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Opinioni e commenti
 

COP 21, Pastorelli: “Incentivi per le auto elettriche”
Pubblicato il 14-12-2015


COP 21, la conferenza sull'ambiente di Parigi

COP 21, la conferenza sull’ambiente di Parigi

Limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi; raggiungere il picco delle emissioni il più presto possibile per poi attuare rapide riduzioni; 110 miliardi ai Paesi in via di sviluppo; comunicare e mantenere gli impegni presi a livello nazionale. Questi i punti principali dell’accordo raggiunto alla Conferenza sul Clima di Parigi. “Il mondo ha capito che l’era dell’energia fossile sta terminando”, commenta Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera. “L’Italia ha avuto un ruolo di primo piano e l’Europa ha dimostrato unità. Socialisti impegnati per la riduzione di emissioni Co2 e la diffusione della mobilità elettrica”.

On. Pastorelli, cosa pensa dell’accordo raggiunto a Parigi?
“È un fondamentale passo in avanti verso la strada dello sviluppo sostenibile e della salvaguardia dell’ambiente che dobbiamo obbligatoriamente percorrere per dare un futuro alle prossime generazioni. La Cop 21 si è posta degli obiettivi ambiziosi, che 195 Paesi hanno sottoscritto. A Parigi abbiamo assistito ad un decisivo cambio di prospettiva, ad una svolta politica: tutto il mondo ha finalmente capito che l’era dell’energia fossile sta volgendo al termine e se ne sta aprendo una legata all’ecosostenibilità”.

Pastorelli

Oreste Pastorelli

Quali saranno le novità per l’Italia?
“Saranno novità positive. In particolare il mondo dell’impresa potrà sicuramente trarre beneficio dall’accordo di Parigi. Dobbiamo credere nella green economy, nelle opportunità di lavoro che può creare, investendo sui giovani. L’Italia è uno dei Paesi più virtuosi dal punto di vista ambientale: ha già ridotto le sue emissioni del 20 per cento e ha portato l’energia rinnovabile al 43 per cento della produzione elettrica. Questo ci deve dare la spinta a fare molto di più sul fronte dell’occupazione, indirizzando i nostri ragazzi verso un nuovo tipo di economia ‘pulita’. Il Governo e la maggioranza hanno mostrato grande sensibilità verso i temi ambientali. E noi socialisti in Parlamento abbiamo sempre lavorato in questa direzione. Basti pensare agli emendamenti alla legge di stabilità che abbiamo presentato per mettere in campo iniziative di riduzione delle emissioni di Co2”.

Che ruolo ha ricoperto il Governo per il raggiungimento dell’accordo?
“Un ruolo di primo piano, direi. Il Governo ha tenuto le proprie posizioni sino alla fine con grande forza. Ha partecipato a tutti i negoziati affinché si raggiungesse il risultato finale. Mi preme poi sottolineare la spinta decisiva dell’Europa, che ha dato prova di collaborazione e visione comune, dimostrando al pianeta quanto essenziale sia il suo apporto. Infatti, l’asse che si è venuto a creare tra Ue e Stati Uniti è stato fondamentale per la riuscita dell’operazione”.

I più critici all’accordo parlano di processo troppo lento, visto che il primo bilancio è fissato per il 2023. Inoltre l’intesa raggiunta sembra basata su impegni volontari.
“Non tutti i Paesi sono uguali sia sotto l’aspetto economico che tecnologico. C’è bisogno, quindi, del tempo necessario per mettersi in carreggiata. Poi, gli impegni assunti dalle varie nazioni non sono su base volontaria, bensì entreranno in vigore non appena saranno ratificati dal 55 per cento dei Paesi che presentano più emissioni”.

Manca ancora qualcosa al risultato ottenuto in Francia?
“Si è discusso poco di trasporti. Gli ultimi dati diffusi sulle morti derivanti da polveri sottili sono allarmanti. Se il nostro obiettivo è ridurre le emissioni di gas serra non si può prescindere dal passaggio alla mobilità elettrica. Su questo tema, ho presentato una proposta di legge, sottoscritta da 29 deputati di quasi tutti i gruppi parlamentari, che incentiva l’acquisto di veicoli elettrici tramite appositi incentivi fiscali. Gli altri grandi Paesi d’Europa hanno già intrapreso con successo la strada della detassazione per diffondere i mezzi a emissioni zero. È ora che l’Italia si metta al passo”.

Francesco Glorialanza

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