venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il mare racconta. “Pescaturismo” in Salento
Pubblicato il 18-12-2015


2 - bottiglia con pergamena“Il mare ci restituisce ciò che gli diamo”: questa citazione è il logo della fiera di prodotti ittici del mare salentino.
È scritta su pergamena all’interno di una bottiglia di vetro trasparente pronta per essere abbandonata in mare in cerca di “salvezza”. La troviamo a metà novembre sotto ad un gazebo in una piazzetta al centro di Gallipoli, mentre degustiamo le specialità preparate dalla signora Alessandra Ferramosca, organizzatrice dell’evento “Il mare racconta”.
Valorizzare il mare e le sue risorse, in simbiosi con l’ecosistema che lo regola, è prerogativa del GAC (Gruppo Azione Costiera) Jonico Salentino, con punto di partenza da Gallipoli per raccontare il mare realizzando un sistema di sviluppo locale che sia integrato e basato sulle risorse esistenti, le potenzialità produttive, le tipicità e le eccellenze territoriali, specie nel comparto ittico, attraverso il consolidamento dell’assetto politico-economico-sociale esistente, per la crescita del sistema locale e la partecipazione di tutti gli attori ai processi decisionali.
Il Salento, anche noto come tacco d’Italia, è la zona con più chilometri di costa di tutta la regione Puglia. Bagnata ad Ovest dallo Ionio ed ad Est dall’Adriatico, ad appena 800 chilometri dal litorale africano.
Il punto di incontro giornaliero per quanti vogliono praticare la pescaturismo è di prima mattina alla Fontana greca di Gallipoli, simbolo di una cittadina marinara con origini greco-romane.10 - cala e arco  romano
A bordo dello “Sparviere”, motobarca attrezzata e autorizzata per pescaturismo, si salpa subito per l’“Area Marina Protetta di Porto Cesareo”, un tratto di costa molto varia e dai contorni frastagliati, limitata a nord da Punta Prosciutto e a sud da Torre Inserraglio.
A pochi metri dalla costa si scoprono la singolare Isola dei Conigli o Isola Grande, riserva forestale per alcune piante rare (il Limonium japigicum, caratteristico delle coste rocciose del Salento, che forma con altre piante alofile, come la Salicornia fruticosa e l’Inula erithmoides, associazioni vegetali esclusive della regione pugliese, la Malva Arborea, l’Iris Revoluta, solo qui in Italia, ed altre specie studiate da ricercatori di tutto il mondo) e la zona archeologica.
Un esperto pescatore illustra le tecniche di pesca e le specie presenti nell’Area Marina, dando la possibilità a ciascuno di cimentarsi al bolentino con attrezzatura preparata appositamente in barca: esca, canne semplici, a mulinello ed altro, seguiti ed aiutati nell’ “impresa” dal personale di bordo. Tutto il pescato è portato in tavola cotto dalla signora Barbara: dal mare al piatto in poco più di due ore.
I turisti di tutto il mondo, che ogni anno scelgono il Salento per il mare pulito, dalle acque cristalline, scoprono una terra ricca di cultura barocca ed arti nobili e popolari. Tra queste spicca l’antica arte marinara fatta di gesti che si ripetono da secoli, orgogliosamente ancorati alla tradizione, ma anche rivolti alle migliorie dei tempi moderni.
Il boat trip, altro tipo di percorso su gommoni per diporto, prevede un itinerario illustrato non già e non solo da una guida professionista esperta del territorio, ma anche dal comandante dell’imbarcazione con all’attivo un lungo passato da pescatore. Perciò ancora una volta il mare racconta le sue storie mediante la voce di chi ne è stato con lui in simbiosi per tutta la vita.
L’itinerario proposto comincia da Castro: la cittadina vanta origini antichissime essendo erede della romana Castrum Minervae. Nel corso dei secoli mantenne la propria importanza divenendo una delle prime città del Salento ad essere elevata al rango di contea. In alto, nel cuore del borgo, piazza Perotti si apre all’orizzonte marino mentre essa stessa è l’affaccio del castello aragonese, oggi fulcro di iniziative culturali e il primo passo nei fasti del passato. È qui che la leggenda è diventata realtà, dopo il ritrovamento della statuina di Atena Frigia, prova dell’ esistenza del tempio della dea Minerva, lo stesso che Enea in fuga da Troia decantava dal mare prima del suo mitico approdo.
Da qui, di notte, i pescatori salpano per prendere il largo, mescolando le lucine, delle loro barche a quelle delle stelle. Li si può vedere confondersi nell’oscurità del mare nella antica pesca con le “chiangi”, dai balconi delle loro stesse case, spesso trasformate in luoghi di accoglienza semplice e caratteristica.
Le visite a cale e frastagliature costiere puntano soprattutto a coinvolgere il fruitore dando nozioni ed emozioni, con l’auspicio che il partecipante possa fungere da testimoniaI e trasferire la sua esperienza ad altri e fare sistema, come ricorda con garbo, manifestando verso gli ospiti un’infinita pazienza, l’organizzatrice dell’evento salentino per “Mediamorfosi stategie di comunicazioni” Lia Bencivenga.
Aria buona, sole e la compagnia festaiola da fuori porta domenicale dei partecipanti fanno il resto, all’insegna di un mare che ascolta e racconta se amato e rispettato nelle sue infinite risorse.

Guerrino Mattei

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