sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

TERNO SECCO
Pubblicato il 01-12-2015


Candidati Consulta Pitruzzella Sisto Barbera

Da sinistra Augusto Barbera, Francesco Paolo Sisto e Giovanni Pitruzzella

Ancora una fumata nera per la Consulta. La ventinovesima consecutiva. Un numero che dovrebbe far riflettere chi ostinatamente continua a presentare la stessa terna di candidati senza curarsi delle resistenze altrui. La Consulta è un organo costituzionale e come tale non dovrebbe essere espressione di una maggioranza politica. Augusto Barbera (Pd) si è fermato a quota 545 voti, Francesco Paolo Sisto (Fi) a 527 e il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella (Ap) a 470. Tutti sotto il quorum di 571 voti. Franco Modugno, proposto dal M5S, ha avuto 156 voti, Gaetano Piepoli 82, Felice Besostri 8 e Massimo Luciani 7. Servirà quindi un’altra votazione del Parlamento che si terrà domani alle 19 in seduta comune.

Il Pd tira dritto: “Augusto Barbera – ha commentato il capogruppo Pd Ettore Rosato – è veramente a un soffio dal quorum. Il Parlamento ha dato il segnale di tenere la candidatura in piedi, aumentando i suoi voti”. “Non siamo noi a proporre cambiamenti nella composizione della terna”. “Le elezioni per la Consulta – ha detto ancora – non sono mai state una passeggiata, con nessun Parlamento. Rileviamo – ha aggiunto – che Barbera ha incrementato i voti, siamo a un passo dal quorum e proseguiamo sulla strada che porterà rapidamente all’elezione dei giudici. Pitruzzella è una grande personalità, molto rispettata”, ha aggiunto. Nessuna cambio di rotta neanche da Area Popolare che “si rammarica per il risultato negativo nella votazione di oggi, ma considera la terna proposta composta da personalità di valore e quindi continuerà a votarla”.

Prima del voto sul blog di Bebbe Grillo, Danilo Toninelli, deputato M5S, aveva definito “scandaloso il silenzio del premier sui nomi dei tre candidati. Tre nomi che non possono ricoprire un ruolo così delicato. Tre nomi frutto dell’inciucio Pd-Fi che sembra ora estendersi alla Lega. Dicono che oggi la Lega voterà il candidato del Pd in cambio di un posto alla Corte dei Conti. (La Lega ha poi votato diversamente n.d.r.). “I partiti – ha proseguito – che sono pronti a votarli condividono lo stesso obiettivo: occupare poltrone per militarizzare gli organi di garanzia. Non più giudici indipendenti che operano secondo coscienza ma soldati comandati dai partiti. Così tutto diventa più facile, anche dichiarare costituzionale l’Italicum”.

Ora si voterà ad oltranza. Il ‘baco’, come lo definisce un esponente Pd, è nell’area di centro. I voti per Pitruzzella calano e aumentano quelli per il candidato di ‘Per l’Italia’, Piepoli. Nessuno nella maggioranza lo dirà apertamente ma ora, questo l’orientamento, si apre una riflessione proprio sul presidente dell’Antitrust. Ma per il partito democratico la tesi è che non ci possano essere più divisioni. Sul candidato di FI sono mancati i voti della Lega: in mattinata un incontro tra il candidato azzurro e alcuni esponenti del Carroccio aveva aperto ad una convergenza, fatta saltare dopo un richiamo da parte dei vertici del partito. Per quanto riguarda Barbera pesa sempre la freddezza della minoranza Pd che non ha cambiato linea e preferirebbe il nome del costituzionalista Luciani. Dietro la bocciatura di Barbera c’è soprattutto il suo sì all’Italicum. Ma la candidatura di Barbera resta in campo, “siamo all’ultimo miglio”, ha detto Guerini.

In serata Giovanni Pitruzzella ha ritirato la propria candidatura: “Prendo atto – ha detto – che non ci sono le condizioni di serenità e di contesto politico per affrontare una nuova verifica parlamentare”.

 

Ginevra Matiz

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