sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Evasione fiscale, solo la Grecia peggio di noi
Pubblicato il 16-12-2015


Lotta evasione fiscaleLa ripresa in Italia non decolla: per questo Confindustria abbassa le stime del Pil per il 2015 e il 2016. Il Centro studi degli industriali evidenzia comunque la ripartenza dell’occupazione con 650.000 posti in piùin tre anni. L’evasione fiscale invece blocca lo sviluppo e ammonta a 7,5% del Pil. “L’economia italiana, anziché accelerare sta rallentando”, il “mancato decollo della ripartenza resta un vero rebus”, si legge nello scenario economico del Centro studi di Confindustria. “La ripartenza dell’economia italiana non ha avuto nei mesi estivi lo slancio atteso”. L’Italia “continua in una fase di stentata crescita, migliora la percezione e l’ottimismo di consumatori e imprese ma lo scatto netto, bruciante, che lascia sul posto il passato e la crisi per agganciare una crescita stabile quello ancora non c’è”, dice il presidente, Giorgio Squinzi.

Il prodotto lordo italiano crescerà dello 0,8% quest’anno e dell’1,4% nel 2016. “È già accaduto che le statistiche dell’economia italiana fossero riviste, anche sensibilmente, verso l’alto – premette Confindustria – per adesso però, ogni ragionamento deve partire dalla realtà che attualmente dipingono. Una realtà – prosegue Confindustria – che obbliga a ribassare le previsioni per il Pil italiano, perché ha conseguenze non solo sulla media di quest’anno ma anche sullo slancio ereditato dal passato”. Nel 2017 invece il Pil crescerà dell’1,3%: “Nell’orizzonte di previsione ci sono anche rischi al ribasso” legati “all’eventuale escalation militare in Siria e dalla paura generata in Europa dagli attacchi terroristici che possono alimentare l’incertezza e modificare i piani di spesa di imprese e di famiglie”.

E’ ripartita invece la domanda di lavoro: nel triennio fino al 2017 saranno creati 650.000 posti che portano a 815 mila il totale da quando sono ricominciati ad aumentare”, ovvero dal 2014. Aumentano le persone occupate, anche grazie agli sgravi contributivi per chi assume e alle norme del Jobs Act. “Le persone occupate in Italia – sostiene Confindustria – dopo essere diminuite di 963 mila unità dal secondo quarto del 2008 all’ultimo del 2013, hanno registrato un recupero nel 2014 (+160 mila tra quarto trimestre 2013 e quarto 2014) che, nonostante la frenata di settembre si e’ consolidato nel 2015: +160mila tra fine 2014 e terzo trimestre del 2015”. Un vero e proprio freno allo sviluppo è rappresentato invece dall’evasione fiscale e contributiva: ammonta a 122,2 miliardi di euro nel 2015, pari al 7,5% del Pil, solo la Grecia fa peggio di noi. Al fisco vengono sottratti ogni anno 40 miliardi di Iva, 23,4 di Irpef, 5,2 di Ires, 3 di Irap, 16,3 di altre imposte indirette e 34,4% di contributi previdenziali. Confindustria calcola che se si dimezzasse l’evasione e si restituissero ai contribuenti, attraverso l’abbassamento delle aliquote, le risorse recuperate, si avrebbe un 3,1% di maggiore Pil e oltre 335mila occupati aggiuntivi.

E proprio in materia di trasparenza fiscale il Parlamento europeo ha approvato oggi un’iniziativa legislativa che indica una serie di misure per migliorare il coordinamento e la convergenza delle politiche fiscali delle imprese. Si tratta di un sistema di raccolta dei dati fiscali Paese per Paese, trasparenza sui tax ruling, tutela degli informatori, maggiore coordinamento sulle politiche fiscali delle imprese, creazione di una base imponibile comune consolidata come sistema di semplificazione ed armonizzazione della definizione degli asset fiscali, nascita di un codice fiscale europeo comune e una politica decisa sui paradisi fiscali. Sono queste le principali richieste contenute nell’iniziativa legislativa per combattere la pianificazione fiscale aggressiva e l’evasione, nata sulla scia dello scandalo LuxLeaks ed approvata oggi dal Parlamento Ue a larghissima maggioranza: 500 sì, 122 no e 81 astensioni.

La Commissione europea ora ha tre mesi per rispondere alle raccomandazioni, con una proposta legislativa o spiegando perché non intenda dare seguito alla richiesta parlamentare. L’evasione fiscale delle imprese rappresenta ogni anno una perdita pari a dieci miliardi per i bilanci nazionali. Tra le misure chieste la rendicontazione paese per paese dei profitti ottenuti, del regime fiscale praticato e dei finanziamenti pubblici ottenuti dalle società multinazionali.

“Il voto di oggi – ha commentato in conferenza stampa il Presidente della Commissione Affari economici dell’eurocamera Roberto Gualtieri, Pd – rappresenta un passo molto importante” per contrastare la pianificazione fiscale aggressiva e l’evasione. “Il testo – continua – contiene suggerimenti molto interessanti per la Commissione Ue”.

Edoardo Gianelli

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