sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Il Bagno”. Una metafora di vita in scena al Sala Umberto di Roma
Pubblicato il 16-12-2015


bagnoUna festa a sorpresa, un compleanno, un bagno. Lu compie 40 anni e le sue tre migliori amiche Titti, Maria Sole e Angela hanno deciso di organizzare una festa a sorpresa a casa del suo fidanzato. Ma a sorpresa arriva anche Carmen, la madre di Lu. In una notte di follia, ubriachezza, incomprensioni e scoperte “in bagno”, le cinque donne si trovano ad affrontare la verità sulla loro amicizia.

Si tratta di una commedia che parla di quattro generazioni di donne: ventenni, trentenni, quarantenni, sessantenni; dalla giovane donna che si affaccia alla vita alla donna più matura, che ha vissuto ed ha fatto esperienze.

Lu, interpretata dalla brava Elda Alvigni, è una donna apparentemente perfetta, libera, che ha un buon rapporto con il proprio compagno ma che non disdegna un rapporto, forse non solo di vicinato, con lo straniero studente universitario che abita sul suo stesso pianerottolo. La sessantenne mamma Carmen, alias Stefania Sandrelli, coltiva grandi ambizioni ed è fidanzata con un Ministro, ma sconta un rapporto affettivo irrisolto con la propria figlia. Maria Sole, ovvero Amanda Sandrelli, è sposata con un dentista con il quale non ha più rapporti intimi ed ha due figli che l’assorbono continuamente: appena ha un attimo di libertà, come ad esempio la festa a sorpresa dell’amica Lu, si lascia andare, forse troppo, all’alcool ed all’acchiappo, rischiando di cadere nel patetico. Salvo però rinsavire ed accorgersi di tenere a famiglia e marito dentista – non si capisce bene se per amore, possesso o convenienza – quando scopre che l’amica Angela, alias Claudia Ferri, una donna single apparentemente appagata dal proprio percorso professionale, si è innamorata proprio di suo marito. Ed infine è sempre presente Titti, ventenne interpretata da Euridice Axen, a cui va bene tutto ed il contrario di tutto, creduta gallerista a Berlino ed invece in realtà banale spacciatrice di ecstasy.

Al di là del divertimento, l’opera evidenzia alcune importanti tematiche che interessano le donne moderne, quali la pressione sociale che grava sulle donne ormai quarantenni, spinte a trovare marito ed avere una prole; il tema della libertà della donna che sfida le convenzioni sociali; quello relativo alla possibilità per le donne di perseguire realmente le proprie scelte individuali.

Il Bagno è una commedia interpretata da donne, ma in cui si parla molto di uomini, in un luogo – il bagno per l’appunto – che diventa un privé ideale per “controserate”, dove le donne arrivano per sistemarsi il trucco ed essere più belle, ma anche per abbandonarsi, consigliarsi, discutere fra loro.

L’opera messa in scena al Sala Umberto prevede due atti. Nel primo, al centro della scena troviamo un bagno minimalista, forse leggermente claustrofobico, in cui le amiche entrano, escono, bevono, discutono, si abbelliscono. La recitazione è molto veloce, i dialoghi, realistici ma non sempre facili da seguire, rimangono su un livello comunque superficiale, come è giusto che sia per donne che si rivedono e si approcciano euforicamente. Nel secondo atto, il bagno si allarga e si destruttura occupando tutta la scena, la recitazione si fa più lenta: è il momento in cui le donne approfondiscono i loro rapporti e si raccontano la verità.

Positivamente sorprendenti le interpretazioni di Stefania Sandrelli e di Elda Alvigni, ben calate nel loro ruolo. Spumeggiante e ricca di energia, giovanile e fresca, la recitazione della bellissima Euridice Axen nei panni della ventenne Titti. Bene anche Amanda Sandrelli e Claudia Ferri, anche se i rispettivi ruoli di Maria Sole ed Angela appaiono i meno aderenti alla realtà. La musica accompagna l’intera opera come un ritornello e si fa più forte quando la porta del bagno si apre e le amiche si rifugiano nella sala da bagno. Questo diventa dunque non solo il retroscena della festa a sorpresa, ma anche l’occasione per la storia di cinque donne che, ciascuna a modo suo, cercano l’amore.

Il bagno è dunque un gioco di seduzione, una metafora di vita, un nascondiglio, un lavoro di introspezione e soprattutto un trattato sull’uomo. Il bagno è lo spazio dove ci si può sfogare da soli o insieme, dove ci si può isolare per pochi minuti, dove si può urlare in silenzio o piangere con lacrime sincere. E’ di solito uno spazio personale e liberatorio.

Lo spettacolo in scena al Sala Umberto è divertente e sincero, diretto con intelligenza da Gabriel Olivares, uno dei giovani registi più interessanti e prolifici della scena spagnola, che riesce ad arricchire lo spettacolo con un tocco di brio in più. Una commedia al femminile che mette in scena la ricerca dell’amore, da gustare al Sala Umberto di Roma fino al 10 gennaio.

Al.  Sia.

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