domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il signor compagno
Pubblicato il 02-12-2015


Il primo ad accogliere l’invito a un uso misurato delle parole è stato il signor Benzoni. Solo tra ieri e oggi ha scritto: il ‘segretario vuol vincere il congresso con tutti i mezzi, leciti e illeciti’; poche ore dopo: ‘il segretario è indegno’.
Non mi sono mai tirato indietro dalla lotta politica. Ho fatto una decina di campagne elettorali, tutte meno due con preferenza, tutte vinte meno una. Per quattordici anni – gli anni della segreteria Boselli – non ho mai avuto un ruolo di responsabilità. Anzi. Al caminetto sedevano altri. Molti altri. Eppure ho lavorato sodo, come si deve fare, e ho preteso che il confronto non sfociasse mai nell’offesa, nell’insulto gratuito, nel dileggio. ‘Indegno’, sostengono i dizionari, significa essere spregevole, sgradevole, vergognoso, che non ha dignità morale.
Non essendo raro in Italia invertire l’onere della prova, mi si chiede forse di dimostrare il contrario? Me lo chiedi proprio tu, signor Benzoni, che non sei più iscritto da tempo al partito? E siccome non basta, ecco l’accusa più ripugnante, più infamante, più falsa. L’uso di mezzi illeciti.
Dove, come, quando? Bilanci e tesseramento sono sempre stati approvati dagli organi di partito con voto unanime o, raramente, con maggioranze larghissime. Tesseramento e bilancio vengono seguiti dai rispettivi responsabili nazionali e dai segretari regionali e provinciali.
Avanti! e Mondoperaio ospitano, come si deve fare, tutte le opinioni da qualsiasi parte provengano. Spesso vi leggo le tue.
Nelle iniziative pubbliche – dalla Festa dell’Avanti alla Conferenza Programmatica – sono stati invitati a discutere, come si deve fare, compagni con idee diverse da quelle della maggioranza del partito. Sempre.
Attenti! Le parole lasciano segni indelebili. Ho già espresso il mio pensiero una settimana fa e non l’ho cambiato.
Non ti consento, signor Benzoni, di offendere né l’uomo né il segretario. Le cose ripugnanti, queste sì sgradevoli tanto più per te che hai occupato posizioni importanti di direzione politica e nelle Istituzioni, sono il linguaggio che usi e le accuse infondate che lanci. Se hai qualcosa da dire, da obiettare, da accusare, fallo senza nasconderti dentro la rete. Un tempo li chiamavano sicofanti. Oggi impostori.
Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

More Posts - Website

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Carissimo Segretario On. R. NENCINI,
    l’ attacco proveniente da interessi di parte nei Tuoi riguardi e al Partito, mi lasciano esterrefatto. La parte sana del Psi, si stringe attorno al Partito, consapevoli d’ essere nati liberi, con la nostra formazione culturale e, quindi, non siamo confusi, non siamo emotivi, siamo realisti. Siamo consapevoli del dramma di questi “tempi” e della nostra esistenza che coincide con un appuntamento importante, quale quello dell’imminente Congresso.
    La contestazione e’ diffusa e gia’ pare una fine fin troppo umana quella che insiste sullo scenario mondiale. Il maldestro tentativo di voler rovesciare l’esistente, difficilmente potra’ essere alternativo, quantunque, costituiscono un agglomerato eterogeneo con indefiniti obiettivi e per di piu’ contraddittori tra loro.Difficilmente – e non lo consentiremo – alcuni di essi riusciranno a prendere il mare seppure con le vele gonfiate dal vento. La politica si costruisce nel partito e non sui giornali.
    Il nostro partito e’ teso a recuperare spazi : bisogni e sentimenti da rappresentare a misura d’ uomo e possiede la capacita’ di proporli nel modo giusto alla gente.
    Ti esprimo la piu’ affettuosa solidarieta’.

  2. Alcune scelte, Compagno Segretario, non le condivido e lealmente, come si conviene tra persone d’onore e di rispetto, l’ho dichiarato e per esse mi sono battuto e mi batto, con onestà e rispetto. Non accetto alcun confronto che non sia dialettico e soprattutto politico. Atteggiamenti di disprezzo, o, ancor peggio, di oltreggio sul piano personale, aggravato dalle espressioni sulla rete, non si confanno al metodo democratico, a volte se necessario virile, del confronto politico. Hai tutta la mia solidarietà personale e, credo, anche di tanti altri Compagni che, pur nella differenza dell’idealità all’interno del Partito, contribuiscono alla sua affermazione nel campo della tradizione socialista. Avanti Riccardo, a testa alta!

  3. In mancanza di argomentazioni politiche si ricorre all’insulto; esprimo la mia solidarietà a Nencini, pur non essendo totalmente d’accordo con lui, in un momento in cui è chiaro che, da diverse parti, si tenta di far scomparire il piccolo PSI per ambizioni personali o per altri scopi non chiari. Gli ex sono sempre i più velenosi (già scritto, se non ricordo male, proprio da Nencini.

