martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il professor Benzoni
Pubblicato il 02-12-2015


Dico subito che ho sempre nutrito istintiva simpatia per Alberto Benzoni. Avevo letto un suo libro sulla storia del PSI prima di conoscerlo. Forse anche prima che diventasse un uomo di punta del PSI romano, che rappresentò anche in Campidoglio. Un uomo colto, sincero, passionale. Così mi è sembrato lungo tutta la vicenda socialista del vecchio Psi e lungo questa pluriventennale attraversata nel deserto. Poi d’incanto mi se n’è presentato un altro. Un esponente di corrente, anzi di contestazione globale al nostro piccolo Psi che con tanta fatica tutti noi tentiamo di preservare da bufere che si agitano ogni giorno contro di noi, in un mare ove le identità contano sempre meno, ma la nostra viene addirittura oscurata ignobilmente. Alberto Benzoni si è trasformato nell’ispiratore di un nuovo movimento alternativo al Psi che guarda alla sinistra dei Vendola, dei Fassina, dei Landini. Io continuo a ritenere che non sia lui. Soprattutto quello che scrive su Facebook “Sull’Avanti di Del Bue ci sono diversi contributi anti renziani, tra i quali i miei, quelli di Correr e di altri, contributi in cui il sottoscritto, non essendo da due anni iscritto al Psi, ha come unico limite quello di non parlare del PSI e del suo (in) degno segretario”. Quale stile professore, che sempre avevo apprezzato per non essere scaduto in offese personali. E soprattuto quale rivelazione. Da due anni non è iscritto al Psi e solo da pochi mesi non partecipa ai lavori dei suoi organi nazionali. Quale coerenza…

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