sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Consulta, verso una pausa di riflessione
Pubblicato il 03-12-2015


votoconsultaDopo l’ennesima fumata nera sull’elezione dei giudici mancanti per la Consulta, l’orientamento è quello di prendere una pausa di riflessione. La data della nuova convocazione è previste per il 14 dicembre. La prossima settimana tra l’altro non ci sarà aula dal momento che la Camera sarà impegnata con la Legge di stabilità.

“Il tempo è scaduto – ha commentato la presidente della Camera Laura Boldrini – il Parlamento non può rischiare di ostacolare, per le proprie inadempienze, il regolare funzionamento della Consulta. Ho voluto riunire la Conferenza dei Capigruppo al fine di sottolineare ulteriormente la prova di responsabilità alla quale i gruppi sono chiamati e per acquisire le loro valutazioni. Subito dopo ho sentito il Presidente Grasso e d’intesa con lui ho deciso di convocare la prossima seduta comune per lunedì 14 dicembre alle ore 15”. “Mi auguro che i prossimi giorni siano impiegati dalle forze politiche per costruire finalmente un’intesa capace di portare all’elezione dei tre giudici mancanti. Qualora neanche la seduta del 14 dovesse risultare decisiva, procederò – compatibilmente con gli importanti temi all’ordine del giorno dell’Aula – a convocazioni quotidiane alle ore 19”.

“Dopo 29 fumate nere – ha commentato il segretario del Psi Riccardo Nencini – conviene fermarsi, riflettere e rilanciare. Da una parte coinvolgendo la totalità del Parlamento, dall’altra individuando figure di eccellenza al di sopra delle parti”.

Favorevole alla pausa anche Forza Italia che con il presidente dei deputati Renato Brunetta si è detta disponibile “ad un accordo come finora, ma auspichiamo massimo coinvolgimento delle forze politiche e delle culture presenti in Parlamento” per uscire dall’empasse. “Per questo, una convocazione al 15 dicembre potrebbe consentire un’ulteriore riflessione ai gruppi”. “Ricordo – ha aggiunto  Brunetta – che questa difficoltà non è casuale ma è di una legislatura nata male e proseguita peggio. In tutto questo stress, la difficoltà di arrivare al quorum chiesto dai nostri padri costituenti non è di difficile comprensione. Siamo a un cortocircuito politico, ma ciononostante la democrazia deve andare avanti e noi faremo fino in fondo il nostro dovere”.

Danilo Toninelli, deputato e ‘curatore’ del dossier Consulta per i cinquestelle, ribadisce la posizione del Movimento definisce l’M5S sempre più come l’ago della bilancia. “Le nostre condizioni non cambiano: i nomi – ha detto Toninelli – devono essere autorevoli e indipendenti. Quelli che hanno fatto non vanno bene. Noi indicando Franco Modugno ne abbiamo fatto uno buono, ma la maggioranza e Fi hanno risposto di no. Però sanno bene che il M5S è indispensabile e verranno certamente a bussare alla nostra porta e noi risponderemo semplicemente: ‘fateci dei nomi buoni’ e se lo saranno in due ore sbloccheremo un Parlamento bloccato da due anni”. “Dipende tutto da chi andrà a sostituire Francesco Paolo Sisto, avvocato di Berlusconi presentato da Fi e votato anche dal Pd. Finché non lo tolgono di mezzo, noi non vogliamo nemmeno ragionare”. Facciano un nome diverso per indipendenza e competenza e poi si potrebbe anche ragionare su Augusto Barbera che, però, andrebbe sostituito perché le votazioni dell’aula non lo hanno giudicato idoneo”, ha concluso  Toninelli.

Il senatore socialista Enrico Buemi, Capogruppo del Psi in commissione Giustizia, ha presentato un disegno di legge di riforma della Corte costituzionale a sua prima firma. “L’ultima trasmissione di Report ha dimostrato che esigenze di bilancio, ma anche impegni internazionali e buon andamento amministrativo, possono suggerire di non travolgere atti o situazioni, radicatesi sulla base della legge dichiarata incostituzionale. Il disegno di legge proposto – ha spiegato Buemi – perciò, pone definitivamente termine alla diatriba sulle condizioni, per cui la Corte potrà ritardare gli effetti delle sue sentenze”. “Mentre è ingiusto proseguire la stucchevole polemica sugli stipendi dei giudici costituzionali, è opportuno ridare credibilità all’Istituzione da attacchi fondati sull’opacità gestionale dell’organo – ha proseguito – ecco perché il testo abolisce l’autodichia della Corte, che non è meno disdicevole di quella delle Camere, come dimostrano le denunce contenute nell’ultimo, pregevole libro di Sabino Cassese”, ha osservato Buemi. “Infine, si solleva la Corte dal peso insostenibile di un contenzioso sempre maggiore, prevedendo che la forma accentrata del controllo di costituzionalità riguardi solo le giurisdizioni superiori”, ha spiegato il senatore socialista. “Per le altre potrà essere lo stesso giudice a disapplicare la legge nel caso concreto e, se una delle parti non è d’accordo, per investire la Corte avrà l’onere di fare appello”, ha continuato. “Non è vero che dalle Camere viene soltanto una manifestazione di impotenza nei rapporti con la Corte costituzionale – ha concluso – se riusciamo ad unirci su proposte concrete come questa, daremo tutti un contributo alla modernizzazione delle Istituzioni del nostro Paese.”

Ginevra Matiz

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