venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Federico Parea:
Turati e lo Zanichelli
Pubblicato il 10-12-2015


Credo che l’intervento di Enrico Pedrelli dal titolo “Ma il riformismo è un tiro al piattello?” sia un contributo interessante. Non si prenda la spontaneità dello stile o l’ingenuità di alcuni riferimenti, nel senso migliore del termine, per banalità dei ragionamenti proposti, ché essi banali non sono e, anzi, centrano il bersaglio grosso della domanda delle domande: come declinare il riformismo socialista negli anni ’10, non del novecento, e quale ragione più immediata possa promuovere l’adesione al Psi oggi.

Tra le altre, ho trovato stimolante l’affermazione secondo la quale il significato di riformismo non debba essere ricercato sullo Zanichelli bensì negli scritti di Turati.
È vero. Anzi, verissimo. E aggiungiamo che se gli italiani leggessero e discutessero di Turati per un decimo di quello che si fa di Gramsci, forse non solo il socialismo italiano non vivrebbe la stagione di stenti che sta vivendo da due decadi a questa parte, ma l’Italia stessa ne guadagnerebbe.
Epperò c’è un però, che chiama in causa i socialisti stessi. Turati non va solo citato, ma anche letto e possibilmente capito. E capire Turati e la sua storia è intendere due punti molto precisi.
Il primo. L’esperienza del riformismo di Turati e dei suoi tempi non fu solo e semplicemente un’esperienza di alti ideali predicati ma, anzitutto, praticati col lavoro, la responsabilità e la solidarietà richieste da una missione civile di simil valore. Anni di pochi annunci e di molto esempio.
Il secondo. La vicenda di Turati, così come quella in generale del socialismo italiano, è stata una vicenda di affermazioni e successi quando ha saputo vivere la modernità del proprio tempo. Ciò non semplicemente nelle proposte ma nei metodi della propaganda, nei modi del conflitto politico, nei legami sociali. Più che mai: nei riferimenti che definiscono l’identità, nelle forme dello stare assieme, nel linguaggio e, insomma, nelle parole.
Chi ha pratica di editoria ricorderà che il lancio di ogni nuova edizione dello Zingarelli, il vocabolario della Zanichelli, riporta il numero esatto delle nuove parole e dei nuovi significati registrati.
Se il tema è quanto poco gli italiani leggano Turati, nulla da aggiungere. Ma diciamo anche che i socialisti dovrebbero leggere più e meglio lo Zingarelli. E, soprattutto, le sue parole nuove.

Federico Parea
Segreteria nazionale Psi

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Federico
    per approfondimento culturale ed esperienza le tue puntualizzazioni rafforzano l’Intervento di Enrico Pedrelli, a cui avevo dedicato questo commento
    Carissimo Enrico
    Spero che questo tuo scritto siano in tanti a leggerlo e ad assimilarlo.
    Per chi non conosce la tua età la comunico io. Cari compagni/e e lettori dell’Avanti: questo giovane compagno ha soltanto 19 anni, ma porta nel cuore e nella mente i valori e la cultura di 125 anni di Storia socialista. Ama e studia anche la musica, e noto come questa passione sia in simbiosi con l’armonia dei grandi ideali che hanno ispirato tanti socialisti.
    Carissimo Enrico: nell’assistere all’attuale tramonto dei Socialisti, i valori che illuminano le tue righe m’infondono la speranza che all’orizzonte domani possa risorgere il “sole dell’avvenire” se altri giovani come te si impegneranno sugli obiettivi a cui noi socialisti aspiriamo.
    Ti ringrazio di questa testimonianza che hai dato sull’Avanti. Alle più immediate e facili opportunità che avresti potuto cogliere, ad esempio nel PD, hai scelto di impegnarti per il più grande degli ideali da raggiungere che la Storia dell’Umanità abbia concepito: quello di una Società Socialista che cosi bene hai descritto nelle finalità e nel percorso per realizzarla.
    Un grande e forte abbraccio dal tuo compagno Nicola
    Carissimo Federico
    Io di anni ne ho quasi 82, ma le sue parole mi hanno commosso non per l’ingenuità ma per l’ideale che le ha ispirate. Spero che questo oltre a tanti altri giovani come Enrico, torni ad essere uno stimolo per tanti dirigenti socialisti nell’affermare i nostri valori e nel tradurli in proposte con maggiore autonomia nei confronti del PD.
    Buon lavoro e un abbraccio fraterno.
    Je suis socialiste

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