delta del Po, il golfo di Cagliari e quello di Oristano, l’area circostante il Mar Piccolo di Taranto, la foce del Tevere, la Versilia, le saline di Trapani e la piana di Catania”. Tutto questo a causa dell’innalzamento del livello del mare (e anche del riscaldamento delle acque e dell’abbassamento del suolo, fenomeno provocato comunque dallo scioglimento dei ghiacci polari. Il Nord Europa tenderà a ‘mediterraneizzarsi’, in particolare Europa nord-occidentale, Gran Bretagna e Scandinavia avranno estati molto più secche ed inverni più piovosi rispetto ad oggi, rilevano i ricercatori dell’Enea. Mentre il Sud Italia rischia di avere un clima nordafricano “con estati ed inverni sempre più aridi e secchi e una crescente carenza di acqua che determinerà il progressivo inaridimento dei suoli, con ripercussioni su agricoltura, attività industriali e salute umana”, dice un comunicato dell’agenzia di ricerca.

“Lo scenario più probabile è quello di meno precipitazioni d’estate e precipitazioni invernali particolarmente intense, meno distribuite e più localizzate”, Afferma Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio di modellistica climatica e impatti dell’Enea.
Questo scenario, precisa Sannino, resterebbe valido anche se dalla Conferenza di Parigi uscisse un accordo per limitare a 2 gradi l’aumento globale delle temperature.

Redazione Avanti!

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