domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giuseppe Giarrizzo, un sincero socialista e un grande storico
Pubblicato il 04-12-2015


La scomparsa del prof. Giuseppe Giarrizzo, già allievo di Santo Mazzarino e Federico Chabod, ordinario di Storia moderna e per decenni Preside della facoltà di Lettere e filosofia nell’Università di Catania, Accademico dei Lincei, avvenuta lo scorso 28 novembre, ha gravemente indebolito il mondo degli storici per il valore delle ricerche che Egli aveva compiuto, gli esiti scientifici che aveva raggiunto, le vie nuove che aveva indicato, le curiosità storiche che aveva suscitato.

Ho lavorato con lui e il prof. Gastone Manacorda ( indimenticabile e indimenticato per profondità di pensiero e per umanità) in anni lontani per un “comando” all’Istituto Siciliano per la Storia dell’Italia contemporanea, e in quella occasione ho potuto conoscerLo più da presso e sentirne la profondità della cultura, la delicatezza del maestro, il calore della simpatia.

Come tanti altri, nel corso della mia vita e quale ricercatore di storia ho studiato sulle sue opere, fortemente interessato da alcuni dei campi sui quali, rivelando uno straordinario acume, Egli si è impegnato con risultati che lo hanno giustamente collocato tra i maggiori storici italiani ed europei. Ricordo in particolare quelle su Gibbon, Hobbes, Vico, Giannone, Muratori, che ne segnarono l’autorevole ingresso tra gli storici più apprezzati e i cattedratici più noti, e quelle sui rapporti tra l’Illuminismo e la Massoneria, sulla storiografia, ecc. che ne confermarono le qualità di storico di altissimo livello.

Come storico e come politico il prof. Giarrizzo fu sempre fortemente interessato alle vicende economiche, politiche e culturali della Sicilia, delle quali ha trattato ampiamente in studi ponderosi e sempre densi di acute considerazioni: ricordo per tutti quelli davvero illuminante sulla Sicilia dai Vespri al Settecento – Ottocento, “Sicilia politica 1943-1945”, sulle vicende che portarono alla elaborazione dello Statuto e alla affermazione dell’Autonomia regionale, fondamentale per chiunque voglia approfondire la conoscenza di quel momento cruciale della nostra storia, la storia di Catania e quella davvero monumentale della sua Università, e la relazione su “La Sicilia e la crisi agraria” svolta in un importante convegno sui Fasci siciliani. Editorialista tra i più informati e letti, ha scritto per molti anni, sempre con prosa estremamente limpida, sulle vicende isolane, nazionali e internazionali

Giuseppe Giarrizzo fu socialista fin dalla più giovane età e tale è rimasto per tutta la vita. Nel mondo del socialismo isolano ha rappresentato la cultura e la militanza politica, nel grande solco tracciato tra ‘800 e ‘900 dai socialisti isolani Nicola Barbato, Luigi Macchi, Eduardo Di Giovanni, Matteo Gaudioso, tutti uomini che seppero coniugare i vivissimi interessi politici e sociali, il sogno di una società migliore e una forte passione per gli studi e la conoscenza storica.

Nel 1985 rappresentò il PSI quale vice sindaco e assessore all’urbanistica a Catania. Animato sempre da forti interessi politici, negli ultimi tempi seguì i fatti della sua/ nostra terra con trepidazione, e considerò con dolore fenomeni di degenerazione e scadimento nella gestione delle prerogative concesse all’isola, di cui auspicò il rilancio attraverso l’impegno unitario delle energie sane in essa ancora disponibili.

Per queste qualità sarà ricordato e sentitamente rimpianto.

Giuseppe Miccichè

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