domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

BANCA ROTTA
Pubblicato il 10-12-2015


Banca fila bancomatUna nuova bacchettata dall’Europa arriva sulle dita dell’Italia, le quattro banche salvate dal governo hanno venduto “prodotti non adatti a persone che forse non sapevano cosa stessero comprando”. CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria, salvati dall’Esecutivo hanno veduto prodotti portando a “conseguenze molto dure e difficili”. È secco e chiaro il giudizio del commissario Ue ai servizi finanziari Jonathan Hill, che però ha difeso il fatto che devono essere rispettate le regole sugli aiuti di Stato previste nell’Unione.
Il commissario europeo interviene poi in seguito alla tragica vicenda di ieri quando un pensionato di Civitavecchia, Luigino D’Angelo, si è suicidato dopo aver perso tutti i suoi risparmi, 110mila euro, investiti nei bond subordinati di Banca Etruria.
Hill attribuisce la responsabilità del salvataggio al governo italiano: “Ne è alla guida e ha la responsabilità per questo. Il governo ha discusso a lungo con la Commissione, in particolare con la Direzione generale concorrenza” che ha “ritenuto che le misure prese erano compatibili con la legislazione Ue” sui salvataggi bancari. “Questo si collega a una questione più ampia”, prosegue Hill, “sulla tutela dei consumatori e di come possiamo costruire un mercato più forte dei prodotti finanziari al dettaglio. Dobbiamo avere cittadini che si sentano sicuri nell’investire. Per questo – ha concluso Hill – servono sistemi che garantiscano che le persone sanno cosa comprano”.

Pochi giorni prima della tragica vicenda, nell’intervista a Mauro Del Bue, direttore dell‘Avanti!, Riccardo Nencini, segretario del Psi, aveva dichiarato: “Nella legge di stabilità proponiamo un fondo di sostegno per gli obbligazionisti delle quattro banche oggi al tappeto. Ma inizieremo anche una battaglia conto il cosiddetto Bail in, cioè la possibilità delle banche di rivalersi sui correntisti che hanno un deposito superiore ai centomila euro, in caso di fallimento ma anche solo di crisi. Poi abbiamo già presentato due proposte di legge sui guadagni bancari in caso di fallimenti e sulla centrale rischi che si pone oggi come una condanna a morte dell’ipotetico investitore”.
“È impossibile per le regole Ue salvare in modo definitivo gli azionisti e obbligazionisti subordinati ma stiamo cercando con grande impegno e tenacia di individuare una soluzione, nei limiti delle regole europee, di avere una forma di ristoro. Ci stiamo lavorando”. Afferma il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente del Consiglio ha poi dato il suo via libera anche all’ipotesi di una commissione di inchiesta: “C’è pieno interesse del governo a che tutte le autorità preposte facciano tutti gli sforzi per chiarire le responsabilità del passato. Vediamo di buon occhio che il Parlamento apra commissioni di indagine su ciò che è avvenuto nel sistema bancario italiano ed europeo negli ultimi anni”. Il governo, infatti, sta lavorando a un intervento per i più sfortunati fra i detentori di obbligazioni subordinate delle quattro banche, che prenderà la forma di un emendamento alla legge di stabilità da presentare entro sabato. La logica dell’eventuale fondo è quella di un intervento di welfare, per chi è stato ridotto in condizioni di indigenza dalla sua perdita patrimoniale, e non dovrà in nessun caso confliggere con la normativa europea ormai in vigore. L’esecutivo pensa se agganciare le condizioni di eleggibilità all’Isee o alla tipologia delle obbligazioni subordinate sottoscritte.
“È assolutamente necessario, e a mio avviso anche prioritario, far luce sulla prassi sistematica di cattiva gestione del risparmio, che negli ultimi decenni ha visto pericolosissimi fallimenti di istituzioni bancarie ed assicurative”, ha dichiarato il senatore socialista Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia e primo firmatario di due disegni di legge che Buemi ha presentato in contemporanea, “uno per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui fallimenti delle banche e delle assicurazioni e uno contro il meccanismo del bail in”, ha spiegato il senatore socialista. “Una cultura di morigeratezza gestionale non può prescindere dalla precisa conoscenza degli errori del passato, per indicare cosa correggere e quale strada intraprendere. È inconcepibile che le banche privatizzino gli utili e socializzino le perdite”, ha commentato Buemi. “Finora, quando la banca guadagnava gli utili erano suoi, invece quando fallisce, coinvolge, con il meccanismo del bail-in, i suoi correntisti, mettendoli sullo stesso piano degli azionisti, che avevano percepito utili nei periodi di vacche grasse e di cui nessuno parla più”, ha continuato Buemi. “Non è immaginabile che i depositanti siano chiamati a rimetterci i risparmi per ripianare i debiti delle banche quando non hanno mai partecipato agli utili nel momento in cui le cose andavano bene, nè hanno avuto peso nella gestione della stessa”, ha spiegato Buemi. “Non è giusto che i correntisti paghino le conseguenze delle commistioni di interessi e scelte azzardate con cui, fino ad ora, si è confuso il rischio zero, che deve avere la raccolta e l’impiego del risparmio, con la valutazione speculativa, che devono, invece, avere gli investimenti”, ha concluso il senatore socialista.

Sull’accaduto è intervenuto il Codacons che ha deciso di presentare oggi stesso un esposto alla Procura della Repubblica “per il grave reato di istigazione al suicidio”, mentre le altre associazioni di consumatori, Adusbef e Federconsumatori, hanno già chiesto alla Procura di Civitavecchia di aprire un’indagine per istigazione al suicidio. La vicenda ha sconvolto l’opinione pubblica, tanto che la Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo sul caso del 68enne e il pubblico ministero Alessandra D’Amore procede contro ignoti per istigazione al suicidio del pensionato. È stata, inoltre, già acquisita agli atti la lettera in cui l’anziano ha spiegato le ragioni del suo gesto.

Sull’accaduto è intervenuta anche il ministro Maria Elena Boschi, il padre fu vicepresidente della Banca Etruria, nella quale il fratello ricoprì un ruolo di rilievo. Il ministro premette: “Mio padre è una persona perbene e se sento del disagio è verso di lui e la mia famiglia”. E ancora: “Mi sento un po’ in colpa nei confronti della mia famiglia, perché se mio padre è finito nelle cronache è perché è mio padre e mi spiace. Ma lo conosco, conosco la mia famiglia e affronteremo questo momento”.

Ieri il capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, durante l’audizione alla Camera, aveva chiarito che, pur nella consapevolezza che le risorse perdute dai detentori di obbligazioni subordinate sono rilevanti “con i provvedimenti di risoluzione è stata assicurata la continuità operativa delle banche in crisi, sono stati tutelati i risparmi raccolti in forma di depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie, è stata preservata l’occupazione, non sono state impiegate risorse pubbliche”.
L’intervento che ha sì coinvolto azionisti e obbligazionisti subordinati, ha comunque tutelato correntisti e detentori di obbligazioni senior, poiché i correntisti al di sotto dei 100mila euro sono stati protetti, e soprattutto, secondo quanto riferisce Barbagallo, è stato meglio salvare le quattro banche prima del 1° gennaio dopo il quale ci sarebbero state perdite gravi per i rispiarmatori per via delle nuove regole del bail-in.

Maria Teresa Olivieri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento