giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fisco. Già 3,8 mld di euro con la voluntary disclosure
Pubblicato il 09-12-2015


Voluntary-DisclosureGli incassi della voluntary disclosure supereranno la soglia dei 4 miliardi, spingendosi dunque oltre i 3,8 miliardi conteggiati finora come imposte recuperate al netto degli interessi. Considerando anche questa voce e dando un peso alle istanze che saranno completate nel mese di dicembre, concesso in ai contribuenti proprio per fornire tutti i dettagli ed integrare i dossier, il gettito, ha spiegato il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, salirà “per forza di cose”. Nelle casse dello Stato arriveranno così circa 600 milioni in più rispetto alle iniziali previsioni del governo, che in legge di stabilità aveva previsto di raccogliere 3,4 miliardi. Un tesoretto che, secondo le indiscrezioni circolate in questi giorni, potrebbe essere utilizzato per il pacchetto sicurezza allo studio di Palazzo Chigi.

L’operazione, avviata un anno fa, si è chiusa alla mezzanotte del 30 novembre con quasi 130 mila domande inviate, ma ci sarà tempo fino a fine anno per completare le istanze. Nel giudizio del governo si tratta di “un buon risultato”, reso possibile, ha spiegato il viceministro dell’Economia Luigi Casero, dal lavoro portato avanti negli ultimi anni dall’Italia sia in ambito G20 che a livello bilaterale, con la chiusura di accordi specifici con alcuni Paesi chiave per la lotta all’evasione, dalla Svizzera al Liechtenstein, fino al Principato di Monaco.

Non è un caso del resto che degli oltre 59 miliardi di attività estere emerse, circa il 70% sia stato “svelato” proprio in Svizzera, segnando una vera rivoluzione rispetto al passato. “Le banche svizzere – ha sottolineato il consigliere fiscale del Mef Vieri Ceriani, uomo chiave nella trattativa di oltre due anni con Berna – hanno invitato i clienti italiani ad aderire alla voluntary disclosure, pena la chiusura del conto. È un cambiamento epocale”. Ed epocale, sottolinea il Ministero dell’Economia, è anche essere riusciti a chiudere l’era dei condoni e degli scudi, che non hanno raggiunto peraltro, a livello di adesioni, lo stesso risultato. A differenza di quanto previsto da misure di emersione adottate nel passato, aderendo alla procedura di rientro dei capitali il contribuente è infatti tenuto a versare integralmente le imposte e gli interessi, con uno sconto solo sulle sanzioni.

Questa volta il contribuente è inoltre portato all’autodenuncia della propria posizione fiscale, che viene quindi inevitabilmente posta al setaccio dell’Amministrazione finanziaria. Da qui l’impegno che Orlandi ha definito “straordinario” dell’Agenzia delle Entrate, che ai 700.000 accertamenti “ordinari” attuati ogni anno, ne aggiungerà nel 2016 ulteriori 500.000 legati proprio al rientro dei capitali. Delle 129.565 istanze trasmesse, ha evidenziato il Direttore generale del Dipartimento Finanze del Mef, Fabrizia Lapecorella, illustrando i dati del ministero, 127.348 riguardano la disclosure internazionale, 1.507 quella nazionale, ossia la regolarizzazione di capitali detenuti in Italia ma non dichiarati, e 710 entrambe.

Le istanze sono state inviate da contribuenti residenti in tutte le regioni italiane, con un vero e proprio boom della Lombardia, da cui sono arrivate poco meno della metà delle domande, 63.580. La proroga decisa a settembre è stata inoltre determinante, visto che circa 66.000 domande sono state presentate proprio tra ottobre e novembre, a ridosso quindi della nuova scadenza. Ad un anno di distanza dalla sua introduzione, il Tesoro traccia così un primo bilancio del gettito derivante dalla regolarizzazione di capitali non dichiarati. L’operazione si è conclusa il 30 novembre scorso, ultimo giorno possibile per presentare le domande e aderire alla voluntary disclosure. In sintesi, il valore delle attività emerse si aggira sui 59,6 mld e di questa base imponibile emersa, circa 16 miliardi sono rientrati in Italia (il 26,4% del totale). Quanto alle domande, ne sono state presentate quasi 130 mila di cui circa la metà provengono dalla Lombardia (63.580, 49,07%). Per quanto riguarda la provenienza delle attività estere, la parte del leone la fa la Svizzera che conta il 69,6% delle domande, seguita da Principato di Monaco (7,7%), Bahamas (3,7%), Singapore (2,3%), Lussemburgo (2,2%) e San Marino (1,9%).

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento