lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fare beneficenza si può
e conviene anche
Pubblicato il 03-12-2015


dita che parlanoLa beneficenza ha evidenti vantaggi per chi la riceve, a prescindere che sia esso il clochard che incontriamo in prossimità dei semafori rossi in città, o di una associazione di volantariato strutturata. Ma quello che forse non tutti sanno è che la beneficenza può avere dei riscontri positivi anche in chi la fa, e non ci si riferisce qui solo all’aspetto etico della faccenda, ovvero a quella sensazione di soddisfazione di chi sente di aver fatto qualcosa di buono.

Ciò a cui piuttosto ci si riferisce sono le detrazioni fiscali che a livello governativo sono state volute ed attivate a favore di chi eroga donazioni ad associazioni, onlus ed altri enti operanti nel quarto settore.

Le detrazioni in questione sono applicabili sia alle donazioni una tantum, sia alle donazioni continuative (vedi qui), previste da associazioni storiche che operano nel sociale come la Lega del Filo d’Oro.

Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi donazioni senza le quali tali associazioni che vanno a comporre quello che in gergo viene chiamato il Quarto Settore, non potrebbero affatto sopravvivere visto che il rubinetto dei sussidi che arrivano dallo Stato Centrale, da più di dieci anni a questa parte, va sempre più stringendosi; senza il supporto dei privati dunque dovremmo rinunciare a tutte quelle realtà operanti nel sociale che nella pratica sono andate a riempire quel vuoto di servizi lasciato dallo stesso Stato Centrale.

L’ammontare delle detrazioni varia a seconda che si parli di persone fisiche e/o persone giuridiche.

TassePer la persone fisiche la normativa fiscale prevede che sia possibile portare in detrazione somme inferiori o uguali al reddito complessivo e per un importo non superiore a 70 mila euro, oppure detrarre il 26% delle donazioni effettuate nel corso del 2014 per un importo che non superi i 2.065 euro. Va notato che tale percentuale è quella “storicamente” più alta visto che per gli anni solari 2012 e 2013 le percentuali di deducibilità sono state rispettivamente del 19 e del 24%.

Per quello che concerne invece le aziende i parametri per la valutazione delle detrazioni possibili sono più articolati. Per quelle aziende con un reddito annuale negativo o inferiore a 20.658 euro il limite massimo di deducibilità è fissato a 20.65 euro, mentre per quelle per cui il reddito nel corso dello scorso anno è stato superiore a 20.658 euro ma inferiore a 700 mila euro, la detrazione massima applicata è del 10% rispetto al valore dell’importo donato.

Per quelle aziende che invece nel corso del 2014 hanno fatturato somme superiori a 700 mila euro ed inferiori a 3.5 milioni di euro, il limite di deducibilità è fissato in denaro a 70 mila euro, indipendentemente dall’importo della cifra versata.

Infine se l’azienda in questione ha chiuso lo scorso anno con un reddito superiore a 3.5 milioni di euro allora il limite della deducibilità è fissato al 2% rispetto alle cifre versate.

È importante notare che affinché i sin qui citati criteri di deducibilità possano essere applicati è necessario che la donazione si svolga secondo regole ben definite, regole che riguardano sia l’entità che beneficia della donazione stessa, sia le modalità di erogazione del contributo solidale.

Rispetto al primo punto la determina fiscale vigente prevede che le detrazioni delle somme spese in beneficenza è applicabile solo per i contributi erogati a favori di associazioni, onlus o enti definiti secondo l’art. 10, co. 1, 8 e 9, D.Lgs. 4.12.1997, n. 460.

Per quanto riguarda invece le modalità di erogazione del contributo è assolutamente necessario che esso sia stato inviato secondo metodi di trasferimento di denaro tracciabili, ovvero con pagamenti tramite carta di credito, assegno, carta di debito, bonifico bancario, assegno o bollettino postale.

Tiziana Corsi

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