martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Donato Robilotta
Un unico soggetto socialista riformista?
Pubblicato il 14-12-2015


Qualche giorno fa, dopo aver letto su facebook una nota di Stefano Caldoro, che dichiarava la sua disponibilità, anche se con qualche se, a dare una mano alla costruzione di un unico soggetto socialista riformista e un analogo post di Riccardo Nencini, che rilanciava, ho a mia volta postato sulla pagina di facebook il mio: io ci sto perché in questi anni ci sono sempre stato.

Oggi le mutate condizioni politico istituzionali potrebbero rendere possibile ciò che non è stato possibile in questi anni: la riaggregazione dell’area socialista che una volta si riconosceva nel Psi.
Questo perché il sistema bipolare figlio di mani pulite, che ha visto in questi anni contrapporsi l’Ulivo prodiano al centrodestra di Berlusconi, è miseramente fallito, tanto che abbiamo avuto prima governi di larghe intese, come quelli di Monti e Letta, e ora quello di Renzi, che non è proprio di larghe intese ma ha una maggioranza sostanzialmente diversa dallo schema dell’Ulivo. L’ulteriore conferma della fine del bipolarismo è la presenza del movimento 5 stelle.

Ora bisognerà costruire un nuovo sistema in cui i socialisti potrebbero avere ancora cose da dire.
A queste aperture sulla rete è seguito un dibattito a volte interessante ma a volte tutto rivolto ad attribuire le nostre divisioni ai nostri egoismi e ai nostri opportunismi. Certo, opportunismi ed egoismi ci sono stati, ma mi sia consentito di dire che non è stato esattamente così e che le nostre divisioni sono state frutto di visioni e posizioni diverse rispetto agli avvenimenti che accaddero all’inizio degli anni ’90 e che travolsero non solo il Psi ma l’intero sistema politico.

Noi ci dividemmo su mani pulite. I socialisti che consideravano positiva l’inchiesta, perché pensavano che il sistema politico fosse marcio e che nel Psi allignavano sacche di corruzione, presero le distanze da Craxi e lo abbandonarono; coloro i quali invece consideravano mani pulite un’operazione strumentale per cancellare la politica restarono a fianco a Craxi sino alla fine e combatterono l’uso politico di quelle vicende che fece una parte consistente della sinistra post comunista.

Ricordo che nell’ultima assemblea del Psi nel dicembre del 1993, in vista delle elezioni politiche della primavera del 1994, si confrontarono due posizioni. Una chiedeva che il Psi si presentasse alle elezioni in autonomia e fuori dai due poli che si stavano formando; l’altra invece che il partito aderisse allo schieramento progressista con la motivazione che comunque i socialisti non potevano che stare a sinistra.

Vinse la parte che voleva l’adesione allo schieramento progressista e in vista delle elezioni fu cambiato nome e simbolo al partito, perché questa era una specie di conditio sine qua non per poter aderire, una netta presa di rottura con il recente passato. Dico questo non per rinvangare il passato ma per affermare che la nostra diversa collocazione di questi anni è figlia di quella divisione che provocò una profonda frattura tra di noi, che va sanata per affrontare il tema della costruzione di un’unica casa per la comunità socialista.

Ed io credo che se il Psi riprendesse il simbolo del garofano sarebbe un forte segnale di identità e soprattutto di ricucitura con il periodo di Craxi e questo potrebbe servire a sanare in qualche modo quella profonda frattura. Certo so bene che da solo questo non basta e che bisognerà guardare all’oggi, ma se analizziamo bene l’attuale situazione possiamo vedere che questi ultimi venti anni sono stati una conseguenza di quello scontro e capire bene quello che successe ci potrà essere utile per capire dove sta andando il mondo.

1. Continua.

Donato Robilotta

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Commenti all'articolo
  1. C’è un passaggio dell’articolo, ossia “Certo, opportunismi ed egoismi ci sono stati, ma mi sia consentito di dire che non è stato esattamente così e che le nostre divisioni sono state frutto di visioni e posizioni diverse rispetto agli avvenimenti che accaddero all’inizio degli anni ’90….”, che fornisce una interpretazione degli eventi di allora nella quale mi riconosco, e credo che punti di vista diversi abbiano riguardato anche vicende più recenti, nel senso che le differenziazioni di tutti questi anni hanno sempre avuto per i più una natura politica, e non personale.

    E proprio per questa ragione, il percorso di riunificazione, se effettivamente decollerà, dovrà a mio avviso vedere in che modo, cioè su quali basi politiche, poter ricomporre le differenziazioni fin qui intervenute, non certo per rendere accidentato e difficoltoso il percorso bensì per arrivare a posizioni condivise, e soprattutto chiare, così che la loro chiarezza possa destare interesse anche nell’elettorato, non solo quello di estrazione socialista, dovendo noi essere consapevoli che per superare la soglia di sbarramento, se questo è l’obiettivo, non basterà molto probabilmente il rimettere insieme i pezzi della “diaspora”, che nel corso di questi ormai lunghi anni si sono peraltro assottigliati, non fosse altro che per motivi anagrafici.

    Paolo B. 18.12.2015

  2. grazie a Pasquale Claps e ricambio i saluti.
    Condivido il contributo di Paolo Bolognesi e lo sforzo che bisognerà fare è proprio quello che lui descrive.
    occorrerà però essere chiari si dall’inizio se il tentativo è quello di una lista del psi con il garofano con l’ambizione di superare lo sbarramento del 3%, e allora avrà un senso questo sforzo. oppure se fare un pò di massa per confluire in altri partiti all’indomani e nell’urgenza del voto, e allora il tutto avrà meno senso.
    ma io e Paolo abbiamo credo la stessa intenzione.

  3. Personalizzare la politica porta a queste situazioni. Se durante “mani pulite”, che considero una operazione reazionaria per affossare la repubblica nata dalla resistenza e dalla WWII, anziché pensare al leader si fosse pensato a salvare il PSI e le sue idee che risalgono alla riunione tenuta a Genova nel 1892 la situazione forse avrebbe preso altre direzioni. Il garofano è un simbolo che ci ha guidato per molti anni ora dobbiamo guardare al XXI secolo.

  4. caro Lp in quel momento Craxi era Il Psi e veniva attaccato non perchè si chiamava Caxi ed era antipatico ma come il leader del Psi che bisognava eliminare per indebolire la politica. molti pensarono che caduto Craxi tutto sarebbe continuato come prima. sbagliavano. infatti dopo Craxi presero anche le seconde file e le terze perchè dovevano preparare il terreno perchè qui voti venissero presi da altri. Craxi e il Psi erano l’architrave del sistema politico degli anni 80, caduto Craxi e il Psi tutto sarebbe venuto giu. e così avvenne.

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