giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Elezioni Spagna. Il PSOE punta sullo Stato sociale
Pubblicato il 01-12-2015


pedro-sanchezIl primo faccia a faccia in vista elezioni del prossimo 20 dicembre è andato in onda ieri sera, nel corso del dibattito organizzato dal quotidiano “El Pais”, il primo dibattito interamente su internet tra i leader di partito che aspirano a guidare il prossimo governo spagnolo.

I tre (su quattro) candidati alla presidenza del governo in Spagna, Pedro Sanchez (Partito socialista – Psoe), Albert Rivera (Ciudadanos) e Pablo Iglesias (Podemos), si sono confrontati per quasi due ore presentando le loro proposte. Grande assente l’attuale Presidente del governo Mariano Rajoy.

Confronto web animato da un approfondito confronto programmatico, ma anche da duri scontri politici tra i candidati, un battibecco tra Sanchez e Rivera quando il primo ha identificato Ciudadanos con la destra e il Partito popolare (Pp), e tra il leader socialista e Iglesias quando quest’ultimo ha insistito sulla presenza di ex alti funzionari del Psoe nei consigli di amministrazione di grandi aziende. I tre giovani leader, che rappresentano le alternative al Partito popolare, sono stati protagonisti per due ore di un dibattito privo di eccessivi riferimenti al passato nonostante l’assenza del primo ministro uscente, Mariano Rajoy, candidato del Pp che ha rifiutato di partecipare all’evento.

Per Iglesias di Podemos e Rivera di Ciudadanos la lotta era più per aggiudicarsi la bandiera della “nuova politica” a colpi di triti e ritriti riferimenti al passato del Psoe, da cui intendono ereditare quote dell’elettorato, attribuendo ai socialisti molti dei fallimenti del sistema politico spagnolo. Sanchez, che per la prima vota affronta la sfida elettorale nazionale ha cercato di presentarsi come leader di un partito di maggiore esperienza e di attribuire al Psoe il merito dell’espansione dello Stato sociale in Spagna: “I socialisti sono gli architetti dello Stato sociale”, ha affermato il candidato socialista.

Nell’ambito delle proposte economiche, il principale punto di disaccordo tra i candidati è stato l’impegno di Rivera a stabilire un contratto di lavoro unico. Sia il leader del Psoe che Iglesias hanno respinto questa idea, sostenendo che si tratta di una “proposta di destra”. Le proposte più importanti del leader di Ciudadanos sono state l’integrazione salariale, il contratto unico, la riforma del regime dei lavoratori autonomi e la riduzione dell’imposta sul reddito. Quelle di Iglesias hanno invece riguardato la lotta all’evasione fiscale, la riduzione dell’Iva, le tasse sulle transazioni finanziarie e il rinnovamento del modello di produzione, con l’uso di energia pulita e rinnovabile. Per Pedro Sanchez un impegno su tutti, abrogare la riforma del lavoro attuata dal governo del Pp e ha parlato di un “progetto chiaro, progressivo e realistico” e della protezione dei disoccupati.

Laura Agostini

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento