domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

È tempo di una nuova
Bad Godesberg
Pubblicato il 09-12-2015


Alle elezioni regionali francesi è tempo di ‘desistenze’ per evitare, si ritiene, una vittoria ancor più eclatante del partito lepenista.
La riscoperta del fronte repubblicano mi ricorda l’arco costituzionale italiano tramontato all’inizio degli anni ’90 e per la scelta di Fini di trasformare il Msi in An e per la vittoria di Berlusconi.
Si trattò di un cambiamento profondo, ma la sinistra italiana non seppe trarne le dovute conseguenze. Mancarono il coraggio e la lungimiranza a posizionare la sinistra nella casa madre, non solo sotto lo stesso tetto ma con le argomentazioni e i progetti propri della cultura socialista liberale e socialdemocratica.
In Francia il fronte repubblicano, nonostante qualche crepa, tiene, almeno nelle decisioni assunte dai vertici politici. Se la tattica potrà contenere la piena, la tattica non potrà sostituirsi alla strategia. Quando una forza politica raggiunge un po’ meno di un terzo dell’elettorato, per affrontarla servono strumenti adeguati. Non bastano desistenze e alleanze a tavolino.
Questo è un tempo in cui gli elettori hanno acquisito piena libertà di movimento, le periferie urbane dove il Pcf regnava scelgono la destra estrema, paura e crisi economica scrivono l’agenda delle priorità dei governi. Siccome il dato elettorale francese non è isolato, è il momento che il socialismo europeo convochi una seconda ‘Bad Godesberg’ per discutere la bussola del suo futuro.
Le difficoltà del ceto medio – il bacino più consistente dei suoi voti – non si scioglieranno rapidamente, le migrazioni prenderanno forza, il welfare che abbiamo conosciuto langue con l’emergenza della spesa pubblica, va rivisitata l’idea di un progresso illimitato di stampo illuminista. Ce n’è abbastanza per non rifugiarsi nelle formule.

Riccardo Nencini


It’s time for a new Bad Godesberg

During the French regional elections it’s time to desist, they say, in
order to avoid an even more resounding victory of the Le Pen’s party.
This revival of the Republican Front reminds me of the Italian
constitutional period, waned in the early 90s, due both to the Fini’s
choice to transform the MSI into An, and the Berlusconi’s victory.
It was a deep change, but the Italian left could not draw the necessary
consequences from it. The courage and the foresight lacked, while the
left needed to position itself in its motherhouse, not only under the
same roof, but with the arguments and the projects that belong to the
liberal socialist and the social-democratic culture.
The Republican front in France, despite some cracks, holds on, at least
concerning the decisions taken by its political leadership. If it’s true
that the tactic may contain the flood, the tactic can not for sure
replace the strategy. When a political force reaches a little less than
a third of the whole electorate, one needs proper tools to deal with it.
Withdrawals and alliances cannot be enough.
This is a time when voters have acquired full freedom of movement, the
suburbs where the PCF used to reign choose now the right-wing extremism,
the fear and the economic crisis set the agenda of the government
priorities. Considering that the French electoral result is not an
isolated incident, it is time for the European Socialists to call to a
second ‘Bad Godesberg’ to discuss the compass of their future.

The difficulties of the middle class – its most important constituency –
will not vanish quickly, the migrations will be strengthened from here
on out, the welfare that we have known is languishing together with the
emergence of the public spending, the Enlightenment idea of an unlimited
progress needs to be reconsidered. And that’s enough to not hide
ourselves in formulas.

Riccardo Nencini
Leader of Psi

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Riccardo
    Così mi piaci!! Un dirigente socialista deve avere una visione del futuro. Un vero politico prima di rincorrere il consenso per il voto di domani deve pensare a crearlo pensando al futuro delle nuove generazioni.
    L’attività più stimolante per la Politica è progettare e impegnarsi per attuare le soluzioni più idonee a venire incontro ai bisogni dei cittadini. Noi socialisti siamo nati per lottare contro le disuguaglianze di ogni genere. Molte le abbiamo sconfitte, altre attenuate ma oggi sono tornate ad essere preminenti in questa era della Società globalizzata. Ben venga quindi una nuova BADGODSBERG il cui fondamento sia basato sui principali diritti civili fra cui preminente deve essere quello di garantire a tutti un lavoro senza il quale un uomo non può esprimere la sua dignità e avere riconosciuto il suo diritto primario all’esistenza. Siamo in grave ritardo e perciò dobbiamo accelerare per recuperare il tempo e le occasioni perdute.
    Da parte nostra in Italia organizziamoci per ricomporre la Diaspora fra i Socialisti.
    Caldoro, come Segretario del Nuovo PSI ti ha fatto questo invito. Bene hai fatto a raccogliere la sfida.
    Come contributo porto alla tua attenzione questo percorso:
    Organizza un Gruppo di Lavoro aperto alle Aree laica, socialista e di sinistra liberale e riformista, i cui componenti provenienti da quelle Aree siano degli economisti, sociologi, filosofi e politici. Il coordinamento “super partes” potrebbe essere affidato ad un Presidente identificato in una figura storica del vecchio PSI come ad esempio Intini o Martelli;
    Al Gruppo di Lavoro verrebbe affidato il compito di :
    • formulare le Regole per la nuova Costituente socialista
    • la redazione di uno Statuto per la futura formazione politica liberal socialista
    • l’elaborazione della Bozza di un Programma rivolto ad un nuovo Modello di sviluppo in grado di affrontare il superamento della Società Postindustriale con dei contenuti che siano in grado di venire incontro ai meriti ed ai vecchi e nuovi bisogni dell’attuale Società globalizzata della Conoscenza.
    Per salvare non solo il PSI ma il futuro del Socialismo italiano è utopistico tentare questa soluzione ??
    Ripartiamo dallo spirito progettuale e costruttivo delle origini, rivendichiamo e lottiamo nella Società per affermare i nostri valori e la nostra Identità.
    Se saremo sinceri, uniti e conseguenti nelle nostre proposte, se sapremo esprimere un gruppo dirigente e un Leader carismatico a cui affidare il futuro che abbiamo delineato, sono sicuro che gli italiani torneranno a dare la loro fiducia ai Socialisti.
    E’ un percorso impegnativo, difficile e non breve per vederne la meta, ma è l’unico che può permetterci non di sopravvivere ma di resuscitare. Di fronte ad una simile impresa sarebbero prima di tutto i Giovani ad essere interessati e a seguirci per l’edificazione di questa Società liberal socialista. Noi che ormai in maggioranza abbiamo troppe primavere, diamoci concretamente da fare per avviare i lavori invece di continuare a farci del male!!!
    Questo glorioso giornale mi ha dato sempre l’opportunità di esprimermi e di manifestare il mio dissenso su alcune tue scelte. Ma ti ho considerato e ti considero sempre il mio Segretario e una preziosa risorsa socialista che ha continuato ad impegnarsi per la nostra Comunità a differenza di altre figure più prestigiose che hanno scelto il disimpegno o l’approdo verso il DS/PDS o il Centrodestra.
    Due cose su tutte ti chiedo: fai emergere l’autonomia di Socialisti nei confronti del PD e promuovi delle iniziative in Parlamento ed in altre Sedi per rendere visibile il riscatto socialista e non far cadere nell’oblio la nostra Storia !!!
    Mi ritengo “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio” e fraternamente ti abbraccio.
    Je suis socialiste

  2. Se, ad oltre mezzo secolo di distanza dalla prima Bad Godesberg, viene il bisogno di replicarla, vuol dire che in tutto questo tempo il marxismo non è andato affatto in soffitta, come si proponeva quel Congresso di fine anni cinquanta della socialdemocrazia tedesca, stando almeno alle cronache politiche di allora, e per il socialismo di casa nostra c’è anche d’aggiungere che prese poi a riferimento Proudhon, nel senso che da noi si era compiuto un ulteriore passo verso il socialismo liberale.

    Il far ritorno a Bad Godesberg può essere anche una semplice metafora, ma il richiamare un tale evento, carico di simbologia, è comunque il segno che qualcosa non deve aver funzionato nel cammino verso il liberal-socialismo, e se un movimento politico è ancora abbondantemente intriso di marxismo viene da chiedersi, forse sbagliando, ma forse non più di tanto, come possa trovare le giuste risposte per le “difficoltà del ceto medio”, opportunamente citate dall’Autore, e che sono di natura economica, sociale, valoriale, ecc…

    Ma potrebbe anche esser successo che altre culture politiche abbiano indossato i panni dei socialisti, e ne abbiano pure assunto il nome, senza averne essenza ed “anima” , requisiti e qualità che non si improvvisano, e se fosse veramente così non credo possa bastare oggi una seconda Bad Godesberg, ma ci vorrebbe piuttosto una iniezione di autentico spirito liberale, il che non mi sembra un traguardo facile se si sta girati sempre e soltanto verso sinistra (ammesso che si voglia realmente puntare a detto traguardo).

    Pur se i segnali di certo non mancavano, ci voleva probabilmente il voto francese per far scoprire il grado della inquietudine, apprensione, malessere, che si sta diffondendo entro i confini del Vecchio Continente, e si sente adesso parlare di “desistenze e alleanze a tavolino” per il secondo turno di domenica prossima, come se bastasse ciò a frenare la crescente insoddisfazione di chi sta perdendo fiducia verso l’istituzione Europa.

    Accanto alle diverse considerazioni che possono farsi al riguardo, il voto d’Oltralpe sembra poi mettere in luce un’altra contraddizione tutta nostrana, posto che, anche tra quanti si esprimono a favore dell’Italicum – nel senso che per la legge elettorale preferiscono il premio di maggioranza alla lista, anziché alla coalizione – mi è capitato di ascoltare convinti sostenitori di tali “desistenze e alleanze a tavolino”, appunto per il secondo turno francese, il che non mi pare essere un bell’esempio di coerenza, dal momento che le coalizioni vanno più o meno bene a seconda della propria convenienza politica, un po’ come il garantismo cosiddetto a senso unico o a giorni alterni.

    Paolo B. 10.12.2015

  3. Giusto e pertinente l’appello di Nencini di convocare a livello europeo una nuova Bad Godesberg; ma tanto per cominciare perché il Partito non convoca una Bad Godesberg per il socialismo italiano?

  4. Bene segretario promuoviamo qualcosa del genere anche in Italia e non solo in Europa che forse c’è maggiore necessità, in quanto non basta che un partito aderisca al PSE, come il PD, per dire ed affermare che si faccia una politica Socialista riformista. Sappiamo e vediamo che non è così. Avanti tutta quindi ed auguri.

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