  4. In politica il dissenso non dovrebbe portare mai alle parole offensive verso le persone anche se di idee diverse. Se il sig. Benzoni non è nemmeno iscritto al Partito non ha alcun diritto di interloquire nel dibattito interno fra i socialisti. Pertanto tutta la mia solidarietà a Riccardo Nencini, come persona e come segretario del Partito Socialista.

  5. La dialettica che si sta sviluppando nel Partito dimostra quanto siamo lontani dai problemi quotidiani degli italiani. Alla gente non interessa nulla di queste beghe e, se emergessero all’esterno delle nostre quattro mura, sarebbero in molti a pensare che siamo i soliti socialisti attenti solo a scannarci tra di noi per le poltrone. Pessimo segnale e pessimo viatico per il viaggio che il Partito intenderebbe intraprendere. Abbassiamo i toni, facciamolo tutti e, soprattutto, siamo uniti, perché la nostra è già una situazione molto complicata per effetto di una legge elettorale vergognosa ed autoritaria. Comunque solidarietà piena al Segretario Nencini, la politica deve promuovere il confronto, non l’insulto.

  6. Caro Riccardo, t i esprimo la mia piena solidarietà, comprendo il malessere e la rabbia che provi nel ricevere accuse infamanti, che fanno ancora più male perché senza alcun fondamento provenienti da persone in mala fede, che vogliono far credere di essere loro i paladini del Socialismo.
    La loro posizione è espressione di rivalsa supportata da comportamenti volgari, che nulla hanno a che fare con la deontologia del Socialismo che noi conosciamo e pratichiamo.
    Siccome ho già una certa età, e ho vissuto dagli anni sessanta in poi tutte le stagioni del Partito e non sempre sono stato in maggioranza, posso testimoniare che nemmeno a livello di sezione si sono praticate lotte politiche con argomentazioni di così basso profilo.
    Le lotte devono essere su dissensi di linea politica, mai trasferirle sul personale e la Sede per risolverle è il Congresso.
    I compagni che leggono sulla rete certe notizie e non hanno la possibilità di verificarle si sentono disorientati.
    Penso che sia opportuno caro Segretario, che tu convochi al più presto possibile l’Assemblea Nazionale e in quell’ambito fare chiarezza una volta per tutte.
    Spero ti sia gradito ricevere i miei sentimenti di stima per la tua indiscussa Onestà.
    BUON LAVORO SEGRETARIO.
    AVANTI TUTTA !

  7. Sono contrario a queste disfide. Ritengo che un partito se vuole essere guida per il paese deve saper essere accogliente e le posizioni critiche, specie in momenti così delicati, devono essere esaminate con il massimo dell’obiettività e della ragionevolezza. Ritengo che il partito se vuole tornare ad essere protagonista nel paese deve mettersi in una posizione critica rispetto tutte le pseudo-riforme istituzionali fatte in questi venti anni perché porteranno il paese ad un nuovo “fascismo”. Questo fu intuito dall’On.Craxi già all’inizio degli anni novanta.

  8. Mi associo a quanti esprimono solidarietà al Segretario Nencini per le parole oltraggiose che lo offendono. Quelle parole squalificano chi le usa e andrebbero rispedite al mittente.
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

  9. Carissimo Riccardo
    Sulla rubrica di “Agorà” leggo che il compagno Benzoni scrivendo al Direttore Mauro Del Bue si scusa per avere utilizzato il termine di “indegno”.
    Nel commento che farò al suo “mi scuso ma resto un dissidente” lo inviterò a contattarti direttamente per un chiarimento più approfondito. A dei compagni più giovani ho inviato questo messaggio: ” Carissimi giovani compagni/e
    Sono molto amareggiato per l’attuale vita del Partito dove il confronto delle idee si è trasformato in un duro scontro tra iscritti e Componenti che più che da compagni stanno dando l’immagine di essere degli avversari se non a volte dei nemici.
    A voi che siete tra i più giovani vi consiglio di non caratterizzarvi con questo tipo di confronto e di esprimervi sempre con passione, senza però dimenticare mai che avete di fronte un compagno socialista. Diversità quindi nella valutazioni ma non laceranti divisioni che nuocciono sia all’interno che all’esterno del PSI e fanno soffrire anche tutti quei compagni che, pur fra tante delusioni e amarezze, continuano ad iscriversi al Partito e a credere negli ideali del Socialismo, i cui interessi vengono sempre prima degli uomini che aspirano a guidarne le sorti. ”
    Carissimo Riccardo, su alcune tue scelte in Parlamento ho espresso il mio dissenso sull’Avanti ma non per questo è venuto mai meno la mia stima nei tuoi confronti. Le tue positive esperienze come Presidente della Regione Toscana e attualmente di Vice Ministro, rappresentano un prezioso bagaglio ed una risorsa anche quando in futuro non sarai più Segretario del Partito. Penso però che qualche compagno a te vicino a tua insaputa non si sia comportato correttamente per spingere i compagni di “Area Riformista” ad assumere certe posizioni.
    Ognuno di noi sacrifichi qualcosa a beneficio della ricerca di uno spirito unitario con cui confrontare, obiettivi, proposte e approdi per il PSI all’altezza della sua Storia e della sua Identità.
    Ti abbraccio fraternamente. Je suis socialiste

Lascia un commento